Coronavirus: parla Premier Conte. “Dati incoraggianti, ma grave leggerezza non utilizzare mascherine. Meritiamo sorrisi e allegria”

Attualità Coronavirus

“Colgo un rinnovato entusiasmo, siamo ormai inoltrati nella bella stagione. Nelle nostre strade, nelle nostre piazze, c’è grande attenzione per questa socialità ritrovata”.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!

“Le uniche misure oggi efficaci, a cui affidiamo l’opera di contrasto della diffusione del virus, sono il distanziamento fisico e l’utilizzo, ove necessario, delle mascherine di protezione. Abbandonare quindi il rispetto di queste precauzioni, perché si ritiene che il virus sia scomparso, è una grave leggerezza. Completamente smentita dai dati dei contagi, che pure in calo, continuano a essere registrati quotidianamente”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, questo pomeriggio, 3 giugno, nel corso del suo discorso da Palazzo Chigi.

Coronavirus: parla il Premier Giuseppe Conte

“Da oggi, 3 giugno, apriamo i nostri confini regionali. Questo significa che ci potremo spostare da regione a regione senza autocertificazione. E’ una decisione che abbiamo preso in piena consapevolezza, perché i dati della curva epidemiologica ci dimostrano che il sistema di controllo che abbiamo adottato sta funzionando. E sta funzionando anche il nostro indirizzo politico di procedere sulla base di aperture progressive, in base a un costante monitoraggio.

A distanza di circa un mese dal famoso 4 maggio, quando abbiamo riaperto l’intera filiera della manifattura, abbiamo riaperto i cantieri delle costruzioni, i numeri sono incoraggianti. Gli ultimi monitoraggi, infatti, non segnalano situazioni critiche, ne situazioni di sovraccarico delle strutture ospedaliere, su tutto il territorio nazionale.

Il trend dei nuovi casi diagnosticati è in costante diminuzione in tutte le regioni, dalla Lombardia alla Sicilia. Questo ci conforta, dimostra che la strategia adottata passo dopo passo nelle ultime settimane è quella giusta. E ci da fiducia anche in vista delle decisioni che saremo chiamati ad adottare nelle prossime settimane.

Colgo un rinnovato entusiasmo, siamo ormai inoltrati nella bella stagione. Nelle nostre strade, nelle nostre piazze, c’è grande attenzione per questa socialità ritrovata. Giusto, giustissimo. Ci meritiamo il sorriso, l’allegria, dopo settimane di duri sacrifici. Ma è bene ricordare sempre che se ci ritroviamo oggi in questa condizioni, se siamo tra i primi paesi europei che può permettersi di riavviare le attività economiche, sociali, in condizioni di sicurezza, è perché abbiamo accettato tutti insieme di compiere dei sacrifici. Abbiamo accettato, tutti insieme, responsabilmente, di modificare le nostre radicate abitudini di vita. Dico solo, facciamo attenzione. Le uniche misure oggi efficaci, a cui affidiamo l’opera di contrasto della diffusione del virus, sono il distanziamento fisico e l’utilizzo, ove necessario, delle mascherine di protezione. Abbandonare quindi il rispetto di queste precauzioni, perché si ritiene che il virus sia scomparso, è una grave leggerezza. Completamente smentita dai dati contagi, che pure in calo, continuano a essere registrati quotidianamente.

L’altra notizia importante è che da oggi anche i turisti europei possono viaggiare verso l’Italia, possono visitare il nostro Paese senza sottoporsi a quarantena. I Ministri, Di Maio, Franceschini, Speranza, Amendola, stanno facendo un grande lavoro. In Europa e non solo, sul piano diplomatico, per assicurare che il nostro Paese torni ad essere immediatamente la meta sicura, ambita, dei turisti d’Europa e del Mondo. Adesso più che mai dobbiamo concentrarci sul brand dell’Italia nel mondo, per promuovere il grande patrimonio culturale, artistico, che possediamo.

Perché in tutti questi mesi la bellezza dell’Italia, lo dobbiamo dire con forza, non è mai andata in quarantena. La fase più acuta dell’emergenza sanitaria è ormai alle spalle, ma ora dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica, sociale. In 60 giorni abbiamo stanziato una cifra enorme, 80 miliardi di euro, corrispondente pressapoco a tre manovre di bilancio, per aiutare famiglie, lavoratori, imprese. Abbiamo introdotto la cassa integrazione per aziende con un solo lavoratore.

Abbiamo riconosciuto alle partite Iva, ai liberi professionisti, ai commercianti, agli artigiani, ai lavoratori dello spettacolo, anche agli stagionali del turismo, ai lavoratori agricoli, bonus sino a 2.200 euro per tre mesi per riduzione di attività e fatturato. Non era successo mai prima nella nostra storia.

Ma ci rendiamo conto dei ritardi, ci rendiamo conto che ci stiamo confrontando con una legislazione, un apparato statuale che non era affatto pronto ad effettuare erogazioni così generalizzate in così poco tempo. Di questi ritardi ho chiesto già scusa e stiamo lavorando ancora, abbiamo già fatto il nuovo Decreto Rilancio per rendere più celeri queste procedure, per pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociale.

Ma queste misure sono solo l’inizio di un percorso di rilancio del nostro Paese. Dobbiamo continuare ad intervenire per tanti settori che sono in grande sofferenza. Penso ad alcune filiere della manifattura, penso al settore del turismo, dello spettacolo. Queste sofferenze riguardano interi e ampi settori del commercio, dell’artigianato, le piccole aziende. Dobbiamo tornare a intervenire con nuove misure, ancora più efficaci, anche nel breve periodo.

Questa crisi deve essere anche l’occasione per disegnare il Paese che vogliamo, per rinnovare e rilanciare l’Italia dalle fondamenta. Per superare tutti quei problemi strutturali che si trascinano da tempo e che stiamo verificando in questi mesi dell’emergenza. Dovrà essere un nuovo inizio”.

 

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!