Coronavirus, Imperia: “Noi, multati mentre donavamo cibo ai poveri”. L’amarezza di un 40enne. “Non c’è umanità” / La storia

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Il motivo della sanzione, come si legge nel verbale, è dovuto all’aver “violato le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemilogico, lasciando il proprio domicilio senza giustificato motivo” e, inoltre, risultava in atto un “assembramento di persone”.

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“Con i 4 mila euro delle multe avremmo potuto aiutare molte altre persone”. Commenta così, con amarezza, M.G., 40enne peruviano che, insieme ad altri 7 connazionali, martedì scorso è stato multato dalla Polizia Stradale mentre consegnava cibo ai più poveri al Parco Urbano.

Il motivo della sanzione? Aver, come si legge nel verbale,“violato le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemilogico, lasciando il proprio domicilio senza giustificato motivo” . Risultava in atto, inoltre, secondo quanto contestato dagli agenti, un “assembramento di persone”.

Coronavirus, Imperia: multati mentre aiutavano persone in difficoltà

Cosa vi ha spinto ad aiutare le persone bisognose?

“L’emergenza Coronavirus ha messo in difficoltà molte persone – racconta M.G. a ImperiaPost – io vivo e lavoro regolarmente in Italia da 10 anni, e, negli ultimi 2 mesi, non ho potuto lavorare come molta altra gente, tirando avanti. Ci sono persone e famiglie intere, però, che sono arrivate da poco e stanno portando avanti gli iter per ricevere l’asilo politico e i documenti. Si trovano quindi “in stallo” e non possono ricevere aiuti dalle istituzioni. Per questo motivo, io e altri connazionali cerchiamo di aiutare chi è in difficoltà.

Come vi siete organizzati?

Diversi giorni fa ho ricevuto la chiamata di un gruppo di peruviani che vive a Ventimiglia. Mi hanno spiegato di aver raccolto una discreta quantità di cibo e beni di prima necessità e che avrebbero voluto venire a Imperia per consegnarli ai più bisognosi. Hanno chiesto aiuto a me per individuare le famiglie. Abbiamo aspettato che passasse il 4 maggio, giorno in cui è entrato in vigore il nuovo Decreto, e ci siamo incontrati al Parco Urbano martedì 5, verso le 19, per distribuire il cibo, scegliendo apposta uno spazio aperto.

Com’è andata la distribuzione?

Abbiamo mantenuto le distanze e indossato le mascherine. Avevamo una lista di circa 25 persone a cui consegnare i beni. Chi prendeva la sua parte subito andava via, per evitare assembramenti. 

Dopodiché?

Alla fine, eravamo rimasti solo noi 8 volontari a sistemare le cose. Stavamo per andare via, quando sono arrivati gli agenti della Polizia Stradale. Hanno fatto un’ora di controllo e poi ci hanno fatto andare in questura, fino alle 23.

Noi abbiamo spiegato le finalità umanitarie e abbiamo precisato che avevamo rispettato le misure di sicurezza, ma ci hanno multato lo stesso, 8 multe da 533 euro a testa.

Come vi siete sentiti?

Ci siamo rimasti davvero male, perché abbiamo aiutato persone che erano davvero in difficoltà, molte con figli piccoli, che hanno vissuto questa quarantena in modo drammatico, senza aiuti. Con i soldi delle multe avremmo potuto aiutare molte altre persone. La cosa che mi dispiace di più è che abbiano multato le persone che sono venute da Ventimiglia con il carico di cibo. Avevo anche chiesto di multare solo me, piuttosto.

Pensate di contestare le multe?

Ci stiamo pensando. I giorni successivi mi sono recato all’Anolf Cisl di Imperia per chiedere consiglio e mi hanno indirizzato all’avvocato Angelo Massaro. Ora valuteremo cosa fare. Pensiamo anche di rivolgerci al Sindaco Claudio Scajola, per chiedergli sostegno”.

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