Imperia: nuovo acquedotto, presentati lavori primo lotto. “Da Borgo Prino a Diano Marina”/Foto e Video

Attualità Imperia

Il Sindaco Claudio Scajola ha presentato, insieme ai tecnici di Amat e Ireti il primo lotto del progetto di realizzazione del nuovo acquedotto Roja Bis lungo l’ex sedime ferroviario.

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Questa mattina, presso l’aula consiliare del Comune di Imperia, il Sindaco Claudio Scajola ha presentato, insieme ai tecnici di Amat e Ireti, partecipata di Iren, il primo lotto del progetto di realizzazione del nuovo acquedotto Roja Bis lungo l’ex sedime ferroviario.

Imperia: acquedotto, presentato progetto Roja Bis

Il progetto, nella sua interezza, prevede l’installazione di un nuovo tubo, lungo l’ex sedime ferroviario, già interessato dai lavori di realizzazione della pista ciclabile, da Borgo Prino a Diano Marina. 

Il primo lotto interesserà il tratto da Lungomare Vespucci alla Rabina, in quanto il tratto in esame interessato da un elevato numero di guasti e rotture negli ultimi anni, a causa della maggior pressione dell’acqua.

“Negli ultimi anni – ha dichiarato l’ing. Angelo Gallea di Amat – una perdita ha provocato la distruzione 12 macchine, una seconda di 15 macchine, la terza una frana sul lungomare oneglia, bloccando la ferrovia”.

L’intervento, finanziato per un importo pari a circa 2 milioni di euro dalla Regione Liguria, prenderà il via nelle prossime settimane e terminerà in 120 giorni. Per quanto concerne i restanti lotti, per un importo pari a 7 milioni di euro, il Comune di Imperia, capofila, ha chiesto a Ireti di anticipare il finanziamento per permettere di completare i lavori.

“C’è urgenza di partire perché il 21 marzo saranno consegnati i lavori alla ditta vincitrice dell’appalto della pista ciclabile – ha dichiarato Scajola – Il 21 marzo presenteremo il progetto vincitore, con contestuale firma del contratto. Abbiamo già un vincitore della gara per l’acquedotto. Si tratta della società Chisari Gaetano di Crotone. Ora sono in corso le verifiche di legge per l’assegnazione definitiva. Dopo anni di chiacchiere si riesce finalmente a mettere un tubo“.

Tensione Scajola-Damonte. “‘Se non ci può essere una voce contraria mi alzo e me ne vado”

Nel corso della presentazione del primo lotto del nuovo acquedotto non sono mancati momenti di tensione tra il Sindaco di Imperia Claudio Scajola e il Sindaco di Diano Castello Romano Damonte.

In particolare, il primo cittadino del comprensorio dianese ha lamentato il fatto che i lavori partiranno nel tratto tra Lungomare Vespucci e Rabina e non nel tratto tra Diano Marina e Imperia.

“Noi del dianese – ha dichiarato Damonte – diciamo che è prioritario il tratto da Diano Marina alla Spianata. Voi fate in modo diverso. Bene, l’importante è che nel dianese non ci troviamo senza acqua. Il finanziamento di due milioni di euro della Regione Liguria mi sembrava fosse destinato al tratto tra Diano Marina e Imperia. La Regione ha detto di iniziare da questo tratto”.

“Io mi sono mosso nel rispetto degli accordi – ha replicato stizzito Scajola – Da dove cominciare? L’ho chiesto ai tecnici. Nei punti di maggiore rottura e che hanno costi maggiori di riparazione. La risposta l’hanno data scienziati tecnici del settore. C’è solo questa verità, non ce ne sono altre”.

“Se non ci può essere una voce contraria mi alzo e me ne vado” ha concluso Damonte. I due Sindaci si sono poi chiariti al termine della conferenza.

“Problema acqua in provincia è enorme” – Intervista Scajola

Sindaco Scajola, in cosa consiste il progetto?

“Il problema complessivo di tutta la provincia di Imperia sull’acqua è enorme. È un territorio che ha acqua, ma non riesce a distribuirla. Quella che distribuisce costa troppo cara. Il problema è intervenire sulle reti, sulle condutture di approvvigionamento, riuscendo nei tempi più brevi possibili a recuperare un periodo troppo lungo di inerzie. 

La parte relativa all’imperiese, dal Prino sino al Dianese, ha una conduttura molto vecchia che si rompe troppo spesso e crea, nel periodo estivo di maggior flusso turistico e di necessità, delle interruzioni molto dannose per i nostri cittadini e per i nostri turisti.

Siamo partiti con una progettazione che prevede una nuova conduttura del Roja in grado di garantire un approvvigionamento sicuro. Ci siamo affidati ad AMAT, che ha fatto una buona progettazione divisa in lotti.

Da Imperia si deve arrivare sino ad Andora. La prima parte è quella relativa tra Imperia e Diano Marina. Su questo percorso abbiamo ottenuto dalla Regione un primo finanziamento di 2 milioni di euro. Siamo già nella fase di appalto e quindi di inizio lavori. Poi ci sono gli altri punti da portare avanti. Abbiamo chiesto a Ireti se può fare una anticipazione finanziaria, anticipare ad AMAT delle risorse economiche che potrebbero permetterci, senza interruzioni, di partire dal Prino e di fare un nuovo acquedotto sino a Diano Marina.

Primo stralcio di un’opera che dovrà proseguire sino ad Andora, anche con la parte del collegamento fognizio fra Andora e Diano Marina, che oggi non c’è, rendendo impossibile il collegamento con il depuratore di Imperia.  Passiamo dalle chiacchere ai fatti. Noi abbiamo il dovere di portare acqua, costi quel che costi”.

Durante l’incontro qualche piccola critica dal comitato tecnico di Rivieracqua sul fatto che sia un privato, Ireti, ad anticipare i soldi…

“A me queste cose non interessano, a me interessa dare l’acqua ai cittadini e se qualcuno faanticipazioni di somme di denaro, ad una società a conduzione pubblica, per riuscire a risolvere un problema, per me è un benemerito e ben venga che arrivi. Non ci sono critiche, ma c’è qualche mugugno. Anche questa mattina c’è stato un necessario chiarimento per far capire che quando c’è un problema di rotture, si vanno a sistemare quelle che si rompono prima, questo non lo dobbiamo decidere noi , ma i tecnici. Abbiamo incaricato i tecnici di iniziare il nuovo acquedotto nelle parti maggiormente deteriorate”. 

Un commento sul ritiro dell’istanza di fallimento da parte di AMAT nell’ambito della procedura pre-fallimentare di Rivieracqua?

“Ci siamo sentiti molte volte con AMAT, abbiamo messo insieme le parti e devo dire con piacere che si è trovata una buona soluzione che ha fatto si che Amat ritirasse l’istanza di fallimento verso Rivieracqua. Non significa ancora che si sia chiusa questa vertenza. Si dovrà arrivare e mi auguro in tempi brevi, ad una nuova società di gestione provinciale dell’acqua, che possa garantire investimenti e manutenzioni ad un prezzo di bolletta che non debba essere necessariamente alto”.

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