Antimafia: relazione su Liguria e Imperia. “Capillare infiltrazione della ‘Ndrangheta”/L’analisi

Attualità Imperia

“La criminalità organizzata in Liguria è attirata dal ricco tessuto economico-imprenditoriale”.

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“La presenza di proiezioni extraregionali di tipo mafioso si è registrata, in Liguria, sin dalla metà del secolo scorso. La criminalità organizzata è attirata dal ricco tessuto economico-imprenditoriale, dall’importanza del porto e dalla particolare collocazione geografica, crocevia tra la Versilia, la Costa Azzurra, le regioni del nord Italia ed il nord Europa”. Cosi si apre la relazione semestrale (gennaio-giugno 2019) della Direzione investigativa Antimafia per quel che concerne l’analisi della criminalità organizzata in Liguria.

Direzione Investigativa Antimafia: “Liguria regione con economia molto attrattiva per criminalità organizzata”

“La Liguria –  si legge nella relazione – resta una regione con un’economia molto attrattiva per la criminalità organizzata. Le strutture di ‘ndrangheta attive nelle diverse province liguri hanno privilegiato, nel tempo, la logica degli affari, che punta ad un’infiltrazione silente dell’economia […] è opportuno rimarcare come la capacità dei sodalizi – soprattutto quelli calabresi – di dissimulare la propria azione nel contesto socio-ambientale della Liguria, abbia impedito una piena comprensione della gravità del fenomeno mafioso nel territorio regionale”.

“Ciò ha senz’altro favorito – si legge ancora – la capillare infiltrazione della ‘ndrangheta, affermatasi nella regione – come testimoniano diverse inchieste – attraverso una struttura criminale denominata Liguria. A quest’ultima si sono affiancate almeno quattro unità periferiche, c.d. “locali” – operanti rispettivamente nelle zone di Ventimiglia (IM), Genova, Lavagna (GE) e Sarzana (SP)- e numerose ‘ndrine concentrate soprattutto nell’imperiese. Tali compagini operano in stretta sinergia tra di loro e si relazionano con il Crimine reggino attraverso la Camera di controllo, un’entità mafiosa intermedia e di raccordo con sede a Genova”.

“Le relazioni con strutture attive all’estero – si legge ancora – in particolare in Francia, sulla Costa Azzurra, vengono, invece, intrattenute attraverso una struttura dislocata a Ventimiglia – denominata Camera di passaggio – che garantisce la continuità operativa e strategica tra le locali nazionali e le analoghe proiezioni ultra-nazionali”.

“Le cosche calabresi in Liguria – conclude la relazione, per quel che concerne la Liguria – hanno evidenziato una spiccata capacità di entrare in connessione con esponenti della cd. area grigia – imprenditori, professionisti, funzionari pubblici ed amministratori locali – che ha favorito l’acquisizione di un patrimonio relazionale indispensabile per realizzare i progetti criminosi.

Emblematico, in tal senso, il ricorso di taluni imprenditori, contigui a tali ambienti mafiosi, a pratiche collusive o corruttive verso amministratori pubblici per l’acquisizione indebita di appalti, subappalti, forniture, licenze edilizie, concessioni demaniali ed altri benefici. Non è mancato, in alcuni casi, il ricorso ad atti intimidatori finalizzati a superare le resistenze ai tentativi di condizionamento delle amministrazioni locali”.

Direzione Investigativa Antimafia: “provincia di Imperia risente delle proiezioni delle cosche reggine”

Ventimiglia

“La provincia di Imperia – si legge nella relazione – risente delle proiezioni delle cosche reggine Santaiti-Gioffrè, Gallico, Piromalli, Mazzaferro, Alvaro e Pelle, che fanno capo al locale di Ventimiglia. Non è casuale che da qualche anno, proprio a Ventimiglia, si celebri nel mese di settembre la ricorrenza della ‘Madonna della Montagna’, parallelamente a quella celebrata nello stesso periodo presso il Santuario di Polsi, a San Luca d’Aspromonte (RC), manifestazione religiosa nel corso della quale, storicamente, si tengono dei summit di ‘ndrangheta”.

Proprio con riferimento al locale di Ventimiglia si evidenzia che, nell’ambito del processo-bis presso la Corte di Appello di Genova, relativo all’indagine dei Carabinieri ‘La Svolta’ – conclusa nel 2010 e che aveva scandagliato le infiltrazioni delle cosche a Ventimiglia e Bordighera – è stata accertata la presenza e l’operatività della struttura di ‘ndrangheta, facente capo alla famiglia Marcianò – referente dei Piromalli e Mazzaferro della Piana di Gioia Tauro.
Il predetto locale – definito Camera di passaggio o di transito – è risultato funzionale al collegamento con l’omologa proiezione ultranazionale, attiva nella vicina riviera francese, di cui si è fatto cenno”.

Taggia-Sanremo-Bordighera

“Tra Taggia e Sanremo opererebbero alcuni soggetti collegati alle cosche di Palmi e Gioia Tauro. Nella zona di Bordighera è attivo il cd. ‘sottogruppo di Bordighera‘, riconducibile alla famiglia Barilaro-Pellegrino, proiezione della cosca ‘Santaiti-Gioffrè’ di Seminara (RC), i cui elementi di vertice e sodali sono stati colpiti da pesanti condanne nell’ambito delle inchieste ‘La Svolta’ e ‘Maglio 3’, entrambe pendenti presso la Corte di Cassazione.

Si rammenta che l’autonomia operativa riconosciuta alla cellula criminale bordigotta – in assoluta antitesi rispetto al mimetismo adottato dalla struttura principale facente capo ai Marcianò e dalle altre stanziate in Liguria – sarebbe da riconnettere al modus operandi ‘platealmente mafioso’ che ne avrebbe contraddistinto l’azione. Il ‘sottogruppo di Bordighera’, infatti, pur avendo manifestato una spiccata vocazione imprenditoriale sia nell’estremo Ponente che nella vicina Costa Azzurra, negli anni si è reso responsabile di plurime condotte criminali”.

Diano Marina

“Nella stessa area sono censiti altri gruppi familiari, anche loro provenienti da Seminara e legati da vincoli di sangue, come la famiglia De Marte da tempo insediatasi a Diano Marina (IM).

In tale contesto si richiamano gli esiti dell’operazione ‘Selfie’- coordinata dalla DDA di Reggio Calabria e condotta dai Carabinieri – che ha avuto riflessi anche nella provincia imperiese, atteso il coinvolgimento proprio di esponenti della citata famiglia De Marte. L’indagine, collegata ad una precedente attività investigativa della Polizia di Stato di Imperia, ha documentato la sistematica attività di spaccio di cocaina e marijuana posta in essere dai De Marte nell’estremo ponente ligure, stupefacente acquistato con la garanzia prestata ai fornitori direttamente dai Gioffrè di Seminara. Riguardo a questi ultimi, si segnala l’arresto di un esponente di vertice della cosca, legato da vincoli di parentela ai De Marte, avvenuto a Diano Castello (IM) il 26 febbraio 2019 da parte dei Carabinieri di Palmi (RC)”.

Sanremo

“Nel comprensorio di Sanremo, si è evidenziata la presenza di proiezioni della famiglia Gallico di Palmi, come emerso sia nell’ambito dell’indagine reggina ‘Cosa mia’ – a carico di esponenti della cosca federata Gallico- Morgante-Sgrò-Sciglitano – sia nell’ambito di un’indagine che ha coinvolto anche esponenti della famiglia mafiosa dei Magnoli (dimoranti in Francia), nel narcotraffico internazionale”.

Mafia e Camorra

“Riguardo alle organizzazioni mafiose siciliane e campane, non si sono registrate nel semestre operazioni di polizia che ne abbiano evidenziato l’operatività.

Tuttavia, nella zona di Sanremo è da tempo nota la presenza del gruppo Alberino, attivo nella contraffazione e commercializzazione di marchi falsificati, contiguo alla famiglia Tagliamento, da tempo presente in Costa Azzurra e proiezione del clan Zaza.

Anche sul territorio provinciale sono state accertate presenze di gruppi extracomunitari di origine africana, dediti al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Il 27 marzo 2019 i Carabinieri di Ventimiglia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 soggetti di nazionalità tunisina e marocchina, componenti di un’associazione criminale dedita alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti”.

  • Clicca qui per leggere la relazione completa

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