Imperia: rifiuti, dal Comune richieste di pagamento Tari del 2013. La rabbia di Lucio Sardi (SI). “Cervellotico sistema di calcolo per far cassa”

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Lo afferma tramite una nota stampa, Lucio Sardi, esponente di Sinistra in Comune

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“Nelle scorse settimane molti cittadini imperiesi hanno ricevuto dal Comune la richiesta di pagamento per la tassa rifiuti 2013 sulla base degli accertamenti operati dagli uffici comunali Lo afferma tramite una nota stampa, Lucio Sardi, esponente di Sinistra in Comune.

Pagamento Tari del 2013, la rabbia di Lucio Sardi

“La richiesta di pagamento, inviata a cittadini che hanno regolarmente pagato la Tari richiesta allora dal Comune, si basa su una particolare regola di applicazione del tributo. La Tari deve infatti essere pagata in ragione della superficie effettiva “calpestabile” degli immobili, ma comunque per una metratura non inferiore all’ottanta per cento della superficie attribuita catastalmente.

Sfruttando tale curiosa regola, che ritiene prevalente un valore teorico degli immobili rispetto a quello reale, gli uffici comunali, messi al lavoro dalla giunta Scajola per fare cassa in ogni modo, hanno emesso gli avvisi di accertamento del 2013, a cui seguiranno gli anni successivi sino al 2019.

Peccato che questa opera di tassazione coattiva sia ben poco in linea con la promessa di riduzione della pressione fiscale fatta dal sindaco a fine anno e che sia stata fatta oggettivamente in modo odioso.

Molti dei cittadini che hanno ricevuto la “letterina” di contestazione hanno infatti da sempre regolarmente pagato la salata tassa sui rifiuti sulla base del calcolo della superficie effettuato negli anni 90 da una società appositamente incaricata dal comune. In quella occasione gli imperiesi furono chiamati ad aprire le porte di casa per consentire agli addetti di effettuare la misurazione delle proprie case sulla base del principio dell’oggettività e certezza nell’applicazione del tributo, o almeno così avrebbe dovuto essere.

Peccato che dopo oltre vent’anni, per recuperare un po’ di risorse, l’amministrazione dello slogan un centimetro alla volta o forse sarebbe meglio usare quello “un euro alla volta”, per garantirsi un po’ di risorse da spendere in iniziative propagandistiche, decida che chi ha sbagliato non paghi.

Perchè ad un cittadino a cui si manda in casa un addetto incaricato dal Comune per misurare la dimensione della propria casa e che paga regolarmente una salatissima (per colpa anche delle inefficienze dell’ente) tassa per la spazzatura, tutto si può dire meno che abbia sbagliato e debba pagare per il 2013 e gli anni successivi una ulteriore quota di Tari maggiorata di interessi e pure di sanzioni. Lo slogan che suggeriamo per l’operazione è “un accertamento alla volta, sanzione compresa”.

Una amministrazione seria e credibile avrebbe dovuto mandare a casa dei cittadini finiti nel mirino di un cervellotico sistema di calcolo della tassa, una lettera di scuse per giustificare la richiesta di pagamento della maggiore Tari dal 2013 e, invece che con una maggiorazione, con una riduzione per la “sanzione” a carico del Comune per le inefficienze nella gestione delle sue entrate fiscali.

Ma per fare questo non dovrebbe essere una amministrazione guidata dal politico che ha sulle sue spalle le maggiori responsabilità per le scelte che hanno portato al declino di Imperia ma per le quali hanno però regolarmente pagato solo i suoi cittadini”.

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