Imperia: Mercato di Oneglia, sciopero bianco degli ambulanti. “Non apriamo, siamo in stato di agitazione” / Foto e video

Attualità Imperia

Gli ambulanti hanno dichiarato lo stato di agitazione.

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Gli ambulanti questa mattina hanno deciso di non aprire i propri banchi al Mercato di Oneglia del mercoledì. Uno sciopero “bianco” dall’impatto molto forte per continuare a sottolineare all’amministrazione il proprio dissenso in merito alla decisione di spostare il mercato in zona banchina Aicardi, parcheggio ex Agnesi. 

Nel frattempo, in piazza della Vittoria, si sta svolgendo l’assegnazione dei posti secondo la nuova planimetria.

Renato Giraudo, banchi alimentari

“Oggi noi del settore alimentare abbiamo iniziato uno stato di agitazione in modo molto civile, educato e rispettoso per la città e per tutti i cittadini di Imperia.

Abbiamo preso questa decisione dopo la scelta dell’amministrazione comunale di mettere il mercato in un posto veramente degradante e penso nella zona peggiore di Imperia.

Abbiamo fatto un sopralluogo e abbiamo trovato di tutto, topi, gatti, scarafaggi. Invito la cittadinanza ad andare a vedere.

Non abbiamo neanche la corrente, non abbiamo niente. Noi abbiamo bisogno di elettricità e acqua.

L’assessore Oneglio ci aveva detto che in qualsiasi parte che noi andavamo del mercato lui ci avrebbe fornito acqua e corrente. Vediamo se almeno mantiene la parola”.

Fino a quando non aprirete?

“Non lo so, è uno stato di agitazione che andrà per noi come settore alimentare a tempo indeterminato”.

Oggi scegliete i posti della nuova planimetria?

Si va a scegliere, altrimenti vengono scelte di ufficio. Questo non vuol dire che noi accettiamo la zona che loro ci hanno destinato.

È stata scelta senza ascoltare il parere delle associazioni di categoria”.

Manuele Mancuso, banchi non alimentari

“Noi vendiamo abbigliamento, è una attività storica e ci sentiamo veramente demoralizzati. Io avevo il primo banco in Piazza Doria, adesso chissà dove andremo. Io per quel banco 10 anni fa ho dato parecchi soldi per comprarlo.

Non è corretto secondo noi, che sia stata una piccola parte di cittadini a scegliere per noi.

Tra l’altro è stato ingannevole, perchè il sondaggio diceva Calata Cuneo, ma Calata Cuneo è sparita, non c’è. Non trovo corretto che sia una piccola parte di cittadini a decidere per noi.

Noi siamo andati alla riunione, ci hanno fatto vedere una piantina dove ci parlavano del centro. Avevano lasciato parte della sede del mercato, via Palestro, Piazza Calvi e via Bonfante. A noi ci hanno parlato di quella soluzione li.

Due giorni dopo abbiamo scoperto dal sondaggio che invece c’era quest’altra opzione di Calata Cuneo, che alla fine non la comprende neanche.

Non troviamo giusto questo trattamento qua, siamo famiglie, veniamo trattati proprio con considerazione zero.

Tra l’altro con il sondaggio di Porto Maurizio, abbiamo paura che anche li ci combinino qualcos’altro.

Li le possibilità di spostamento sono o togliere via Martiri e portarlo nella parte bassa di via Cascione o la via di piazza Roma, sulla strada”.

Come avete vissuto questi 3 mesi di chiusura?

“Male, in attesa di ripartire. Speravamo che scendessero i contagi per avere la possibilità che le linee guide fossero meno restrittive e ci dessero la possibilità di lavorare.

Tre mesi fermi, senza incassare sono lunghi. Non li abbiamo vissuti bene”.

Siete soddisfatti del posto, al di la dello spostamento?

“Non molto, anche li. Questo sistema ti condiziona molto, si che c’è una graduatoria che va a premiare la professionalità dell’operatore. Non condivido il discorso della metratura, io anche ero tra i primi, però hanno fatto una mappa mettendo tutti i banconi di una certa metratura in un posto e ti condizionano a scegliere per forza in quella zona.

Io per non prendere una zona decentrata, mi infilavano nella piazza. Per non andare nella piazza che è una zona commerciale morta , mi sono dovuto ridurre dei metri e prendere dei posti più piccoli per rimanere vicino alla banchina”.

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