Coronavirus, Liguria: parla Toti. “Bimbo malato a scuola? Ecco il protocollo. 14 settembre in classe”/video

Attualità Coronavirus

Confermata la riapertura delle scuole il 14 settembre.

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Conferenza stampa, questa mattina, del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, affiancato da Walter Locatelli, commissario straordinario di Alisa, per un aggiornamento sull’epidemia di Covid e sulla prossima riapertura delle scuole.

Coronavirus, Liguria: Toti su Covid e ritorno a scuola

“Abbiamo appena finito una riunione con gli assessorati a istruzione e sanità, Alisa, il direttore generale del Gaslini e i direttori generali delle Asl. Obiettivo la definizione di  protocolli sanitari medici in vista della riapertura delle scuole, fissata per il 14 settembre, salvo diverse disposizioni governative”.

Riapertura scuole il 14 settembre, no a rinvii

“Ogni ulteriore rinvio della riapertura sarebbe dannoso per i ragazzi, che perderebbero giornate di studio, e per le famiglie, che dovrebbero gestire ulteriore ritardi, e rappresenterebbe un’informazione atta a creare panico ingiustificato. Indirizzo della Regione Liguria è aprire le scuole il giorno 14. Stiamo lavorando per dare applicazione al protocollo di trattamento di eventuali casi Covid all’interno della scuola (approvato congiuntamente dai Ministeri competenti e dalla Conferenza dei Governatori), mentre venerdì incontrerò la ‘cabina di regia’ per il trasporto pubblico locale per dare applicazione a quell’80% di capacità di carico prevista dai nostri mezzi e l’eventuale aumento dei trasporti scuolabus a carico dei Comuni che la Regione è disponibile a finanziare in questa fase”.

Dal punto di vista medico sarà l’hub del ‘Gaslini’ a coordinare le operazioni sul territorio, insieme agli uffici di prevenzione, ad Alisa e alle direzioni generali delle Asl.

Stiamo lavorando per andare oltre il protocollo nazionale previsto, per dare una puntuale informazione e assistenza alle famiglie. Stiamo lavorando sulla velocità di screening, i tamponi per intenderci, agli eventuali casi presenti negli istituti, per dare informazioni precise, nel più breve tempo possibile, sia alle famiglie, sia ai compagni di classe, che sono l’insieme definito delle profilassi dal protocollo nazionale. Verrà istituito un call center per dare più informazioni possibili”.

Il ritorno a scuola

“Nei primi giorni della scuola e, quindi, in accompagnamento per tutto il periodo necessario, la Regione sarà disponibile a dare il miglior supporto sanitario, ovvero capacità di screeening dei casi, protocollo e terapie di intervento e di cura, ma su questo l’eccellenza del Gaslini ci lascia tranquilli. La Regione lavorerà anche sull’informazione delle famiglie, che devono essere puntualmente seguite, sui rapporti con il mondo della scuola e con i direttori scolastici.

In questi giorni il dott. Locatelli incontrerà medici di famiglia, pediatri, tutto un mondo abbastanza complesso che si rivolge alle operazioni che andremo a svolgere da qui a due settimane.

Nei primi giorni della prossima settimana presenteremo l’architettura del nostro sistema, perché dobbiamo attrezzarci al meglio nel caso in cui si presentino casi Covid nella scuola. E’ chiaro che avremo a che fare con casi di positività e che avremo a che fare con pazienti fragili.

Siamo convinti che un grande Paese come il nostro non possa rinunciare a una data importante come la riapertura delle scuole, tenuto presente che nel resto dell’Europa le scuole hanno riaperto. Una data che dobbiamo rispettare per rispettare gli impegni che abbiamo preso con le famiglie.

Se il Governo chiedesse di posticipare la data di inizio delle scuole io, come faccio sempre, ascolterei. Per quanto mi è dato sapere dai contatti con i principali Governatori del centro-nord Italia, c’è unanime convinzione sia opportuno tenere la data del 14.

Test sierologici agli insegnanti

I test sierologici vengono fatti ai docenti dai medici di medicina generale in base ad un accordo fatto con il Governo. Come Regione abbiamo dato disponibilità di supporto ai medici.

Sono circa 3.750 i lavoratori della scuola in Liguria che, in questi giorni, hanno effettuato il test sierologico volontario e gratuito, in vista della ripresa dell’anno scolastico. Si tratta del 15% del totale di circa 25.000 lavoratori”.

Bambino positivo al Covid: ecco cosa accade

La misurazione della temperatura è a carico delle famiglie, con una sorta di autocertificazione. Se il bambino ha una temperatura superiore a 37.5 non deve essere portato a scuola. La famiglia si deve rivolgere al proprio medico che richiede ad Asl intervento.

Ove si verificasse un caso di malessere a scuola, il bambino verrà isolato,avvertita la famiglia e il proprio medico. Poi stiamo lavorando perché nelle ore successive quel piccolo paziente possa avere prima il test rapido per capire se si tratta di un caso di Covid, poi il test definitivo e poi la procedura di isolamento domestica, se sta bene, oppure ricovero se ne avesse bisogno.  Poi l’avviso ai compagni di classe di isolamento e di eventuale screening.

Se alle 10 del mattino scopri che bimbo Giovanni sta male, gli fai il tampone. Nel giro di qualche ora confermi che è un caso di Covid, avvisi le famiglie dei compagni di classe che devono tenere protetti i loro bimbi che sono stati in contatto con Giovanni. Da quel momento dobbiamo stabilire con quale procedura muoverci, quella nazionale prevede 14 giorni di isolamento prima del ritorno in classe. Io vorrei qualcosa di più tranquillizzante per le famiglie, tenuto presente che se anche il giorno stesso facessimo i tamponi a tutti i bambini compagni di scuola probabilmente non si raggiungerà alcun obiettivo perché la positività si manifesterà nei giorni successivi. Molto probabilmente, dunque, cinque giorni di isolamento per poi iniziare una campionatura”.

https://www.facebook.com/giovatoti/videos/1778171492332639/

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