Coronavirus: l’appello agli imperiesi di Simona, infermiera a Bergamo. “Distrutta e terrorizzata. Le persone muoiono, restate a casa”

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“Mi rivolgo a tutti quelli che si lamentano per l’isolamento in casa. Vi invidio per le coccole che potete farvi in famiglia”. Afferma l’infermiera di Bergamo.

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“Mi rivolgo a tutti quelli che si lamentano per l’isolamento in casa. Vi invidio per le coccole che potete farvi in famiglia, per quello che i vostri occhi non vedono e le vostre orecchie non sentono. Fatevi forza insieme, io non posso permettermelo”. Sono queste le parole di Simona Mistri, infermiera 48enne di Bergamo, una delle città italiane più drammaticamente colpite dall’emergenza Coronavirus, per descrivere ciò che vive ogni giorno lavorando in prima linea.

Coronavirus: il dramma dell’infermiera di Bergamo

Simona, infermiera da quasi 30 anni, ma legata al ponente ligure poiché da anni i genitori vivono quasi stabilmente a San Bartolomeo al Mare, da settimane è al lavoro quasi senza sosta per fronteggiare questo momento, particolarmente drammatico a Bergamo, e ha lanciato un appello anche a tutti gli imperiesi affinché vengano rispettate le regole, per uscire al più presto da questa situazione.

Contattata da ImperiaPost, l’infermiera ha raccontato come sta vivendo questo periodo così difficile.

“Assisto i pazienti positivi – racconta Simona – sono distrutta e terrorizzata. Devono affrontare la malattia da soli, senza poter vedere i loro cari. Noi corriamo tutto il giorno, trattenendo le lacrime. Cerchiamo di stargli vicino anche umanamente, loro con un fiato centellinato dicono “Grazie per la carezza”. Alcuni muoiono e ci si sente esausti, impotenti.

Gli unici che possono capire e ti abbracciano con gli occhi sono i colleghi in trincea con te e nessun altro. Quando torno a casa sono terrorizzata di contagiare le persone che amo.

Mi rivolgo a tutti quelli che si lamentano per l’isolamento in casa. Vi invidio per le coccole che potete farvi in famiglia, per quello che i vostri occhi non vedono e le vostre orecchie non sentono. Fatevi forza insieme, io non posso permettermelo.

Per favore, ve lo dico con un filo di voce, state a casa”.

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