Coronavirus, Liguria: Toti. “Raggiungere quota 3 mila tamponi al giorno? Non ne abbiamo più bisogno secondo i sanitari”

Attualità Coronavirus

La conferenza stampa della Regione Liguria.

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“I tamponi sono sotto quota 3 mila per la banale ragione che i nostri sanitari sostengono che non abbiamo più bisogno di 3 mila tamponi per tenere sotto controllo la situazione”. Lo afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, durante l’odierna conferenza stampa di aggiornamento sull’epidemia Coronavirus, in riferimento all‘obiettivo di raggiungere 3 mila tamponi giornalieri prefissato diverse settimane fa.

Coronavirus, Liguria: la conferenza stampa di oggi

Giovanni Toti

Il trend è decisamente molto in discesa. Con oggi cambia ulteriormente lo scenario, ci saranno tutti i movimenti tra le regioni che sono autorizzati da ieri sera a mezzanotte e quindi continueremo a monitorare con grande attenzione quello che sta accadendo. Oggi abbiamo approvato il bando a sostegno di 6 milioni per la ripartenza dei campi estivi anche per le categoria 0-2 anni, siamo la prima regione d’Italia a farlo.

Tamponi

Sono sotto quota 3 mila per la banale ragione che i nostri sanitari sostengono che non abbiamo più bisogno di 3 mila tamponi per tenere sotto controllo la situazione. C’è una potenzialità di analisi nei laboratori di 3000, ma non c’è più bisogno di farne 3000 o quantomeno, ci sono giornate da 2600-2700, come avete visto, il dato di ieri ovviamente non risente di questo ragionamento, ma risente banalmente della giornata festiva”.

App Immuni

“L’app Immuni ci è stata presentata con tutte le difficoltà che non può andare oltre i limiti del rispetto della privacy, quindi con una macchinosità assai più complessa di quelle di altri paesi dove il diritto alla privacy è più affievolito, non parlo della Cina, ma anche solo dalla Corea.

Dopodiché proprio perché non c’è un contatto diretto tra soggetto e soggetto, c’è bisogno di una serie di passaggi che erano stati credo sottovalutati dai ministeri competenti. Ovvero come sapete funziona che se io scarico la app, attivo l’app, attivo il bluetooth, vado in un posto di diagnostica, al pronto soccorso, dove mi fanno un tampone. Nel momento in cui io risulto positivo ci deve essere un medico lì che chiede se io ho l’app e se attivo cortesemente il mio tracciamento. Dopodiché alle altre persone che mi hanno incontrato si accende sul telefonino la notifica.

A quel punto lei è chiamato una procedura che è contattare il suo medico di famiglia che ovviamente deve essere formato e deve sapere che cosa deve fare. Il medico di famiglia chiamerà l’ufficio di prevenzione che deve stabilire per lei una procedura un tampone l’isolamento. Se noi non facciamo la formazione del personale non costruiamo la rete intorno alla App l’ app in sé serve pochissimo. Ci si è messo molto a svilupparlo. Noi abbiamo bisogno perché questa app che abbia credibilità che abbia una risposta anche da parte dell’interlocutore della sanità territoriale quindi stiamo lavorando con i medici di famiglia, personale dell’ufficio di prevenzione, per costruire un percorso.

Ci siamo dati l’otto di giugno come step intermedio di controllo, se saremo pronti partiremo. Quello che non voglio è che qualcuno abbia la più in tasca mi si accendono lumino, si sappia che ha incontrato un caso telefonia dei numeri dove trova nel personale che non per colpa sua, non essendo stato formato, non sa quale risposta è da dare, sarebbe il fallimento stesso dell’app”.

Sonia Viale, assessore Sanità

Centri per disabili

C’è grande attenzione per la riapertura delle attività ospedaliere e la riapertura dei centri per disabili. È importante perché il peso di questi mesi di sospensione delle attività è ricaduto veramente in modo importante su di loro e nel momento in cui si riaprono le attività certamente occorre avere riguardo anche alle loro esigenze. Tant’è che già da una settimana vi è una delibera di Alisa che consente la riapertura delle attività per piccoli gruppi, quindi una gradualità nella ripresa delle attività nei centri diurni per disabili che non è sufficiente ma che comporta una ripresa per garantire la sicurezza sia delle persone che degli operatori.

Volevo rassicurare sul massimo impegno sul fatto che anche su questo tema la sanità Ligure è impegnata.

Test sierologici su Carabinieri e forze dell’ordine

Oggi mi ha fatto molto piacere un gesto di generosità che proviene dai Carabinieri. Il personale ha fatto una raccolta fondi che è stata consegnata all’ASL 1. Un gesto simbolico da chi è stato in prima linea in questi mesi assieme alle altre forze dell’ordine e Vigili del Fuoco e alla polizia locale.

Volevo quindi anticipare che venerdì siamo pronti per una delibera di giunta dove ci sarà l’impegno della sanità Ligure a fornire i test sierologici a tutto questo personale impegnato, come gesto anche di restituzione di un grande impegno che hanno svolto in questi mesi di comune accordo alle loro amministrazioni di appartenenza che non saranno gravate di questo costo, ma ce ne faremo carico noi sia nell’impegno nelle effettuarlo sia nel nel contributo”.

Ilaria Cavo, assessore Formazione

“Oggi abbiamo firmato la delibera di giunta straordinaria per deliberare il bando da 6 milioni di euro che avevamo annunciato per i centri estivi dallo 0 e 17 anni, una delibera che abbiamo assunto congiuntamente tutta la giunta su proposta dell’assessore mia e dell’assessore Viale. Sono 6 milioni di euro che andranno a sostenere e tutti gli operatori, quindi tutti gli enti gestori che hanno degli oneri aggiuntivi dei costi aggiuntivi per rispettare le regole di sicurezza. 

Le famiglie potranno fare domanda tramite gli enti gestori e potranno farla dal 16 di giugno fino al 15 luglio. Le risorse verranno erogate agli enti gestori per fare in modo che le famiglie non debbano avere delle rette aumentate proprio in vista dei costi aggiuntivi che gli enti gestori quest’anno dovranno sostenere per garantire la sicurezza.

Le quote saranno quote a bambino, quindi ogni famiglia potrà chiedere la quota bambino e in presenza di più i bambini nei centri estivi potranno chiedere più quote.

Questo è un provvedimento importante perché permette chiaramente agli enti gestori di avere un contributo importante appunto per poter integrare e sostenere l’attivazione del servizio e per permettere alle famiglie di avere un servizio al prezzo calmierato senza avere l’aumento della retta”.

Angelo Grattarola, San Martino

“Dagli ospedali il trend è assolutamente positivo, sono rimasti veramente pochi pazienti ricoverati nelle terapie intensive. In città sono rimasti un paio di malati soltanto una terapia intensiva del San Martino anche a Villa Scassi oggi abbiamo trasferito l’ultimo paziente e comincerà l’opera di disinfezione una rimodulazione dei posti.

I pronto soccorso sono ancora molto indietro rispetto al carico di lavoro diciamo tradizionale, ma stanno ricomparendo progressivamente tutte le patologie più ortodosse, di conseguenza i malati covid sono veramente rari e sporadici e questo secondo me è l’indicatore più importante. Negli ospedali le terapie Intensive pronto soccorso i reparti ormai sono di fatto sono lontani da quei giorni delle settimane scorse dove vedevamo solo malati di questo genere”.

Gli aggiornamenti sul coronavirus in diretta dalla Regione Liguria

Gli aggiornamenti sul coronavirus in diretta dalla Regione Liguria

Pubblicato da Regione Liguria su Mercoledì 3 giugno 2020

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