Pontedassio, rifiuti: “Condizioni di lavoro dipendenti Proteo non idonee”. Sindacati chiedono verifica urgente su sicurezza e igiene

Attualità Entroterra

I sindacati, rivolgendosi al Comune di Pontedassio e all’Ispettorato del Lavoro, si concentrano sulle norme di sicurezza e sulle condizioni igieniche degli spogliatoi e dei locali usati dai dipendenti.

“Chiediamo un’ispezione dei luoghi per verificare la condizione di lavoro”. Così scrivono le segreterie territoriali FP CGIL (Giuseppe Gandolfo e Alessandro Petrini), UIL TRASPORTI (Luigi La Marca) e FIADEL (Antonello Sangiovanni), riferendosi alla situazione dei dipendenti della cooperativa Proteo di Mondovì, che gestisce la raccolta rifiuti dei comuni di Valle Impero, Valle del Mare e Alta Valle Arroscia.

In particolare, i sindacati, rivolgendosi al Comune di Pontedassio e all’Ispettorato del Lavoro, si concentrano sulle norme di sicurezza e sulle condizioni igieniche degli spogliatoi e dei locali usati dai dipendenti, chiedendo una verifica urgente.

Sindati chiedono verifiche per condizioni di lavoro dei dipendenti Proteo

“Come è stato ampliamente riportato dalla stampa locale il Comune di Pontedassio – scrivono i sindacati – in data 20 Dicembre 2018, ha sottoscritto il Contratto con la cooperativa sociale Proteo di Mondovì, avente ad oggetto la raccolta e la gestione dei rifiuti solidi urbani differenziati ed indifferenziati relativamente ai Comuni delle Vallate di Valle Impero, del Maro e dell’Alta Valla Arroscia.

Successivamente, in data 01 Gennaio 2019, la Cooperativa procedeva all’assunzione de servizio pur avendo l’obbligo, da capitolato, di disporre di locali idonei adibiti a spogliatoi con apposite docce e latrine al fine di garantire le condizioni igieniche sanitarie previste dall’art. 12 del Capitolato speciale d’appalto cod. CIG:71845920E1, ancora ad oggi non dimorano le condizioni igienico sanitarie previste dal TU 81/2008 e s.m.i.

Tanto sopra premesso le scriventi segnalano che ad oggi la società cooperativa Proteo non ha consegnato in toto il vestiario e i DPI previsti dal CCNL e dalle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro. La stessa, inoltre, non dispone ancora di locali idonei per i ricoveri dei mezzi. Sugli automezzi assegnati agli operatori per l’esecuzione del servizio si rilevano gravi carenze strutturali relativamente alla circolazione su strada e al rispetto della sicurezza.

Gli automezzi utilizzati non sono a norma per la raccolta porta a porta e gli operatori per evitare sforzi non ammissibili dall’81/2008 sono costretti a circolare con il contenitore appeso nella parte posteriore. Condizione che espone gli operatori alla possibilità di perdita di carico (contenitore agganciato).

Al fine di verificare l’idoneità dei luoghi di lavoro si chiede di valutare l’opportunità di un intervento urgente presso i Cantieri di Via Monte Pasubio Chiusanico, e nei CdR intercomunali, allestiti senza il il rispetto del DM 08/04/2008 e s.m.i..

La gestione della Cooperativa Proteo di Mondovì trascura quasi totalmente le norme di sicurezza sul lavoro, difatti nei centri e cantieri di raccolta utilizzati le condizioni igieniche minime sono disattese e sono carenti di illuminazione. Difatti nelle prime ore mattutine e nelle ore serali le operazioni di lavoro all’interno delle aree menzionate è complessa e mette a rischio tutto il personale.

Inoltre, in data 01 Gennaio 2019, la Cooperativa procedeva all’assunzione dei cinque lavoratori con diritto al passaggio diretto (previsto dal vigente CCNL Fise Assoabiente) ma con il contratto atipico del settore relativo alle cooperative sociali pur avendo il dovere di rispettare le condizioni precedentemente applicate.

Infine segnaliamo l’uso eccessivo del lavoro straordinario a cui sono costretti i lavoratori, superando tutti i limiti di legge sulla durata giornaliera e settimanale di orario di lavoro. La cooperativa Proteo, non rispettando le regole di cui sopra, obbliga i dipendenti a recuperare le ore di straordinario senza un congruo preavviso, che consenta al lavoratore una programmazione della vita personale, ovvero un giorno per l’altro non curanti del servizio da erogare, la direzione di Proteo ordina a chicchessia di stare a casa in recupero ore”.

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