Imperia: referendum taglio parlamentari, Rifondazione Comunista vota no. “Sbagliato ridurre rappresentanza cittadini in Parlamento”/Foto e Video

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Voteremo no al taglio dei Parlamentari, semplicemente perchè tagliare il numero dei Parlamentari significa tagliare la rappresentanza in Parlamento, ridurre il numero dei rappresentanti dei cittadini”.

Questa la posizione di Rifondazione Comunista che, nella serata di ieri, giovedì 27 agosto, ha organizzato un incontro pubblico con la cittadinanza per spiegare le ragioni del fronte del “no” al prossimo referendum costituzionale sul taglio dei parlamentariPresente all’incontro anche Francesco Pallante,  professore di Diritto Costituzionale all’Università di Torino.

Approvato in via definitiva dalla Camera l’8 ottobre 2019, il testo di legge prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. Si andrà a votare il prossimo 20 e 21 settembre.

Mariano Mij

Rifondazione Comunista voterà no al taglio dei Parlamentari, semplicemente perchè tagliare il numero dei Parlamentari significa tagliare la rappresentanza in Parlamento, ridurre il numero dei rappresentanti dei cittadini.

È un taglio che è stato mascherato dal fatto di far risparmiare allo Stato qualche decina di milioni di euro l’anno. Il risparmio sarà modesto, si poteva benissimo ottenere riducendo lo stipendio ai Parlamentari.

Riducendo lo stipendio avremmo ottenuto lo stesso risparmio ma senza dover ridurre la rappresentanza. Soprattutto per quelle parti politiche che sono meno forti, ma che possono comunque garantire una importante e quanto mai necessaria attività di controllo in questo scenario di pensiero unico, dove le minoranze sono schiacciate”.

Francesco Pallante

Credo che sia necessario che chi propone una riforma costituzionale, poi si assuma l’onere anche di spiegare il perchè vuole cambiare le cose.

In questo caso gli argomenti che vengono portati a favore della riforma costituzionale sono così deboli che davvero non si capisce il perchè la si debba fare.

Si dice che ridurranno i costi della politica, ma è una cifra irrisoria. Meno di 50 milioni di euro all’anno, che equivale allo 0,007% della spesa pubblica italiana.

Si potevano tagliare le indennità parlamentari e ridurle in maniera significativa, più che dimezzarle e si sarebbe ottenuto un risparmio molto maggiore.

Succede che essendo meno i parlamentari, è minore la loro capacità di rappresentare i territori, le posizioni e gli ideali. Questo è un impoverimento democratico per tutti quanti”.

Per la provincia di Imperia cosa potrebbe rappresentare?

“Significa che ci saranno meno rappresentanti di questa regione in Parlamento. Attualmente la Liguria elegge 24 parlamentari del complesso, sono 16 deputati e 8 senatori. Ne eleggerebbe solo più 15, ne perderebbe 9, dieci deputati e 5 senatori. Meno rappresentanti liguri in Parlamento”.