Imperia: dissequestro “lumaca”, mega yacht bloccato in porto. Scoppia il caso. “Non si possono fare brutte figure per la pigrizia della Go Imperia”

Attualità Imperia

Nel mirino dell’agente uno sequestro cautelativo, ancora in vigore nonostante l’avvenuto saldo, che di fatto, secondo Omar Cane, impedisce al proprio cliente di ripartire da Imperia.

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“Un sequestro cautelativo non può restare in vigore per la pigrizia della Go Imperia. Non è possibile fare queste figure se vogliamo rilanciare il porto”. E’ amareggiato Omar Cane, agente marittimo, dopo una vicenda che ha visto coinvolto un proprio cliente, proprietario di uno yacht da 74 metri ormeggiato nel porto di Imperia. 

Nel mirino dell’agente uno sequestro cautelativo, ancora in vigore nonostante l’avvenuto saldo, che di fatto, secondo Omar Cane, impedisce al proprio cliente di ripartire da Imperia, come più volte richiesto.

Imperia: yacht bloccato in porto

“Nel porto di Imperia si stanno verificando situazione surrealispiega Omar Cane a ImperiaPost – Io gestisco un importante yacht che, da tre anni, utilizza il porto come base per l’inverno. Il management è in Russia, ci sono stati dei ritardi nei pagamenti per ormeggio e consumi, dovuti a un momento di crisi globale. E’ scattato così un provvedimento di sequestro cautelativo richiesto dalla Go Imperia. E’ stato notificato alle 19.20 di lunedì scorso. Il giorno seguente, alle 9, dopo aver contattato e sollecitato il management, ho comunicato alla Go Imperia l’avvenuto pagamento tramite bonifico. Parliamo di una cifra pari a circa 255 mila euro.

Il bonifico è arrivato sul conto della Go Imperia ieri, venerdì, nel tardo pomeriggio. Il Comandante dello Yacht a quel punto ha chiesto di potersi mettere in viaggio e ripartire. La Go Imperia, nel frattempo, ha richiesto un’ulteriore fattura, relativa al mese di maggio, in tutto 35 mila euro. Con la massima celerità abbiamo proposto un bonifico express, ma dalla Go Imperia ci hanno comunicato che, per la partenza, era necessario vederli sul conto corrente.

Ho così proposto una formula diversa, un assegno a mio nome. Se non fosse arrivato il bonifico entro lunedì, avrebbero potuto incassare il mio assegno. Una procedura che utilizzo spesso. Poi mi faccio rimborsare dai clienti. La Go Imperia ha accettato. A quel punto, per la partenza, era necessario il via libera del legale della Go Imperia. Peccato, però, che gli uffici della Go Imperia, invece di contattarlo telefonicamente, vista l’urgenza, gli hanno inviato un mail. Ad oggi non è ancora arrivata nessuna risposta e, di fatto, lo yacht è ancora bloccato a Imperia.

Ma non è tutto, perché la Go Imperia ha anche già presentato una fattura per gli ipotetici costi di consumo che verranno sostenuti sino al momento della partenza. Ma come? Impedite a un cliente di partire e gli fate pure pagare i costi di consumo? Una vergogna. Parliamo di un cliente che ha appena versato alla Go Imperia 300 mila euro.  

Parliamo di uno yacht di 74 metri, a Imperia da tre anni, la cui proprietà è conosciuta in tutto il mondo. Vogliamo far ripartire il porto e facciamo figure di questo tipo?

Già, per varie vicissitudini, il porto di Imperia ha delle limitazioni. Ad esempio, è l’unico porto della zona che non permette l’ingresso dopo le 19.30, anche d’estate, per mancanza di alcuni servizi. Non è ancora concluso e alcune aree sono ancora di cantiere. Con tutte le magagne che ci sono ci mettiamo anche certi atteggiamenti con i clienti?

Non solo. Tutte le imbarcazioni si lamentano per i consumi, perché le fatture presentate dalla Go Imperia hanno importi che non corrispondono a quelli calcolati dalle strumentazioni a bordo degli yacht. Alcuni hanno avuto dubbi sul tornare o meno a Imperia proprio per queste incomprensioni sui consumi. La Go Imperia ha fatto sapere che avrebbe cambiato i chip delle colonnine, ma nulla è cambiato. In un contesto simile come ci si può impuntare su fatture che, per altro, sarebbero pure contestabili?

Non possiamo permetterci una cattiva pubblicità sul porto di Imperia. C’è grande concorrenza, ora aprirà anche Ventimiglia, e si rischia di perdere la clientela. Non si può tenere fermo un sequestro cautelativo per pigrizia. 

Io non voglio creare problemi a nessuno, però volevo manifestare il mio disappunto con l’obiettivo di migliorare il servizio. La mia è un’ottica propositiva”.

 

 

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