Coronavirus, Diano Marina: parla Juri, il 40enne lombardo multato. “Ma quale vacanza di Pasqua, ero qui per lavoro. Sanzione ingiusta”

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“Io di morti a Bergamo ne ho visti abbastanza. So bene cosa provoca questo virus”.

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Juri Belotti, 40 anni, è l’imprenditore lombardo multato dalla Polizia Municipale di Diano Marina ieri, sabato 11 aprile, per non aver ottemperato alle disposizioni del Governo in materia di Coronavirus. 

Belotti ha contattato la nostra redazione per riportare la propria versione dei fatti, in particolare che il suo viaggio da Bergamo a Diano Marina sarebbe dovuto a motivi di lavoro e non per trascorrere le vacanze pasquali nella città degli aranci.

Coronavirus, Diano Marina: parla il 40enne multato

Ho chiamato ai primi di marzo il Comando di Polizia Municipale di Diano Marina avvisando che avevo intenzione di scendere in Liguria – dichiara – per eseguire alcuni lavori di manutenzione all’interno del residence, con 9 appartamenti, di cui sono proprietario, Villa Canepa. 

Mi è stato chiesto di aspettare e non sono partito. Ho richiamato alcuni giorni dopo e nuovamente mi è stato chiesto di aspettare. Ho richiamato la terza volta pochi giorni fa, mi è stato detto di partire se la ritenevo un’urgenza. All’inizio di questa settimana sono così sceso a Diano Marina.

Io voglio solo che emerga la verità.  Qui ci sono i miei familiari, è vero. Mio padre, mia madre e i miei nipoti. Sono venuti in Liguria per il Carnevale e poi non sono più risaliti, sono rimasti qui, insieme ad un’altra famiglia di amici, in appartamenti del residence. Ma io non sono venuto a Diano Marina in vacanza, ma per lavorare. 

L’impianto di corrente del Residence ha dei problemi, così come la pompa della piscina e la rete internet. Ho provato a chiamare un idraulico e un elettricista, ma non è voluto venire nessuno. Mi hanno risposto che nel Residence c’erano dei lombardi e non si sentivano sicuri.

Cosa dovevo fare? Ho investito oltre due milioni di euro in queste Residence. Ho perso la scorsa stagione per problemi di licenze e sto rischiando di perdere questa per il Coronavirus. La mia speranza è di poter riaprire dopo il 3 maggio. Sono l’amministratore unico e ho delle responsabilità anche verso i miei soci. L’unico dipendente che avevo non è più venuto a lavorare perché il Residence è chiuso per le disposizioni del Governo.

Sono stato in isolamento 25 giorni a Bergamo prima di venire a Diano Marina. Sto bene, non sono malato. Quando mi ha fermato la Polizia Municipale ero nel mio Residence, con una carriola in mano carica di sassi. Mi hanno fatto il verbale senza neanche chiedermi cosa stessi facendo. Non è un comportamento corretto. 

Io di morti a Bergamo ne ho visti abbastanza. So bene cosa provoca questo virus. Io sono qui da una settimana e non sono mai uscito dal Residence. Mi sono portato da mangiare apposta, per non uscire. 

Non mi importa di passare qui la Pasqua. Ho già chiesto di tornare indietro, perché la mia azienda di Bergamo, che ripara e vende camper, rientra tra quelle che potranno riaprire il 14 aprile. La Polizia Municipale mi ha detto che ora devo rimanere qui. Cosa dovrei fare? Devo ripartire rischiando di prendere un’altra multa? Siamo in una situazione di crisi economica, non posso permettermi di non iniziare a lavorare con la mia azienda di Bergamo e lasciare a casa ancora per una settimana i miei dipendenti. 

Io non voglio creare problemi a nessuno. Ho voluto solo raccontare i fatti per come sono andati. Trovo la multa ingiusta. Non sono un turista in vacanza, ma un lavoratore. Che si faccia chiarezza su chi può e chi non può spostarsi per motivi di lavoro allora. Avrei preferito donare 2 mila euro di mascherine piuttosto che pagare una multa così. Sono davvero dispiaciuto per quello che è successo”.

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