Regionali 2020, Liguria: Carlo Carpi si candida dal carcere, ecco lista e programma

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Carpi, lo ricordiamo, è detenuto in carcere da poco più di un anno con l’accusa di aver diffamato un Giudice

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“Si è conclusa la raccolta firme della Lista Carlo Carpi-GRAF, fra mille difficoltà”. Lo dichiara il capolista Gian Piero Buscaglia, tramite una nota stampa, in merito alla candidatura di Carlo Carpi a presidente della Regione Liguria alle prossime elezioni regionali, in programma a settembre.

Carpi, lo ricordiamo, già candidato sindaco di Imperia e Sanremo alle scorse elezioni comunali, è detenuto in carcere da poco più di un anno con l’accusa di aver diffamato un Giudice.

Regionali 2020, Liguria: Carlo Carpi candidato dal carcere,  ecco i nomi e il programma della lista

“Il capolista-factotum Gian Piero Buscaglia non ha ancora ottenuto i colloqui telefonici col proprio Candidato Presidente Carlo Carpi. Siamo dovuti entrare in carcere con un Cancelliere Pubblico Ufficiale per far firmare al Candidato Presidente l’Accettazione di Candidatura.

L’Ufficio Esecuzioni Penali Esterne UEPE ha finalmente preso in carico il detenuto e visitato la sede del Gruppo Radicale di Imperia [Via Dalla Chiesa 27], ma non se n’è più saputo nulla. Solo una sceneggiata: di ‘sto passo le risposte arriveranno per le Regionali del 2025. Malgrado ciò, le firme sono state raccolte e autenticate, i certificati elettorali sono stati ritirati setacciando i Comuni ad uno ad uno. Siamo fra i pochissimi ad aver avuto l’incombenza agostana di raccolta firme, con pochissimi giorni a disposizione, eppure non risultiamo nemmeno nell’elenco delle liste candidate pubblicate dai vari giornali.

Presto faremo un walking around per le vie cittadine o, meglio, all’ombra dei portici: visto che Il Comune di Scajola e Gandolfo [Assessore dal piglio decisionista] ci ha tolto la bacheca immobile, diverremo bacheche mobili, itineranti, e distribuiremo volantini dal titolo “Attenti a quei due” [ricordate i filmetti Tv con Roger Moore e Tony Curtis, con colonna sonora accattivante?] per esporre i punti del nostro programma, assieme ad altre considerazioni.

Eccone un assaggio: Legalità e carceri: siamo dalla parte di chi crede in libertà e democrazia, oggi aggredite da illegalità e manipolazioni, convinti che soltanto lo Stato di Diritto sia garanzia di eguaglianza e sicurezza per tutti i cittadini.

Ambiente: dissesto idrogeologico figlio del dissesto ideologico, parole di Pannella che descrivono la realtà di una regione che ha subito per troppo tempo i soprusi del partito del cemento; urgono interventi di contrasto al dissesto e di manutenzione delle opere esistenti: stop alla grandi opere inutili; occorre ripensare la mobilità pubblica e privata alla luce delle emergenze sanitarie e ambientali.

Innovazione: facciamo appello a volontà e impegno di chi, vivendo nella regione più anziana d’Italia, ne pretende un futuro, sanando squilibri sociali e territoriali, ritardi accumulati nella dotazione di moderne infrastrutture, carenze nei grandi servizi di rete, accresciuta marginalità dei piccoli centri. L’acquiescenza a spinte egoistiche e corporative può solo aggravare il declino; non possiamo permetterci di restar immobili quando sappiamo che nell’attuale economia globalizzata solo l’innovazione può garantire dinamismo e progresso civile; nessun pregiudizio antiscientifico teso a rallentar lo sviluppo della rete 5G, dunque, e difesa del litorale ligure anche con l’applicazione della Bolkestein: più concorrenza nella gestione degli stabilimenti. 

Nel frattempo, ecco i nomi dei nostri quattro Candidati, doverosamente due per genere:

  • Gian Piero Buscaglia, n. Alessandria 11.X.53, segretario dell’Associazione radicale GRAF;
  • Cornelia Matei detta Coca, n. Ploiesti [Romania] 7.08.1975;
  • Carlo Carpi, cittadino detenuto*, n. Genova 8.04.1983, ospite nel carcere di Sanremo Valle Armea;
  • Silvana Caracciolo, n. Imperia 31.12.49, simpatizzate radicale del GRAF e residente a Sanremo.

*per aver diffamato un giudice; secondo Costituzione, la pena ha fini rieducativi, non solo punitivi e intimidatori: ma dopo 13 mesi in cella, non sono stati ancora concessi i domiciliari o lavoro esterno”.

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