Coronavirus: l’odissea di due imperiesi, bloccati in Thailandia per l’emergenza. “Dopo giorni di ansia, sono in volo verso Zurigo”

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Partiti il 15 febbraio scorso, infatti, dopo circa 2 settimane i due si sono ritrovati a Bangkok in piena emergenza Coronavirus, senza riuscire a rientrare in Italia. 

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Doveva essere un viaggio di tre mesi alla scoperta dell’Asia, ma per i due giovani imperiesi Erika Zerbone e Luca De Thomatis, entrambi di 23 anni, la vacanza si è trasformata in una vera e propria odissea.

Partiti il 15 febbraio scorso, infatti, dopo circa 2 settimane i due si sono ritrovati a Bangkok in piena emergenza Coronavirus, senza riuscire a rientrare in Italia.

Coronavirus: il viaggio in Asia diventa un’odissea

Dopo giorni di tensione e preoccupazione da parte dei genitori in Italia, la coppia è riuscita a prendere un volo diretto in Europa e, al momento, si trova in viaggio verso Zurigo. 

Per capire come è andata la vicenda finora, ImperiaPost ha contattato la madre di Erika, Paola Menegalli.

Com’è iniziato tutto?

“Sono partiti dall’Italia per la loro vacanza lo scorso 15 febbraio. Il programma era di fare un viaggio di 3 mesi.

All’inizio è andato tutto bene, sono stati 15 giorni in Cambogia, 10 in Laos, fino ad arrivare in Thailandia, tutto via terra. Quando sono entrati a Bangkok, è subentrata l’emergenza. Tutti i luoghi turistici hanno chiuso, piano piano non c’erano quasi più mezzi di trasporto e poi è partito il coprifuoco. Dalle 7 di sera al mattino non si può uscire.

Eravamo tutti molto preoccupati, anche se loro avevano visti e assicurazioni in regola. Si sono rivolti sia alla Farnesina sia all’Ambasciata e gli hanno detto di tornare in Italia il prima possibile, perché la situazione sarebbe diventata sempre più critica, il problema è che, anche se le frontiere non erano chiuse, i voli diretti per tornare venivano sempre cancellati. 

Così come si sono mossi?

All’inizio cercavano di prenotare i voli per tornare, anche 2 o 3 insieme, ma poi venivano cancellati all’ultimo minuto. Questo anche con un esborso di soldi notevole.

Alla fine noi da qui gli abbiamo consigliato di andare direttamente in aeroporto e di prendere il primo aero diretto in Europa. Insieme a loro c’erano tanti altri italiani, tutti nelle stesse condizioni. È stata dura, ma alla fine sono riusciti entrambi a prendere un volo per Zurigo. Molti altri non sono riusciti a salire e si trovano ancora bloccati là.

Quando arrivano a Zurigo?

Dovrebbero arrivare stasera alle 20 circa. Poi non sappiamo cosa dovranno fare, se dovranno affrontare là la quarantena oppure se potranno rientrare in Italia e farla qui. Loro stanno entrambi bene, per fortuna. 

Ora siamo più tranquilli, ma sono stati giorni davvero difficili. Avevamo notizie frammentate e non sapevamo come sarebbe andata a finire. Loro sono stati fortunati, ma nelle loro condizioni ci sono ancora tantissimi connazionali bloccati all’estero e altrettanti genitori/figli/parenti/amici preoccupati”.

 

 

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