Coronavirus, Liguria: decreto Governo non ferma Toti. “Da oggi via libera a jogging, take away e passeggiate. Facciamo un passo avanti”

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Il nuovo Decreto del Governo, che fissa l’allentamento del lockdown a partire dal 4 maggio, non ha fatto cambiare idea a Giovanni Toti. La Liguria riapre prima. Da oggi, 27 aprile, entra in vigore il decreto firmato dal Governatore che prevede il via libera al take away, alle passeggiate, al jogging, alla pesca. 

Ad annunciarlo lo stesso Toti, prima con un post, intorno alle 22.30, poi con una diretta, a mezzanotte.

Per quanto concerne Imperia, è in vigore l’ordinanza della Regione Liguria. Resta da capire, però, se il Sindaco Claudio Scajola adotterà provvedimenti specifici. Nella giornata di ieri, domenica 26 aprile, il primo cittadino del capoluogo ponentino ha anticipato che prenderà una decisione nella giornata odierna. 

Coronavirus, Liguria: “Tante persone, grazie al nostro provvedimento, potranno avviarsi ordinatamente verso una parziale normalità”

“Abbiamo finito un’altra giornata di lavoro e, dopo aver letto la bozza del Decreto del Governo e ascoltato il Presidente Conte in tv, sono ancora più convinto di aver fatto la scelta giusta, avviando la Liguria verso la Fase 2 in modo più chiaro ed ordinato.

Domani mattina nella nostra regione tante persone, grazie al nostro provvedimento, potranno avviarsi ordinatamente verso una parziale normalità: fare sport, uscire con un figlio, fare qualche lavoretto nella propria seconda casa o sulla propria barca in attesa di poterle di nuovo usare.

Potranno coltivare qualche hobby, come andare a pescare da soli, o in bicicletta, o a cavallo, il cui benessere dipende anche dal suo movimento, dopo due mesi di stop nei box. Ristoranti, gastronomie, pasticcerie, pizzaioli ed artigiani potranno consegnare cibo da asporto nei loro locali.

I Sindaci decideranno se vi sono le condizioni per riaprire i cimiteri e consentire una visita ai nostri cari defunti, a cui in questa emergenza non si è potuto dare neanche l’ultimo saluto. E per molte delle attività sopra elencate sarà consentito il movimento anche da comune a comune, sempre ovviamente all’interno della regione. Tante altre attività che il Governo riaprirà solo tra una settimana, come i cantieri della nautica, in Liguria sono già parzialmente riaperte da giorni. Gradualità, regole, educazione, distanze, chiarezza: questa secondo me è la strada giusta per ripartire.

Troppe cose mancano ancora nel provvedimento del Governo e ancora una volta ci si ostina a voler decidere tutto da Roma, lasciando pochissimo spazio all’iniziativa degli enti territoriali che conoscono meglio di altri le esigenze di famiglie e imprese. Nel provvedimento del Governo ancora si bloccano gli spostamenti, anche solo tra province, mentre nessuna data (neanche lontana) viene data per quelli tra regioni. Non si capisce bene come e in che modalità si potranno andare a trovare genitori e figli ormai lontani da mesi. Per parrucchieri, estetisti e altri artigiani della cura per la persona, le date di riapertura sono spostate non prima di giugno.

Per ristoranti, bar e turismo forse dopo la metà di maggio. E su tutto questo non è chiaro come le famiglie dovranno fare con i bambini e i ragazzi, tornando al lavoro e senza scuole aperte. Un argomento che il premier Conte ha affrontato in modo fumoso solo perché una giornalista gli ha posto la domanda, ma che meriterebbe risposte precise e immediate perché interessa migliaia di famiglie in difficoltà.

Insomma c’è ancora molto da chiarire e lavorare e spero che il Governo voglia confrontarsi davvero con le Regioni. Per ora rilevo che, al contrario, viene escluso ogni ruolo alle Regioni e trovo che sia inaccettabile, viste le scelte. Soprattutto sulle libertà fondamentali previste dalla Costituzione: la libertà di spostarsi sul territorio nazionale, la libertà di lavorare, la libertà di impresa, la libertà di ricevere una educazione, la libertà della cultura e la libertà di culto.

Libertà fondamentali che si possono sospendere per un breve e dichiarato periodo di tempo, ma non all’infinito, rinviando di settimana in settimana. Il tutto mentre il resto dell’Europa riparte. La Liguria almeno oggi ha fatto un passo avanti e continuerà ad andare avanti, mettendo la salute al primo posto, ma salvaguardando anche l’interesse di tutti i cittadini”.

“La libertà di movimento è una libertà costituzionale. C’è grande confusione, lo dico con grande rispetto. La Costituzione non si può sospendere per 3-4 mesi attraverso un DCPM. Mi fido dei cittadini della Liguria. Sono sicuro che si comporteranno in maniera seria. E indosseranno le mascherine dove necessarie. In Liguria potete uscire a fare sport, potete andare fare quattro passi nella vostra città. Per quanto concerne i cimiteri, abbiamo chiesto ai Sindaci di prendere una decisione.

Il Governo ha diritto e dovere di decidere sui grandi temi, ma noi continueremo a fare le nostre ordinanze. Se Governo le vorrà impugnare lo farà. Ognuno faccia il suo in base alle competenze assegnate dalla Costituzione. Come cittadino, non come Governatore, non sono più disposto a rinunciare alle mie libertà personali perché si presume che io non sappia comportarmi bene”.

Oggi abbiamo firmato un’ordinanza che permettere di avviare in Liguria la Fase 2. Con prudenza, attenzione, responsabilità ed educazione, torniamo a camminare verso il futuro. Il Governo ha presentato un piano ancora troppo lento e fumoso. Ora serve subito un confronto con i territori. Non si può tenere ancora chiuso un Paese senza un piano preciso. Si tratta della libertà e del benessere di tutti

Pubblicato da Giovanni Toti su Domenica 26 aprile 2020