Imperia: Piano riequilibrio decennale, duro intervento di Lucio Sardi. “Forte delusione, il sindaco ha addomesticato la realtà”

Imperia Politica Politica

“La conferenza stampa del sindaco di Imperia all’indomani del via libera della Corte dei Conti al Piano di riequilibrio decennale, presentato dal Comune per ripianare il deficit di bilancio, impone una riflessione di prospettiva. Quello che è stato presentato come un passaggio fondamentale per il riequilibrio delle casse comunali può invece ipotecare il futuro della città”.

Con queste parole Lucio Sardi, esponente della sinistra italiana, interviene in merito alla conferenza del sindaco di Imperia, Claudio Scajola, nel quale aveva snocciolato alcuni dati tecnici di bilancio e illustrato le modalità con le quali il Comune intenderà sanare l’attuale disavanzo che ammonta a circa 18 milioni di euro.

“Imperia è salva”, l’intervento di Lucio Sardi

“Quando capita di vedere un film tratto da un libro che si è letto, soprattutto se si tratta di un’opera voluminosa, è forte la delusione per i limiti di rappresentazione che il cinema spesso sconta rispetto alla trama del libro. “Il film è anche bello, ma niente a che vedere con il libro” è la frase che esemplifica questa sensazione.
Ancora più forte è la delusione che si prova a seguire la conferenza stampa del sindaco all’indomani dell’approvazione del Piano di riequilibrio decennale, dopo aver letto ed esaminato il piano stesso.

Più che incapace di rappresentare un documento complesso e tecnico, la conferenza stampa è apparsa una parodia di quello che attende realmente il Comune di Imperia per gli impegni di risanamento previsti nel piano. Lo “spettacolo” messo in scena da Scajola, ovviamente un monologo con cornice di assessori comparse, ben rappresenta lo scarto tra la reale condizione della città e la narrazione che ne fa il sindaco.

Nel caso del piano di riequilibrio decennale, che ha ottenuto il via libera tecnico della Corte dei Conti, tale differenza sta proprio nei numeri declamati dal sindaco, interprete del ruolo di contabile “creativo”, rispetto alle cifre effettivamente riportate nel piano. La confusione nella citazione dell’ammontare del deficit del Comune da ripianare, che passava da diciassette a dieci milioni di euro nel giro di pochi secondi, era solo la punta dell’iceberg della “libera” trasposizione narrativa del piano fatta da Scajola.

Il vero tradimento del testo originario sta nella descrizione delle modalità con cui il Comune di Imperia dovrà ripianare nei prossimi dieci anni il deficit accertato nel Piano. Nel racconto del sindaco i circa dieci milioni di deficit verrebbero assorbiti in quote di un milione all’anno, sulla base di un ragionevole principio di ammortamento temporale tipico di un amministratore responsabile e prudente.

Peccato che, se si passa dall’ascolto della narrazione alla lettura del Piano, si scopre invece che il sindaco ha un pò addomesticato la realtà. La copertura del deficit, infatti, sarà in gran parte (circa per l’ottanta per cento) previsto negli ultimi cinque anni del decennio in cui il piano si articola, ovvero dal 2023 al 2027.

Guarda caso si tratta di un periodo piuttosto in là nel tempo, in cui come già preannunciato, Scajola non intende ricandidarsi a sindaco. Scelta questa sicuramente dettata da ragioni anagrafiche, ma forse anche per evitare di dover fare i conti con le sue “lungimiranti” scelte amministrative che “regalerà” alla città per il suo compleanno centenario.

Due numeri, i 10 milioni e 368 mila euro di deficit saranno in base al piano, coperti per 500 mila euro nel 2019, per 747 mila euro nel 2020, per 359 mila euro nel 2021, per 903 mila euro nel 2022 (cuore del mandato amministrativo di Scajola), per 1 milione 251 mila euro nel 2023, per 1 milione 474 mila euro nel 2024 e per 1 milione 711 mila euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, con tanti auguri alla città ed a chi dovrà amministrarla.

L’immagine del sindaco che mostra l’imbarazzante cartello con la scritta “Imperia è salva” andrebbe riscritta per titolare il sequel su cosa ci aspetta realmente, ovvero “Scajola è salvo – Imperia no”.

Per il sindaco, a differenza dei cittadini prossimi alla pensione, “quota cento” è l’occasione per permettersi qualche lusso nella parte residua del suo mandato amministrativo. Lussi questi, che la città dovrà pagare in futuro a caro prezzo.

Non sorprende quindi che l’intervento di riqualificazione di galleria Gastaldi, sbandierato come opera strutturale di grande impatto per la città, si sia invece ridotto al rifacimento dell’asfalto, dei marciapiedi, dell’illuminazione e a una mano di bianco sulla volta. Per il sindaco del “un centimetro alla volta”, infatti, la visione del futuro di Imperia non va oltre alle sue modeste mire autocelebrative di breve termine”.