PORTO DI IMPERIA – CAPACCI: “LAVORIAMO GIORNO E NOTTE PER GESTIRE IL PORTO IN HOUSE”. IL RICORSO? “SOLO SE C’È L’ACCORDO CON LE BANCHE”

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Imperia – “Stiamo verificando la fattibilità e la sostenibilità economica della gestione del porto di Imperia in quanto siamo intenzionati a gestirlo in “house” (direttamente, ndr)”. Con queste parole il sindaco di Imperia Carlo Capacci annuncia ufficialmente la strada maestra, probabilmente anche l’unica,  che il Comune ha intenzione di seguire per scongiurare la chiusura del porto turistico di Imperia dopo il fallimento della Porto di Imperia S.p.A. amministrata da Giuseppe Argirò. Il primo cittadino, questa mattina in diretta su Rai tre,  ha svelato il piano del Comune di Imperia per la gestione del porto turistico che dal prossimo 30 giugno dovrà essere affidato ad un soggetto che non sia la Porto di Imperia S.p.A. dichiarata fallita dal tribunale di Imperia. Capacci, a microfoni spenti, ha parlato della possibilità di affidare lo scalo all’Imperia Yacht e che quest’ultima potrebbe cambiare nome. Il passaggio delle consegne, comunque, non potrà avvenire dopo il 15 luglio, infatti sembra che il tribunale sia irremovibile sulla tempistica e che avrebbe concesso soltanto due settimane di tempo in più al comune per organizzarsi. Per la gestione della “nuova” società che andrà a gestire il porto sono due le professionalità di cui si parla: un avvocato e un ex appartenente alle forze dell’ordine. 

Sulla possibilità di aderire al ricorso annunciato dai legali di Gianfranco Carli (socio di maggioranza di Imperia Sviluppo che possiede il 33% delle azioni della Porto di Imperia S.p.A.) contro il fallimento della società della Porto Spa, il sindaco è lapidario: “Dovremo valutare se è basato su elementi oggettivi, soltanto se venisse fuori l’accordo con le banche, che ritengo le maggiori responsabili di questa situazione, potremo valutare di partecipare al ricorso”.

Presenti anche Gianni Cozzolino (Appi) e Fernando Zucconi (Assoporto): “L’obiettivo dal momento della costituzione dell’associazione – ha detto Cozzolino – è quello di difendere gli interesse di quelli che hanno investito nel porto. Oggi il rischio che qualcuno ci fa ventilare è quello che possa essere tutto perduto, questo sarebbe un grosso danno per noi e sarebbe inaccettabile”

Noi – ha detto Zucconi  – abbiamo sostenuto la Porto di Imperia nella speranza che il dott. Argirò risolvesse il problema ma questo non è avvenuto e adesso siamo nella condizione che dobbiamo decidere cosa fare e ovviamente sappiamo che noi non abbiamo nessuna responsabilità. Noi rischiamo di perdere la struttura che abbiamo pagato profumatamente. Attendiamo fiduciosi la proposta del Comune ma abbiamo chiaro in mente quali siano i nostri diritti”. 

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