Imperia: Villa Faravelli, così un muro diventa opera d’arte. Gli street artist Corn79 e MrFijodor. “Ecco com’è nato il nostro murales”/Le immagini

Attualità Imperia

Ecco come è nato il nuovo murales dei due street artist imperiesi.

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Così un muro diventa un’opera d’arte. È ciò che hanno realizzato per il MACI (Museo di Arte Contemporanea di Imperia) i due street artisti imperiesi Corn79 e MrFijodor, ormai noti nel panorama dell’arte urbana nazionale e internazionale, entrambi dell’associazione “Il Cerchio e Le Gocce”.

Imperia: il nuovo murales è a Villa Faravelli

L’opera, che ha interessato i muri esterni della struttura di Villa Faravelli, è una sorta di texture eterogenea densa di dettagli dove simboli del territorio, interpretati da Mrfijodor, si intrecciano con le forme geometriche di Riccardo Corn79 Lanfranco. Molti elementi rappresentati sono citazioni degli artisti, come l’astrattista l’ungherese Victor Vasarely, della collezione “Lino Invernizzi”.

Il MACI incrementa il proprio patrimonio con un’opera di arte urbana, un intervento che oltre a riqualificare una superficie usurata rivitalizza un’area della villa dando un valore sempre più contemporaneo al museo.

L’intervista a Corn79 e MrFijodor

Com’è nato il progetto?

“Siamo stati contattati dal Comune di Imperia, dall’assessore Marcella Roggero in particolare – racconta Fijodor – Ci hanno proposto il compito di valorizzare questo muro vicino a Villa Faravelli”.

“La richiesta – spiega Corn79 – era quella di far dialogare lo spazio museale e la città. Ci siamo ispirati alla collezione d’arte astratta geometrica degli anni 60/70 esposta al MACI, che, tra l’altro, è in linea con il mio percorso, richiamando anche le peculiarità del territorio”.

Come vi siete organizzati?

“All’inizio – ammette Corn79 – l’intervento ci ha un po’ spaventato, perché la superficie di fondo era molto discontinua e rovinata, ma dopo un lungo lavoro per preparare il muro siamo riusciti a ottenere un risultato che ci ha soddisfatto molto. 

Ci siamo divisi il lavoro, io mi sono occupato della struttura di base dell’intervento, utilizzando divisioni geometriche, ispirandomi ad alcune opere di Kupka e Vaserely, artisti presenti all’interno della collezione Invernizzi”.

“Io mi sono occupato della parte illustrativa – aggiunge Fijodor – richiamandomi alla nostra città. Ho rappresentato una barca vela, un mercantile, la fontana di villa Grock. Ho anche realizzato una mia personale interpretazione delle visuali del Parasio e del Porto di Oneglia. L’obiettivo non era quello di riprodurre fedelmente ma creare un’atmosfera suggestiva”.

Quanto ci avete messo a realizzare l’opera?

“Dopo mesi di progettazione, la creazione è durata quattro giorni pieni – spiegano – siamo stati fortunati perché il meteo è stato dalla nostra parte”.

Come si inserisce quest’ora nell’ambito del Museo?

“Oltre a un intervento che riqualifica una superficie usurata – affermano – è una nuova opera che arricchisce il Museo. Non c’è differenza tra la pittura “classica” e la nostra, è solo un ambito  diverso. L’arte urbana non si trova nelle gallerie, ma in spazi pubblici, per cui è necessario dialogare con l’ambiente. Per questo l’intervento è stato studiato per essere in armonia con il contesto circostante”.

“La scelta cromatica – spiega Corn79 – è stata fatta proprio in base a quello che c’è attorno. C’è il verde delle piante, il rosa bouganville, i colori caldi della villa retrostante. Sono andato a sviluppare una percentuale di colori freddi sul turchese, per richiamare l’ambiente marino, inserendo i toni caldi che riprendessero il rosa e il viola presenti attorno alla struttura. Abbiamo usato una leggera saturazione perché si sposava bene con l’ambiente.

Il muro, che si può intravedere anche dall’Aurelia e dal Lungomare, ora non è più un elemento di disturbo ma è in armonia con il resto”.

Foto di Riccardo Corn79 Lanfranco.

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