Coronavirus: “Con riapertura scuole nuova grande ondata epidemica”. Ecco il report del Comitato Scientifico

Attualità Coronavirus

Il report ha convinto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad optare per una graduale riapertura del Paese dopo quasi due mesi di lockdown.

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“La riapertura delle scuole aumenterebbe in modo significativo il rischio di ottenere una nuova grande
ondata epidemica con conseguenze potenzialmente molto critiche sulla tenuta del sistema sanitario
nazionale”. Così il Comitato Tecnico Scientifico nel report sull’emergenza Coronavirus che ha convinto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad optare per una graduale riapertura del Paese dopo quasi due mesi di lockdown.

Coronavirus: con riapertura totale 151 posti di terapia intensiva già a giugno

Nel dettaglio, il report, presenta svariati tabelle con tre possibili scenari futuri in base alle riaperture.

  • Riapertura totale:  151 mila posti di terapia intensiva già a giugno e un numero di ricoveri, a fine anno, pari a 430.866.
  •  Riapertura totale, tranne le scuole: 109 mila posti di terapia intensiva all’8 agosto e un numero di ricoveri, a fine anno, pari a 397 mila
  • Riapertura totale, ma con telelavoro. Scuole chiuse: 85 mila posti di terapia intensiva al  31 agosto e un numero di ricoveri, a fine anno, pari a 365 mila .

Scenari drammatici, considerando che in Italia, al momento, le terapie intensive sono 9 mila. 

Coronavirus: le conclusioni del report

  • la riapertura delle scuole aumenterebbe in modo significativo il rischio di ottenere una nuova grande
    ondata epidemica con conseguenze potenzialmente molto critiche sulla tenuta del sistema sanitario
    nazionale.
  • per tutti gli scenari di riapertura in cui si prevede un aumento dei contatti in comunità, la trasmissibilità supera la soglia epidemica, innescando quindi una nuova ondata epidemica;
  • nella maggior parte degli scenari di riapertura dei soli settori professionali (in presenza di scuole chiuse), anche qualora la trasmissibilità superi la soglia epidemica, il numero atteso di terapie intensive al picco risulterebbe comunque inferiore alla attuale disponibilità di posti letto a livello nazionale (circa 9000).
  • se l’adozione diffusa di dispositivi di protezione individuale riducesse la trasmissibilità del 15%, gli scenari di riapertura del settore commerciale alla comunità potrebbe permettere un contenimento sotto la soglia epidemica solo riuscendo a limitare la trasmissione in comunità negli over 60 anni.
  • se l’adozione diffusa di dispositivi di protezione individuale riducesse la trasmissibilità del 25%, gli scenari di riapertura del settore commerciale e di quello della ristorazione alla comunità potrebbe permettere un contenimento sotto la soglia solo riuscendo a limitare la trasmissione in comunità negli over 65 anni.

L’analisi della sola soglia epidemica associata ai diversi scenari di riapertura suggerisce che una riduzione del 20% circa dei contatti rilevanti per la trasmissione epidemica potrebbe essere sufficiente a contenere il numero di riproduzione sotto la soglia critica.

Questo significa che l’utilizzo diffuso di misure di precauzione (mascherine, igiene delle mani, distanziamento sociale), il rafforzamento delle attività di tracciamento del contatto e l’ulteriore aumento di consapevolezza dei rischi epidemici nella popolazione potrebbero congiuntamente ridurre in modo
sufficiente i rischi di trasmissione per la maggior parte degli scenari sin qui considerati.

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