Imperia: itticoltura Galeazza, Comune stoppa progetto. Esulta il Comitato. “Accolte nostre osservazioni”/Foto e Video

Attualità Imperia

Dietrofront del Comune di Imperia sull’impianto di itticoltura alla Galeazza al termine del vertice convocato a Palazzo Civico.

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Dietrofront del Comune di Imperia sull’impianto di itticoltura alla Galeazza. Il Sindaco Claudio Scajola, infatti, questa mattina, al termine del vertice convocato a Palazzo Civico con tutte le parti in causa, ha annunciato lo stop all’iter amministravo, la convocazione di una nuova conferenza dei servizi e le forti perplessità sul progetto, presentato dalla società Aqua, di Lavagna. 

All’incontro erano presenti, oltre al Sindaco Claudio Scajola. l’assessore regionale Marco Scajola, Pierpaolo Tomiolo (Demanio e Ambiente – Regione Liguria), Luca Trigona (Soprintendenza Liguria), Giuseppe Semeraro (Comandante Capitaneria di Porto), Danilo Manconi (Istituto ideografico Marina), il vicesindaco Giuseppe Fossati, l’assessore Gianmarco Oneglio, il Segretario Generale Rosa Puglia, il dirigente del settore Affari Legali Manolo Crocetta e  il funzionario dell’ufficio porto e Demanio Sonia Martini. Presente, anche se solo con una nota scritta, l’Agenzia del Demanio.

Al termine della riunione ha espresso grande soddisfazione Livia Carli, presidente del Comitato Siamo Galeazza, nato proprio per opporsi al progetto di un impianto di itticoltura alla storica spiaggia libera. 

Resta ora da capire la reazione della società Aqua all’annuncio del Comune di Imperia di stoppare l’iter. 

Livia Carli

“Siamo soddisfatti, sembra che tutte le osservazioni che noi avevamo fatto come Comitato siano state tenute in conto dal Sindaco. Sia le nuove disposizioni legislative per la tutela dell’ambiente, sia la tutela della città, il famoso rapporto-costi benefici.

Al momento siamo contenti perchè verranno fatte delle nuove considerazioni, pensiamo che l’azione che abbiamo esercitato abbia ottenuto un risvolto positivo.

Noi non molliamo, andiamo avanti. Siamo contenti, ringrazio il sindaco per questa presa di posizione. Ho saputo anche dell’intervento di Marco Scajola e sicuramente anche questo è stato un aiuto per noi e per la nostra causa.

Capisco la posizione del sindaco, sono questioni molto delicate. Valuterà lui , ognuno è giusto che faccia il suo mestiere. Noi continueremo ad andare avanti negli studi, materiale, competenze. Le valutazioni del Sindaco spettano a lui”.

Claudio Scajola

“Parliamo di un allevamento di itticoltura, qui davanti al mare di Imperia, che ha avuto esiti e procedure molto lunghe, con il fallimento e il cambiamento del richiedente della concessione. Sino ad arrivare alla richiesta di chiudere questo iter istruttorio, con una lettera che è pervenuta dal legale della società nei giorni scorsi, che ha portato all’incontro di oggi.

Ho ritenuto giusto invitare tutti coloro che avevano espresso i pareri per la concessione stessa, le diverse autorità dello Stato e della Regione nei diversi settori. Abbiamo esaminato punto per punto e abbiamo valutato che alcuni pareri sono eccessivamente datati, sono cambiate anche le normative.

Ultimamente è cambiato, nel 2017, il problema della competenza. Alla luce di tutto questo abbiamo ritenuto che, a differenza di quanto viene ritenuto dalla Società Aqua, l’iter non sia concluso. Quindi convocheremo una conferenza dei servizi istruttoria per acquisire tutta la nuova documentazione, sia dal punto di vista ambientale, del fondo marina e delle correnti. Tutto questo lo faremo convocando in conferenza dei servizi  anche il Ministero delle Politiche Agricole.

Devo altresì dire che nelle valutazioni che intendo esprimere, per non nascondermi, ritengo che non ci sia rapporto tra costi e benefici, per consentire la costruzione del nostro specchio acqueo, di un impianto di itticoltura. Con tutti i soggetti interessati, nelle prossime settimane, faremo una conferenza dei servizi istruttoria che risponderà punto per punto a questa richiesta.

Battaglia legale? Spero di no, perché devo tutelare contemporaneamente l’interesse dei cittadini, di uno sviluppo turistico, dell’ambiente, ma farlo con la prudenza necessaria affinché tutti gli atti siano inattaccabili.

Fronte del no? Io di questo argomento non ho mai voluto parlare, non ho avuto confronti, perché non ritenevo giusto fino a che non fossi stato perfettamente a conoscenza dell’argomento esprimere un mio parere. Ho ricevuto recentemente alcune persone, esponenti di questo comitato, ma non ho mai espresso opinioni con nessuno. La prima volta è adesso.

Rinnovo concessione nel 2023? Anche questo è un falso problema. Ho letto tante cose, non studiate, non pensate. anche perché non tutti hanno a disposizione la documentazione per verificare e approfondire. C’è una disposizione legislativa che proroga automaticamente delle concessioni, ma questa non è stata assolutamente una decisione del Comune di Imperia. Il Comune, quando ha ricevuto ad aprile di quest’anno l’istanza di modificazione dell’impianto, passando da 12 a 8 vasche, e quindi conseguentemente ad un impianto che ha delle modificazioni, in automatico l’arrivo di due pareri, il Comune di Imperia non ha mai dato risposta.

C’è stato il sollecito di qualche giorno fa, su questo abbiamo convocato l’incontro di oggi per avere pareri, consigli e approfondimenti degli argomenti, lo abbiamo fatto tenendo grande collaborazione su questo approfondimento. Io devo mettere insieme l’interesse dei cittadini, la difesa dell’ambiente e l’occupazione della città, ma anche non trascinare il Comune di Imperia in un contenzioso pericoloso. Credo che lo riusciremo a conciliare.

Io ho i miei convincimenti personali, abito a Imperia. Ritengo che il sindaco non debba muoversi per convincimenti personali, se non per conoscere e per deliberare. Abbiamo fatto tutti gli approfondimenti e ho scoperto anche tante cose che non sapevo. Non si smette mai di imparare. Complessivamente c’è un giudizio unanime di muoverci in questo modo. Siccome ci sono dei fondi per l’itticoltura, forse si potrebbe valutare il modo di valutare in tutta la Regione Liguria se ci sono dei luoghi che possano essere più adatti per non sprecare i soldi e rimandarli indietro in Europa”.

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