Imperia: al Museo Carlo Carli incontro prevenzione malattia Alzheimer. “Un corretto stile di vita può ridurre il rischio”/Le immagini

Cultura e manifestazioni

Relatori il prof. Massimo Tabaton neurologo e ricercatore scientifico di fama internazionale, e il dottor Roberto Mureddu, primario cardiologo Asl 1 Imperiese.

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Si è svolto sabato 14 dicembre a Imperia, un interessante convegno dal titolo “Malattia di Alzheimer: si previene con la dieta mediterranea e un cuore sano”, a cura della Società Operaia di Mutuo Soccorso Dott. Raineri di Imperia, in collaborazione con la F.lli Carli.

Relatori il prof. Massimo Tabaton neurologo e ricercatore scientifico di fama internazionale, e il dottor Roberto Mureddu, primario cardiologo Asl 1 Imperiese.

A fare gli onori di casa, nell’accogliente cornice della sala Carlo Carli di via Garessio, Roberto Guidarini, consigliere SOMS, che con calorose parole ha dato il benvenuto a tutti e introdotto i lavori invitando a parlare Tiziana Naclerio, presidente della SOMS dott. Raineri, che ha ringraziato i relatori per aver accolto il suo invito con generosa disponibilità, e la F.lli Carli e il dottor Alberto Tita per il prezioso supporto e la collaborazione.

“Il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer 2019, intitolato ‘L’atteggiamento verso la demenza‘, illustra i risultati della più vasta indagine mai condotta al mondo sulle convinzioni e i comportamenti diffusi nell’opinione pubblica nei confronti della malattia di Alzheimer e di tutti gli altri tipi di demenza” – ha esordito Tiziana Naclerio – “l’analisi dei dati rivela, nel complesso, un’allarmante mancanza di conoscenza a livello globale della demenza. Il dato più preoccupante è che due terzi degli intervistati pensa ancora che la demenza sia un’inevitabile conseguenza del processo di invecchiamento, e questo stigma impedisce alle persone di chiedere informazioni, supporto e assistenza medica che potrebbero migliorare notevolmente la durata e la qualità della vita per quella che è, a livello globale, una delle cause di morte a più rapida diffusione, la sesta nel mondo. E’ per questo che, nel nostro piccolo, qui a Imperia, intendiamo fare informazione corretta e di qualità, grazie al prezioso contributo del prof. Massimo Tabaton, che dal 2013 accoglie i nostri inviti, e ai diversi relatori che hanno aderito negli anni, come il dottor Mureddu qui con noi oggi.”

Dieta Mediterranea

È stata quindi la volta del prof. Massimo Tabaton con un excursus sulla malattia di Alzheimer, in cui ha ricordato che l’inizio dell’accumulo delle proteine alterate (responsabile della malattia) avviene circa 30 anni prima rispetto all’insorgenza dei sintomi, confermando che, a oggi, le sperimentazioni sui pazienti con malattia di Alzheimer anche molto lieve, sono state inefficaci .

I maggiori fattori di rischio sono l’avanzare dell’età, la familiarità̀, la bassa scolarità̀, il fumo, l’alcol in quantità̀ eccessive e gravi traumi vascolari.

“E’ importante, quindi, la prevenzione secondaria, quella che avviene quando c’è già la patologia ma non ci sono ancora i sintomi, che si fa attraverso l’adozione di uno stile di vita sano che prenda in considerazione la salute del cuore, l’esercizio fisico, una mente attiva, e una dieta adeguata – ha proseguito il professor Tabaton (co-autore con Cinzia Cuneo del libro di recente uscita “la dieta Anti-Alzheimer”)

“oltre 20 studi dimostrano che la dieta mediterranea è un efficacissimo mezzo di prevenzione, riducendo del 25-30% il rischio di malattia di Alzheimer. I suoi componenti protettivi sono gli acidi grassi polinsaturi (il più̀ noto è l’omega 3), i polifenoli e i flavonoidi nonché́ le vitamine C ed E che sono antiossidanti. Sono consigliati, quindi, alimenti quali il pesce, la frutta, i cereali, la verdura e l’olio d’oliva come principale fonte di grassi. Anche il caffè, in dosi moderate (non più̀ di 4/5 tazzine il giorno). Sconsigliati: carni rosse e salumi, alcool in eccesso, latticini e prodotti caseari in sovrabbondanza, e la sedentarietà. Anche la restrizione calorica, di circa il 30% del fabbisogno giornaliero, ha effetti protettivi, come dimostra la dieta mima-digiuno”

Salute del cuore

E’ stato poi il momento del dottor Roberto Mureddu, il quale ha parlato dell’importanza della salute del cuore, confermando che le persone con problemi cardiovascolari sembrano avere maggiori probabilità di sviluppare alcune forme di demenza.

“Le condizioni che le persone hanno spesso prima dell’Alzheimer, e di altre forme di demenza, come la demenza vascolare, includono: ipertensione, fibrillazione atriale, colesterolo alto, malattie del cuore, ictus, diabete – ha spiegato il dottor Mureddu

“esistono prove scientifiche che cattive abitudini cardiache, come il fumo e una dieta ricca di grassi saturi e di zuccheri, possono creare seri danni al cervello. La demenza vascolare si verifica quando vi è un danno nei vasi sanguigni, che forniscono così bassi livelli di ossigeno al cervello.

La vera dieta mediterranea , inserita dall’UNESCO nei patrimoni orali e immateriali dell’umanità, è quella scoperta negli anni 50 da un fisiologo americano il quale, in una celebre ricerca su sette nazioni, il Seven Countries Study, ha scoperto che la mortalità per cardiopatia ischemica era nettamente inferiore tra le popolazioni situate intorno al Mediterraneo. Tale dieta, come ha giustamente illustrato il prof. Tabaton, prevede un’elevata quota lipidica – derivata quasi esclusivamente da olio di oliva e frutta secca – un elevato contenuto di fibre vegetali, carboidrati provenienti prevalentemente da frutta e verdura, cereali integrali, proteine vegetali, pesce e latto-derivati ma, soprattutto, un apporto calorico moderato.

Una dieta sana ed equilibrata aiuta a mantenere il cervello sano, perché migliora la salute del cuore. Un cuore sano fornisce al cervello molto sangue ricco di ossigeno. Il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare può quindi aiutare a prevenire lo sviluppo delle demenze vascolari e dell’Alzheimer.”

La prevenzione è, dunque, possibile

In conclusione, gli scienziati non sanno che cosa causa la malattia di Alzheimer, i fattori genetici probabilmente svolgono un ruolo, ma anche i fattori ambientali contribuiscono, e non poco. Mangiare in modo sano per tutta la vita, evitare di fumare e mantenersi in forma mentalmente e fisicamente può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer e altre forme di demenza in molte persone.

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