Imperia: rapina a mano armata tabaccheria Cipressa, scena muta arrestati davanti al Giudice

Giudiziaria Imperia

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due giovani nordafricani arrestati dai Carabinieri di Sanremo.

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Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due giovani nordafricani arrestati dai Carabinieri di Sanremo con l’accusa di essere gli autori della rapina a mano armata (con l’ausilio di una pistola scacciacani) perpetrata ai danni di una tabaccheria, a Cipressa, il 29 gennaio scorso.

Imperia: rapina a mano armata tabaccheria Cipressa, arrestati non rispondono a domande

I due arrestati, un 25enne tunisino, difeso dall’avvocato Davide La Monica, e un 28enne, marocchino, difeso dall’avvocato Francesco Fazio, non hanno risposto alle domande. Entrambi, accusati di rapina aggravata, al termine dell’interrogatorio di garanzia (Gip Massimiliano Botti, Pm Lorenzo Fornace) in videoconferenza per le restrizioni anti-Covid19, sono ritornati in carcere.

La vicenda

I fatti risalgono al pomeriggio del 29 gennaio scorso, quando i due giovani nordafricani, col volto travisato con maschere di carnevale, fecero irruzione all’interno della rivendita tabacchi di Cipressa (Im), minacciarono il titolare con un revolver, asportando il registratore di cassa contenente circa 1.300 euro in contanti, alcuni pacchetti di sigarette e 5 carnet di gratta e vinci, per poi darsi alla fuga a bordo di un auto.

Nell’immediatezza, sul posto giunsero due equipaggi in servizio di pronto intervento ed il personale della Stazione di S. Stefano al Mare, mentre gli investigatori della Sezione Operativa della Compagnia di Sanremo effettuarono un minuzioso sopralluogo, riuscendo – attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati – a ricostruire la fuga dei rapinatori a bordo di una Citroen C1, risultata rubata a Bordighera due settimane prima. L’auto venne ritrovata abbandonata nel centro abitato di Cipressa e sottoposta a rilievi tecnico-scientifici da parte del RIS di Parma.

Grazie all’esperienza, i militari coordinati dal Tenente Sebastiano Meloni sono riusciti a documentare con l’attività investigativa – suffragata dalle risultanze tecniche – la responsabilità dei due nordafricani, già in passato protagonisti di reati analoghi.

Durante l’operazione, i Carabinieri hanno effettuato alcune perquisizioni, rinvenendo anche l’arma utilizzata nella rapina – un revolver scacciacani cal. 8 – occultata sotto il paraurti di un’auto abbandonata nella frazione di Bussana.

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