Imperia, No Tav: presidio davanti al Comune contro arresto attivista Nicoletta Dosio. “Fermiamo chi specula sulle nostre vite” / Foto e video

Cultura e manifestazioni

A Imperia, attivisti di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Non una di Meno, si sono riuniti davanti al palazzo comunale con bandiere e cartelloni.

Si è svolto martedì 31 dicembre il presidio in solidarietà di Nicoletta Dosio, Coordinatrice Nazionale di Potere al Popolo e storica esponente del Movimento No Tav, arrestata nei giorni scorsi a Bussoleno.

A Imperia, attivisti di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Non una di Meno, si sono riuniti davanti al palazzo comunale con bandiere e cartelloni, realizzando poi un corteo che ha proseguito fino in piazza Dante.

Arresto Nicoletta Dosio: il presidio a Imperia

Nicoletta Dosio ha 74 anni ed è stata insegnante. Nicoletta è una delle persone migliori di questo paese, una donna dolce e determinata.

Nicoletta questa sera è stata arrestata a Bussoleno, dopo che questa mattina le erano state revocate le misure alternative al carcere: la sua colpa è aver difeso il suo territorio dall’invasione militarizzata e devastante, per l’ambiente, la popolazione e l’economia, del Tav in Val di Susa, il progetto principe di quel partito trasversale delle grandi opere che va dal PD alla Lega, passando per tutti i partiti al potere.

Hanno cercato di andare a prenderla di sera, di nascosto, a ridosso di Capodanno, sperando in questo modo di fermare la mobilitazione: non ci sono riusciti

Difendiamo i nostri territori, lottiamo per Nicoletta, fermiamo l’invasione di chi specula sulle nostre vite”.

Presidio No Tav

“Manifestiamo contro la decisione dell’arresto di Nicoletta Dosio, che riteniamo ingiusta. Appoggiamo il movimento No Tav. Liberi tutti, anche quelli che sono già finiti in galera, prima di Nicoletta.

È un presidio che si è svolto in tutta Italia e abbiamo voluto farlo anche a Imperia il 31 dicembre. Abbiamo voluto dedicare un’ora del nostro tempo per Nicoletta Dosio, per le sue battaglie che non sono state solo quelle contro l’alta velocità, ma anche per i diritti e la democrazia. Pensiamo che questa opera sia uno spreco di denaro pubblico, oltre che una violenza contro la val Susa, turistica, dove ci sono tante popolazioni, la cui vita sarebbe sconvolta. I soldi dovrebbero essere spesi per i nostri viadotti che stanno cadendo a pezzi e richiedono manutenzione”.

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