Coronavirus, Liguria: parla Toti. “Stanotte riaprono i confini regionali e nazionali, nostri dati rassicuranti”

Coronavirus Provincia

Il Governatore Toti: “Ulteriore calo degli ospedalizzati e un numero aggregato di 15 nuovi contagi”.

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“Oggi è una giornata importante perché da stanotte riapriranno i confini delle Regioni e anche di molti Stati europei dell’area Shengen che non hanno previsto limitazioni. Volevamo essere sicuri della situazione e per questo abbiamo fatto una lunga analisi dei nostri dati che sono assolutamente rassicuranti, con un ulteriore calo degli ospedalizzati e un numero aggregato di 15 nuovi contagi per cui, come avevamo spiegato ieri, tolto il tema del cluster scoppiato in una Rsa, siamo tornati sul percorso che era tracciato. In Liguria, non abbiamo nelle ultime 36 ore nessun deceduto. E’ la migliore notizia per iniziare un momento così importante per la Liguria e per il Paese“. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto punto stampa sull’emergenza Coronavirus.

Giovanni Toti

“Nei prossimi giorni comunicheremo la data di riapertura del Cup che certamente sarà nelle prossime settimane. E’ giusto riaprire quando avremo attrezzato tutto in modo da dare risposte efficaci e quando saremo sufficientemente in tranquillità da poter dire che l’epidemia è effettivamente qualcosa che ci siamo lasciati alle spalle, come tutti auspichiamo. Stiamo lavorando per tornare a servizi che si allarghino rispetto a quelli utilizzati durante la pandemia quando tutte le energie erano concentrate nella guerra al covid2.

 Sonia Viale

“La Liguria non si arrende e va verso la normalità. Entro fine giugno riapriranno i punti di primo intervento degli ospedali che avevamo chiuso per la pandemia da Coronavirus.

Ho dato mandato ai direttori generali delle Asl liguri, attraverso ALISA, di riaprire i Ppi perché in una situazione complessa in cui il monitoraggio costante e quotidiano costringe il sistema sanitario ad essere pronto a rispondere all’evolversi del contagio, è comunque necessario riavviare tutti i servizi possibili. Ovviamente, sempre con la dovuta attenzione alla sicurezza del personale e dei pazienti.

Se vi saranno difficoltà o se l’evoluzione del contagio creerà nuovi problemi, ora non prevedibili, è fondamentale che le Aziende sul territorio informino il sistema per lavorare in sinergia anticipando le soluzioni possibili.

In questi giorni le nostre Asl hanno già provveduto alla riapertura di ambulatori, alla ripartenza degli interventi chirurgici programmati, al recupero delle visite specialistiche sospese negli ultimi tre mesi a causa dell’emergenza Covid-19.

Anche gli screening rappresentano una risposta fondamentale di salute e devono essere riattivati. In particolare gli screening mammografici, che tanta importanza hanno per le donne.

Per quanto riguarda i Punti di primo intervento la riapertura sarà sicuramente graduale, sulle 12 ore e non con autopresentazione.

È importante infatti che i cittadini in caso di emergenza si rivolgano al 112 per essere accompagnati con le ambulanze presso l’ospedale attrezzato per la cura appropriata.

Su questo chiederò la collaborazione dei Sindaci dei distretti interessati, che so essere attenti e presenti alle tematiche relative alla sanità, perché se dovessero sorgere problematiche negli accessi si potrebbe essere costretti a dover richiudere le strutture.

Occorre infatti rendere tutti consapevoli che, se queste regole non vengono rispettate, si potrebbe mettere a repentaglio anche la sicurezza degli operatori sanitari oltre al presidio sanitario stesso.

Questo ulteriore passo in avanti, con tutte le cautele del caso, verso la normalità è quanto dobbiamo ai liguri che in questi mesi hanno affrontato in modo diligente e con dignità i disagi, anche conseguenti alla gestione dell’emergenza Coronavirus da parte del Governo, al di là delle sterili polemiche che non tengono conto del lavoro e delle difficoltà dei nostri operatori sanitari.

Per quanto riguarda le Rsa, rimangono sotto attento monitoraggio da parte di Regione Liguria con tempestività degli interventi rispetto alla messa in sicurezza degli ospiti. Sono rammaricata di aver letto che alcuni familiari di ospiti della struttura interessata dal cluster a Genova non fossero stati avvisati della situazione: mi sono subito sincerata con la struttura e anche per eventuali altri casi che questo non accada. Oggi mi hanno rassicurata che alcuni psicologi avrebbero chiamato i familiari degli ospiti per accompagnarli in relazione alla situazione dei loro cari, alcuni dei quali hanno già trovato ricovero ospedaliero, altri sono stati trasferiti in strutture dedicate covid per alleggerire la Rsa interessata dal cluster mentre una parte degli ospiti è stata posta in isolamento all’interno della stessa Rsa. È chiaro che l’aspetto umano e l’informazione è da tener presente, oltre alla gestione corretta dei casi e delle situazioni”.

Filippo Ansaldi (direttore prevensione Alisa)

“La pressione sui posti letto di media intensità è in diminuzione, sotto quota 200. La pressione sulla terapia intensiva è in diminuzione. Abbiamo solo 7 posti letto di terapia intensiva, pochi punti percentuali a livello di occupazione. 

C’è una netta diminuzione dei contagi, ad eccezione di quello che è successo ieri. I casi segnalati ieri, 56, erano tutti in una Rsa e hanno fatto aumentare la proporzione dei contagi. Nelle ultime cinque settimane la proporzione dei positivi si è fatta decisamente più bassa. I 56 tamponi positivi di ieri sono un’eccezione dovuta a un’unica situazione. La ripresa delle attività e della circolazione delle persone tra regioni deve farci monitorare ancora più attentamente l’ ipotesi del rimbalzo. 

Non allenteremo l’isolamento totale delle strutture Rsa. Se oggi un ospite di una Rsa viene ricoverato in Ospedale e poi deve rientrare nella struttura, sono previsti due tamponi e un isolamento di 7 giorni. Solo a quel punto il  paziente può rientrare come uno normale ospite. L’eliminazione del virus può essere irregolare nel corso della malattia. Oggi posso essere positivo, tra una settimana negativo. Per questo il doppio tampone negativo è la giusta precauzione”.

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