Autostrade: no a revoca concessioni. Passo indietro Benetton, Stato pronto a entrare in Aspi

Provincia

No alla revoca delle concessioni e passo indietro dei Benetton nella compagine societaria. Questo l’accordo formalizzato nella notte, al termine di un Consiglio dei Ministri infuocato.

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No alla revoca delle concessioni e passo indietro dei Benetton nella compagine societaria. Questo l’accordo formalizzato nella notte, al termine di un Consiglio dei Ministri infuocato, in merito all’intricata vicenda Autostrade. L’accordo con il Governo prevede l’ingresso in Aspi (Autostrade per l’Italia), acquisendo le quote di Altantia (società del Gruppo Benetton che detiene l’88% delle quote azionarie) di Cassa Depositi e Presti con il 51%, che di fatto renderò la società una public company. Prevista anche una revisione della concessione, in particolar modo per quel che riguarda risarcimenti e tariffe.

Autostrade: no alla revoca della concessione

“Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”.

I punti chiave della transazione

  • misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro;
  • riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162);
  • rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario;
  • aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario;
  • rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge ‘Milleproroghe’;
  • accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.

Punti chiave dell’assetto societario

In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi si sono impegnate a garantire:

  • l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp), attraverso: 1.la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp; 2.l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali;
  • la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi;
  • la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento.

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