Coronavirus, Liguria: spiagge libere, PD contro amministrazione Toti. “Comuni abbandonati dalla Regione. Servono risorse per gestire ingressi”

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“A una settimana dall’annunciata apertura della stagione balneare, la Regione Liguria non ha ancora chiarito su quanti e su quali fondi potranno contare i sindaci, per far rispettare le linee guida concordate da Anci per la gestione dei flussi nelle spiagge libereCosì il gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, in merito alla situazione delle spiagge libere durante la fase 2 dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus.

Coronavirus, Liguria: spiagge libere, l’intervento del PD

“Una situazione di totale impasse, che sta costando caro al turismo ligure, visto che gli albergatori denunciano, proprio in queste ore, una fitta serie di disdette: molto turisti italiani, confermano le associazioni di categoria, lasciano la Liguria per l’Emilia-Romagna, dove la gestione dell’accesso agli arenili è molto più chiara e definita.

Fortunatamente i Comuni liguri – nelle linee guida di Anci – hanno bocciato la proposta di Toti di far pagare l’ingresso alle spiagge libere, salvaguardando un principio di equità importante. Ma la Regione deve mettere mano al portafoglio per aiutare le amministrazioni a sostenere i costi della regolazione degli accessi.

Parliamo di un lavoro che andava fatto un mese fa (come è avvenuto altrove: un esempio su tutti l’Emilia-Romagna). Adesso bisogna recuperare il tempo perduto. Il Presidente della Regione ha firmato un’ordinanza per riaprire le spiagge dal 3 giugno, ma poi ha lasciato tutto il lavoro sulle spalle dei singoli Comuni”.