Coronavirus, Imperia: “Io, ancora positivo dopo 5 tamponi”. L’odissea di Gianni Chiaraman. “In isolamento da 50 giorni”

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“Solo il buonsenso della gente può far scomparire questa malattia. Non bisogna dimenticarlo mai”.

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Positivo dopo 50 giorni e 5 tamponi. E’ la storia di Gianni Chiaraman, 44 anni, dipendente Asl, in servizio al Palasalute, ex consigliere comunale e ex presidente Ast. ImperiaPost lo ha contattato telefonicamente.

Coronavirus, Imperia: positivo dopo 50 giorni di isolamento

“La malattia mi è durata 10 giorni – racconta Chiaraman – poi pian piano mi sono ripreso, ma il problema è che sono sempre positivo dopo 5 tamponi. E c’è qualcuno che sostiene ancora sia una semplice influenza”.

Come si è manifestata la malattia?

Mal di testa e febbre molto alta, 39/40. Non scendeva neanche con la tachipirina e l’antibiotico”.

Poi cosa è successo?

“Ho iniziato ad avere paura, visto quello che era successo ad altre persone che conoscevo bene, tra cui l’amico Ghiglione, la cui scomparsa mi ha fortemente provato. Per fortuna il mio medico di famiglia, Buccelli, veniva a casa a misurarmi l’ossigenazione e mi tranquillizzavo, perché era abbastanza buona. Dall’inizio di aprile, poi, sono sempre stato asintomatico.

Ogni volta che faccio un tampone, penso a quei medici e infermieri che guardano in faccia la malattia tutti i giorni. Bisogna stare tutti molto attenti, anche se io lo sono sempre stato, eppure mi sono comunque ammalato. Il fatto è che se il virus prende una persona anziana, debilitata o con altre patologie, i rischi sono davvero elevati”.

Come pensa di aver contratto il virus?

“Non ne ho proprio idea. Nei giorni prima di ammalarmi sono andato solo al lavoro, al Palasalute, e due volte al supermercato”.

Come sta vivendo questo momento?

“Inizia a pesarmi tanto. Dopo l’ultimo tampone, la settimana scorsa, pensavo di essere ormai negativo. Invece sono ancora positivo. Un brutto colpo al morale. Poi penso che alla fine a me è andata bene, mentre a tanti altri no. Sono stato fortunato, c’è chi è stato ricoverato e chi, purtroppo, non ce l’ha fatta.

Prima o poi mi passerà, è una questione di tempo. Poi, forse, potrò vivere il prossimo futuro più sereno. Speriamo di uscirne tutti al più presto. Quello che mi sento di dire è che solo il buonsenso della gente può far scomparire questa malattia. Non bisogna dimenticarlo mai”.

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