Imperia: “No all’Ospedale Unico”. Cittadini pronti a scendere in piazza. “Assessore Viale ci ha traditi. Stanno smantellando sanità pubblica” / Foto e video

Attualità Imperia

La manifestazione è in programma per sabato 1° agosto, alle ore 18, in piazza De Amicis.

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“Niente sarà come prima. No alla costruzione dell’ospedale unico di Taggia per una sanità pubblica vicina ai cittadini”. È questo lo slogan attorno a cui ruoterà la manifestazione organizzata per sabato 1° agosto, alle ore 18, in piazza De Amicis, per dire “no” alla realizzazione dell’Ospedale Unico a Taggia.

Oggi, davanti al palazzo Comunale, i promotori dell’iniziativa, Cittadinanza Attiva (Mauro Manuello), il Forum Civico Ligure (Roberto Melone), il neonato Comitato Sanità Pubblica (Yannick Renzetti e Andrea Giorda), con il supporto di Rifondazione Comunista (Mariano Miji) e Potere al Popolo, hanno presentato i temi che animeranno la protesta.

Marianno Miji, Rifondazione Comunista

“L’emergenza Covid19 ha contribuito, purtroppo, ad evidenziare le criticità del nostro SSN, nonostante lo
sforzo degli operatori sanitari, sia a livello nazionale che regionale.

Per questo motivo abbiamo deciso di tenere questa conferenza stampa per spiegare i contenuti che animeranno
la manifestazione prevista per sabato 1° agosto qui a Imperia in piazza De Amicis vicino alla Biblioteca ( ex tribunale ). La popolazione è sempre più stanca ed esasperata di fronte alle lunghe liste di attesa nei Pronto Soccorso, per visite specialistiche 0 esami strumentali , per interventi chirurgici in elezione, per ricoveri programmati, per entrare in una struttura di riabilitazione , per ricevere cure continue al domicilio.

Tutte criticità che non verrebbero risolte dalla costruzione di un Ospedale Unico provinciale dal costo di almeno 230 min di euro (ma di questo parleranno chi mi seguirà negli interventi), nessuna nuova
specialità, con gli stessi reparti anzi uno di meno e cioè la Chir Vascolare ormai spostata sull’osp S.Corona con un numero di posti letto per acuti, al netto dei letti tecnici , inferiore a quanto prevede il coefficiente 3×1000 abitanti ( cioè 645 ) e senza aumenti di personale ! Un ospedale unico con una viabilità pessima e lunghi tempi di percorrenza per il soccorso. Un ospedale unico più lontano dai cittadini che devono andare a fare visite o esami 0 a trovare e accudire i propri familiari ricoverati!

E per quanto detto che in questo progetto non vediamo alcun miglioramento dell’offerta di salute.

Ei nostri attuali 3 presidi? Se pur bistrattati al punto che amministratori e assessore Viale hanno deciso di
venderli anzi di svenderli per le solite speculazioni del mattone, i 3 presidi hanno consentito opportuni
spostamenti di reparti durante l’emergenza Covid 19 per allestire a Sanremo gli oltre 200 posti letti Covid.

Il pad Barellai a Costarainera in completo abbandono e già cartolarizzato da tempo avrebbe potuto svolgere un ruolo importante per accogliere pazienti Covid pos di basca intensità ma a livello regionale si è preferito puntare sulle navi ( vedi Genova). Pensiamo all’ospedale UNICO quando a Imperia Ambulatorio ortopedico e Angiografia interventistica funzionano col contagocce. Quando ci sono gravi carenze di personale sanitario ulteriormente aggravate dal fatto che oltre 200 sanitari qui in provincia sono rimasti contagiati e dunque assenti per tutta la quarantena, quando non si riescono ad usare a tempo pieno i costosi elettromedicali per esami strumentali quando i sanitari non hanno tempo per fare formazione quando sono sempre più scarsi gli investimenti nella medicina preventiva e nella sanità territoriale .

Veniamo al presidio di Bordighera prima smantellato dalla giunta Burlando grazie all’assessore Montaldo e ora venduto ai privati. A parte le solite dichiarazioni dal sapore preelettorale, ancora oggi ma distanza di un tempo indefinito non si sa se sarà riqualificato da Punto di Primo intervento a Pronto Soccorso con le necessarie dotazioni di reparti previste per legge.

Per concludere ben altre sono le priorità per dare una credibile offerta di salute ai cittadini della nostra provincia. L’opedale Unico a taggia non è una priorità ed è per questo che diciamo un forte e deciso “no” alla costruzione dell’ospedale unico a Taggia e alla chiusura degli ospedali con Pronto Soccorso di Imperia e Sanremo”.

Mauro Manuello, Cittadinanza Attiva

“Penso che le nostre motivazioni ormai siano più che chiare e decise. È circa un anno che noi ci interessiamo a questo problema, lo abbiamo visto in tutti i modi.

Nonostante le 20 mila firme la Regione insite, vanno sparati come un treno ad alta velocità. Non vogliono sentire niente e noi siamo costretti a scendere in strada”.

Avete avuto confronti con la regione, Toti e Viale?

“Noi abbiamo avuto più dei confronti, abbiamo avuto un impegno disatteso. Abbiamo accusato la Viale di tradimento.

Visto le grandi firme sono rimasti stupidi, lo ha detto lei stessa. Non aveva mai visto una raccolta firme su questo tema così.

Aveva promesso di fare una commissione civica partecipata, che tra l’altro è prevista anche dalle direttive europee. Avremmo dovuto incontrarci, in una tavola rotonda aperta, democratica, dove si discuteva.

Lei ha detto di si, ma non lo ha fatto. Quando è venuta a Imperia noi la abbiamo accusata di tradimento su questa cosa. Qui si sono interrotti i rapporti”.

Nel caso si dovesse fare l’ospedale unico, ci sarebbe un punto di incontro? Accettereste l’ospedale se ci fosse una condizione?

“I se sono tantissimi. Quando si parla di pronto soccorso, ci vuole un ospedale dietro, se non c’è non può esistere un vero pronto soccorso.

Facendo questo progetto loro chiuderebbero due pronto soccorso, Sanremo e Imperia. Da Andora vengono sino a Imperia, il bacino sanitario parte da Andora e arriva sino a noi.

Albenga aveva un pronto soccorso, ma lo hanno ridotto a punto di primo intervento.

Loro stanno smantellando il grosso della sanità pubblica. Fare un ospedale unico vuol dire fare una grande caserma dove i ricchi non ci vanno. I ricchi vanno nelle cliniche e noi diventiamo dei soldatini, merce da scaricare in un posto ben più lontano di Imperia e di Sanremo, decentrato in una valle Argentina, in un grande casermone.

Loro hanno barato , falsificato le carte, dicendo che sarà un ospedale di eccellenza. Quando si dice di eccellenza, vuol dire ospedale come il San Martino e Pietra Ligure.

Avendo solo 215 mila abitanti, questa provincia non può avere nulla di più di quello che abbiamo oggi. Falsificano le carte, hanno cercato di imbuonire i cittadini dicendogli che avranno una eccellenza. Verranno primari anche da Montecarlo. Queste cose bisogna smistarle, li siamo alle truffe”.

Imperia: "No all'ospedale unico": conferenza stampa davanti al Comune

Pubblicato da Imperiapost.it su Giovedì 9 luglio 2020

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