Coronavirus, Imperia: scampato al Covid, parla il farmacista Elvio Barla. “Esperienza dura. È la malattia della solitudine, ma in ospedale ho visto tanta umanità”

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La toccante testimonianza del farmacista Elvio Parla dopo la sua malattia.

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“È stata dura, è la malattia della solitudine. Gli operatori sanitari si sostituiscono agli affetti per i più anziani, durante il mio ricovero ho visto tanta umanità”. Sono le parole commosse di Elvio Barla, farmacista di Caramagna e presidente dell’associazione ‘Titolari di Farmacie’ della provincia di Imperia.

Barla, nelle scorse settimane, ha contratto il Covid-19. Con il peggiorare delle sue condizioni di salute, è stato poi ricoverato all’Ospedale di Sanremo per 18 giorni, dove è riuscito a sconfiggere la malattia, così come sua moglie e suo figlio.

Un’esperienza che lo ha profondamente toccato e che ha coinvolto tutta la sua famiglia. Anche la moglie e il figlio, infatti, sono stati contagiati, ma fortunatamente anche loro hanno superato la malattia.

Coronavirus: scampato al Covid, l’esperienza del farmacista Elvio Barla

Come ha vissuto la malattia?

“È stata dura. Io sono una persona che non si spaventa mai e tendo a dimenticare i momenti più difficili, ma andando a rileggere i messaggi delle persone care che mi chiedevano “come va?”, mi tornano in mente le sensazioni di quei momenti. Io rispondevo “benino”, ma era molto dura.

Sono stato ricoverato all’Ospedale di Sanremo circa 18 giorni. Devo dire che sono stato tra quelli fortunati, perchè non ho avuto necessità di indossare il casco per la respirazione, non sono stato intubato, ma è indubbio che è stata un’esperienza pesante.

È stata dura anche sotto l’aspetto psicologico?

Decisamente, perchè purtroppo è la malattia della solitudine, non hai il conforto di nessuno. Per fortuna abbiamo la tecnologia che viene in aiuto, facendoci sentire più vicino ai nostri cari attraverso messaggi e videchiamate, ma manca il contatto umano. Penso però agli anziani, tagliati fuori da tutti i loro affetti.

Mi commuovo a ripensare a certi episodi che ho visto e devo ringraziare sentitamente il personale sanitario che ha dedicato un’attenzione particolare proprio agli anziani, sostituendosi agli affetti che non potevano assistere i propri cari.

Ho visto tanta umanità, al di dà degli obblighi di lavoro.

Cosa ricorda di quando è stato finalmente dimesso dall’ospedale?

Quando sono uscito ero ancora un po’ debole, ma consapevole di aver vissuto un’esperienza non da poco. Ero estremamente felice del fatto che tutta la mia famiglia ha affrontato bene questa malattia.

Come si è manifestata la malattia all’inizio?

Ho avuto un rialzo febbrile, inappetenza assoluta, non sentivo i gusti e gli odori, solo un forte amaro in bocca. Sentivo molta stanchezza. Non avendo né tosse né altri sintomi influenzali, ed essendo all’inizio dell’emergenza quando ancora non erano chiari i modi in cui si manifestava la malattia, ci chiedevamo “sarà o non sarà?”. Per sicurezza abbiamo chiamato l’Asl e abbiamo eseguito il tampone. Risultato positivo, siamo stati per un periodo a casa sotto controllo. Quando però abbiamo notato che la saturazione calava abbiamo deciso fatto ulteriori approfondimenti e siamo stati ricoverati all’Ospedale di Sanremo.

È meglio non rischiare. In molti hanno rischiato la vita o addirittura l’hanno persa proprio perchè hanno aspettato troppo e purtroppo questa polmonite è molto insidiosa, perchè riempie i polmoni di liquido. Non bisogna sottovalutarla.

Cosa consiglia alle persone alla luce della sua esperienza?

Consiglio proprio di non sottovalutare questa malattia. Fortunatamente i numeri stanno diminuendo ma mi auguro che le persone continuino a mantenere le disposizioni indicate perchè l’emergenza non è ancora passata. Il virus è molto facile da trasmettere quindi in breve tempo si rischia di tornare ad avere numeri alti.

Dobbiamo tutti mantenere le distanze e usare le protezioni personali”.

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