Imperia: “Isah scarica su famiglie la propria incapacità”. Sinistra Italiana all’attacco dopo lo sfogo di una mamma

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“Le conseguenze del taglio dei servizi sulla vita delle famiglie e sul benessere degli utenti dell’Isah è come immaginabile molto pesante”.

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“Recentemente abbiamo reso pubblico il primo effetto dell‘avvenuta privatizzazione dell’Isah, ovvero l’attribuzione ai propri amministratori di un bel “bonus” economico che la precedente natura pubblica espressamente vietava.

Dopo i “malus” sulle retribuzioni e sui diritti invece subiti dai dipendenti Isah a causa della privatizzazione, oggi dobbiamo registrare senza esserne sorpresi, quelli per gli utenti dell’istituto e per le loro famiglie”Così Lucio Sardi, esponente di Sinistra in Comune per Imperia e Sinistra Italiana, tramite una nota stampa.

Imperia: privatizzazione Isah, interviene Lucio Sardi

“È uscita infatti in queste ore sui social l’accorata denuncia della madre di un ragazzo utente semi-residenziale dell’Isah, in cui racconta del taglio dell’assistenza fornita dall’Istituto nel periodo successivo al lockdown per il covid.

Il servizio agli utenti semi-residenziali consisteva in passato in un’assistenza che copriva 5 giorni alla settimana per 7 ore giornaliere, tempo indispensabile alle famiglie per l’organizzazione dei propri tempi di vita e di lavoro e necessario per garantire ai ragazzi un sostegno educativo riabilitativo e relazionale.

A seguito dell’adozione delle misure di contenimento alla diffusione del covid la Asl ha previsto per i servizi di assistenza il mantenimento di un rapporto uno a uno tra operatore ed utente per gli utenti semi-residenziali, misura sicuramente comprensibile ma che, per non incidere sui servizi, impone necessariamente la sua riorganizzazione da parte degli enti che forniscono servizi per la disabilità.

Peccato che l’Isah, nonostante la presunta maggiore snellezza organizzativa con cui si era giustificata la contestata operazione di privatizzazione, non abbia saputo agire per evitare di scaricare sulle famiglie la propria incapacità di adeguarsi alle nuove norme di sicurezza.

La nuova regola sanitaria introdotta ha avuto come conseguenza che alle famiglie degli utenti semi-residenziali è oggi garantita da Isah l’assistenza per soli due giorni alla settimana con orari ridotti (quindi meno della metà del passato), e con episodi anche di interruzione del servizio, come è avvenuto per la settimana di ferragosto.

Le conseguenze di questo taglio dei servizi sulla vita delle famiglie e sul benessere degli utenti dell’Isah è come immaginabile molto pesante, come può ad esempio continuare a lavorare un genitore che viene costretto ad assistere il proprio figlio per gran parte della settimana?

La compostezza con cui è stata denunciata pubblicamente dimostra quanto questa vicenda offenda profondamente la dignità di chi si vede negato un diritto fondamentale e non un semplice servizio.

Dignità assolutamente non riconoscibile alla dirigenza di Isah che, gestendo un servizio così delicato, non ha pensato di dover adottare ogni misura necessaria a garantire l’assistenza per la quale riceve peraltro rette pagate dal sistema sanitario pubblico.

Non possiamo neanche immaginare che i dirigenti possano giustificarsi dietro ragioni di equilibri di bilancio dell’ente, soprattutto dopo che si sono appena attribuiti compensi per nulla simbolici.

Un capitolo a parte merita il rapporto tra questa vicenda e la politica, o meglio certa politica. I componenti del consiglio di amministrazione di Isah sono in gran parte di nomina diretta politica, in particolare il presidente è nominato dal sindaco di Imperia, e non sono scelti sulla base di selezioni di competenza tecnica in materia.

È curioso che di fronte a quanto accaduto in Isah in questi mesi mai nessuno dei rappresentanti politici responsabili di queste nomine abbia sentito la necessità di intervenire anche solo per cercare di trovare soluzioni, ma abbia invece coperto i propri nominati per garantirsene forse una utile fedeltà elettorale.

Quanto alla Regione, che con l’assessore Viale ha autorizzato la privatizzazione di Isah nonostante le buoni ragioni contrarie portate nella commissione regionale sanità dai sindacati e da parte delle opposizioni, tra cui in primis il gruppo Regionale Linea Condivisa che ha sostenuto le nostre denunce pubbliche, è inaccettabile che consenta ad un ente convenzionato a cui eroga sostanziose rette per i servizi alla disabilità, di non garantirle di fatto più neanche a livelli minimi.

Forse anche per la giunta regionale del presidente Toti la priorità è elargire bonus ai dirigenti delle Asl riservando meno attenzione agli effetti negativi che le privatizzazioni dei servizi sanitari puntualmente scaricano sulle spalle dei soggetti più deboli”.

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