Imperia: lavori Rio Oliveto, parlano residenti Costa d’Oneglia. “Rischi per la sicurezza. Si pensi a un senso unico e a rifare asfalti”

Attualità Imperia

I residenti di Costa d’Oneglia replicano alle dichiarazioni del vicesindaco del Comune di Imperia, Giuseppe Fossati.

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“Vista la situazione attuale delle strade di accesso a Oliveto, Panegai e Costa d’Oneglia, verrebbe meno la sicurezza delle oltre mille persone che quotidianamente devono, per lavoro o per raggiungere le proprie abitazioni, procedere in quella direzione“. Lo affermano i residenti di Costa d’Oneglia in risposta alle dichiarazioni del vicesindaco del Comune di Imperia, Giuseppe Fossatiin riferimento alle modalità di esecuzione dei lavori di messa in sicurezza del Rio Oliveto.

Imperia: lavori Rio Oliveto, parlano i residenti

“I lavori sul Rio Oliveto presuppongono l’interruzione della circolazione in Via Felice Musso e ciò implica per forza di cose un attento studio della viabilità alternativa per i mesi durante i quali gli interventi andranno avanti.

Se ciò non accadesse, vista la situazione attuale delle strade di accesso a Oliveto, Panegai e Costa d’Oneglia, verrebbe meno la sicurezza delle oltre mille persone che quotidianamente devono, per lavoro o per raggiungere le proprie abitazioni, procedere in quella direzione. Stiamo parlando, per intenderci, di una strada, quella di santa Maria Maggiore, con un asfalto colabrodo mai sistemato, strettissima, dove sostano veicoli che impediscono il doppio senso e di altre stradine di campagna difficilmente percorribili.

Se l’amministrazione comunale non intende avvalersi della possibilità di richiedere ad Autostrade di utilizzare lo svincolo di Imperia Est, pensi ad un senso unico a salire e a uno a scendere sistemando prima le strade interessate perché la gente a cui si richiede disponibilità al sacrificio e collaborazione nel periodo in cui si svolge l’intervento è disposta al sacrificio e alla collaborazione a patto che si tutelino i diritti fondamentali: in questo momento vi è un reale problema di sicurezza per chiunque debba utilizzare i percorsi in questione.

Per quanto concerne La “protesta del Nimby”: bene fare le opere pubbliche indispensabili ma “Not In My Back Yard” (lett. “Non nel mio cortile”) di cui parla il vice sindaco, pensiamo che il NImby sia in questo senso una vera e propria forma di democrazia diretta e partecipata che si contrappone al concetto di “Pimby”: (lett. please in my backyard) che prevederebbe l’accettazione passiva di qualsiasi iniziativa dell’amministrazione”.

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