Coronavirus, Imperia: Scajola. “Io stesso ho 4 familiari positivi, ma il Sindaco di una città non può fare come Schettino”

Attualità Coronavirus Imperia

“Se la crescita del virus torna ad essere esponenziale, siamo morti. Invito tutti alla responsabilità”. Ha affermato il primo cittadino.

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“L’intera comunità è stufa delle polemiche e dei proclami. Se guardo il parlamentino di Imperia e guardo quello nazionale, mi sento di dire che Imperia ce la farà e poi credo e spero che ce la possa fare anche l’Italia”. Sono queste le parole del Sindaco Claudio Scajola pronunciate ieri in Consiglio Comunale, nel corso della discussione relativa all’emergenza Coronavirus a Imperia. 

Il primo cittadino, nel suo lungo discorso, ha toccato molti temi. Dalle difficoltà affrontate dalla comunità in questi ultimi due mesi, alle responsabilità delle istituzioni, fino alla speranza di poter ripartire presto, con le dovute e necessarie precauzioni.

Coronavirus, Imperia: le parole del Sindaco Scajola

Claudio Scajola

“Questa esperienza mi ha lasciato un segno forte dentro. Cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. Credo avendo ascoltato gli interventi, e dopo l’incontro con i capigruppo, che questa città ce la farà e riuscirà a ripartire per recuperare un ruolo che la storia gli aveva dato e che nel tempo ha perso in tutti i campi.

L’intera comunità è stufa delle polemiche e dei proclami. Se guardo il parlamentino qua di oggi e guardo quello nazionale, mi sento di dire che Imperia ce la farà e poi credo e spero che ce la possa fare anche l’Italia.

Credo che non ci sia da dire grazie a qualcuno. Certo è che ognuno di noi ha fatto il suo dovere. Il sindaco di una città non può fare come Schettino. Anche se sei più esposto per età o salute non puoi stare a casa, se sei sindaco o assessore o infermiere, ecc. Il nostro amico Claudio è mancato perché ha fatto il primo giro del virus. Quel giro dove quando arrivavano i malati non si sapeva cosa fare. Non c’era confronto con situazioni simili. Su questo ci sono state delle mancanze, non c’erano protezioni sufficienti per i medici, per i medici di base, per gli infermieri. La città nostra ha avuto un consigliere morto, due consiglieri comunali che si sono fatti il virus e ne sono usciti.

Quando c’è una difficoltà comanda uno solo. Se fai confusione la gente non capisce più niente. Gli agenti stessi erano in difficoltà perché la gente diceva “è l’ordinanza del sindaco”, “è l’ordinanza della Regione”, “è l’ordinanza del presidente del Consiglio”. Ma è il paese delle banane?

C’è chi ha rischiato la vita per deficienti che fanno gli strafottenti senza protezione.

Sulla base degli indicatori che sono stati individuati andremo a concordare, con lo Stato e le Regioni, le aperture che si possono fare anticipate. Non ci può essere la logica “anticipo io”. In base a che cosa ci giochiamo la vita dei cittadini? Ci vuole buon senso e dati scientifici. È facile dire sì a tutti, ma l’amministratore deve mettere insieme gli interessi tutti.

Io non ho fatto polemiche, ho il dovere di tutelare la salute pubblica dei miei cittadini. Io in famiglia ho 4 famigliari positivi. 

Se per tutelare la salute dobbiamo ritardare l’apertura di un’attività, questo è buon senso.

Il tempo di incubazione è di circa 5/7 giorni. Quindi partendo dal 4 maggio, cominceremo a sapere qualcosa dall’11 al 12 maggio. Se ci comportiamo bene adesso, non avremo una crescita. Qualcosa crescerà perché la gente è in giro, ma se la crescita è sopportabile possiamo pian piano aprire tutto. Se, invece, è di nuovo esponenziale, siamo morti. Dobbiamo sperare che a luglio, agosto, settembre possa esserci la ripresa delle attività.

Dobbiamo sperare che la gente venga qua. Non va bene che ci siano dati che ci dicono che siamo peggiori di altri, perché chi sceglie dove andare guarda ovviamente dove la situazione è meglio. La gente vuole uscire, il turismo interno ci sarà, ci sarà pieno di turisti. Ma li vogliamo perdere e regalare ad altre regioni? Ci vuole un atteggiamento convinto per stare più calmi. Ancora stamattina ho visto quattro persone che parlavano senza mascherina.

Troveremo il modo di pensare al futuro, ma adesso pensiamo a gestirci bene fino al 18 maggio. Se ci muoviamo bene potremo aprire tantissime attività già il 18.

Da domani partiranno le ruspe in spiaggia. Dobbiamo essere pronti, per arrivare alla ripresa con tutto a posto”.

Consiglio Comunale 8 maggio 2020 ore 17

Pubblicato da Città di Imperia su Venerdì 8 maggio 2020

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