Coronavirus, il gruppo PD Regione Liguria:”solidarietà ai medici di famiglia, serve un salto di qualità nella regia pubblica”

Coronavirus Politica

“È evidente  – proseguono i consiglieri – che quello di cui si sente la mancanza è una forte regia pubblica. Chiediamo per questo a Regione ed Alisa di fare un salto di qualità. Occorre da subito rafforzare l’impegno in più direzioni.

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“Esprimiamo solidarietà ai medici di medicina generale e comprendiamo bene il loro punto di vista. Conosciamo lo sforzo e lo spirito con cui, in questi drammatici giorni, hanno operato sul campo pressoché privi di dotazioni di protezione individuale. Così il gruppo consigliare del Partito Democratico in Regione Liguria.

“È evidente  – proseguono i consiglieri – che quello di cui si sente la mancanza è una forte regia pubblica. Chiediamo per questo a Regione ed Alisa di fare un salto di qualità. Occorre da subito rafforzare l’impegno in più direzioni.
1) Rivedere la strategia sugli ospedali e, per quanto riguarda l’area metropolitana genovese, riservarne uno ai no Covid per assicurare nelle settimane a venire le prestazioni di media e alta complessità per i pazienti ordinari
2) Operare un reale cambio di passo sui tamponi aprendo anche agli asintomatici con la strategia dei cerchi concentrici per mappare e contenere per questa via la diffusione del contagio. Nonostante gli sforzi altalenanti di questi giorni rimaniamo la sesta regione del centro nord per numero di tamponi davanti solo al Piemonte
3) Modificare le procedure burocratiche previste per i tamponi nelle strutture residenziali, a cui bisogna offrire la possibilità di rivolgersi a laboratori accreditati per sottoporre immediatamente i tamponi a pazienti e personale ancora sprovvisti di dispositivi di protezione individuale adeguati per tipologia e quantità ;
4) Governare più saldamente come pubblica amministrazione la diffusione dei test sierologici che oggi è di fatto affidata al fai da te dei singoli cittadini costretti a rivolgersi ai laboratori privati a pagamento;
5) Potenziare rapidamente le unità speciali di continuità assistenziale mettendole in condizione di operare protette su tutto il territorio regionale per garantire l’assistenza a domicilio e quanto prima anche un’assistenza preventiva farmacologica.

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