Regionali 2020, Imperia: Lucio Sardi (Linea Condivisa) boccia lo slogan “Cambiamo”. “perso il senso del significato delle parole”

Imperia Politica Regionali 2020

Queste le parole di Lucio Sardi, candidato della lista “Linea Condivisa-Sinistra per Sansa” , alle prossime elezioni regionali in Liguria. 

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“Due dei più autorevoli candidati del centro destra imperiese nella loro comunicazione elettorale utilizzano spesso il termine “cambiamo” Queste le parole di Lucio Sardi, candidato della lista “Linea Condivisa-Sinistra per Sansa” , alle prossime elezioni regionali in Liguria.

Marco Scajola lo esibisce nel simbolo della lista del movimento di Toti in cui è candidato e Luigi Sappa, in un’intervista ad un giornale locale, ha legato la sua candidatura alla necessità del “cambiamento”.

Ad osservarli entrambi viene in mente un film di Nanni Moretti, in cui il protagonista si infuriava per il fatto che in politica, e non solo, si sia perso il senso del significato delle parole, ormai utilizzate con formule vuote e senza rispettarle per quello che effettivamente esprimono.

Cambiare, in politica, significa modificare lo stato esistente delle cose, proporre pratiche innovative, portare nuove idee e magari anche rinnovare il personale politico che è tenuto a rappresentare degnamente tale cambiamento.

Analizzando però il grado di cambiamento che queste le due candidature sopra citate rappresentano, sorge qualche dubbio sulla credibilità del loro messaggio.

Sappa è stato il sindaco del modello di Imperia come città turistica grazie al “porto più bello del mediterraneo”, che a suo dire avrebbe dovuto dare occasioni di lavoro alla città che invece si trova oggi in grave crisi e senza prospettive per i giovani, proprio a causa del fallimento di quel modello di sviluppo. Sappa è stato anche il presidente della Provincia che avviò il sistema idrico integrato provinciale, affidando la guida della società Rivieracqua a chi l’ha portata quasi al fallimento.

È stato, ed è ancora, il più fedele esecutore delle operazioni politiche di Claudio Scajola, il padrone incontrastato del centro destra imperiese, a cui dobbiamo molta “riconoscenza” per il declino vissuto dalla nostra provincia negli ultimi 20 anni.

Quale senso e credibilità abbia la sua dichiarazione di qualche giorno fa “il popolo usato come un taxi per il potere” – riportata da un giornale locale – è oggettivamente misterioso.

Marco Scajola, a dispetto della più giovane età, ha comunque un lungo curriculum come assessore comunale proprio delle giunte Sappa, con cui può condividere i “successi” raggiunti per la città, ma è stato soprattutto autorevole componente della giunta Toti come assessore all’urbanistica. Nel suo ruolo da assessore regionale si è contraddistinto per la versione della legge regionale sul “piano casa” più permissiva d’Italia nel consentire di incrementare ancora le costruzioni in una regione soffocata dal cemento.

Quale componente della giunta Toti è anche responsabile della gestione della sanità ligure e imperiese di questi ultimi cinque anni. Lo si ricorda quando, all’opposizione della giunta Burlando, raccoglieva le firme contro il centro nascite unico provinciale, per poi curiosamente sostenere, una volta andato al governo con Toti, il progetto dell’ospedale unico.

Considerato il suo curriculum politico e il fatto che è stato al governo della regione negli ultimi cinque anni, risulta quindi anche per lui difficile cogliere il senso della parola “cambiamo” che dà il nome alla sua lista.

Questa regione ha urgente necessità di cambiare le politiche sanitarie ricostruendo una rete territoriale che garantisca accessibilità e tempestività dei servizi sanitari e non certo di un ospedale unico provinciale.

Ha bisogno di ricostruire il servizio di trasporto pubblico locale ridotto ormai ai minimi termini dalle politiche dei tagli ai servizi pubblici.

Ha bisogno di cambiare le politiche di sostegno all’occupazione, soprattutto giovanile, in grado di arrestare l’emigrazione dei giovani liguri.

Ha bisogno di cambiare le politiche di difesa e promozione dell’ambiente con investimenti per prevenire i danni derivanti dal dissesto idrogeologico e di investire nei parchi regionali, vero volano per il turismo del futuro, invece che ridurli come ha fatto la giunta Toti.

Ha bisogno di cambiare le politiche sulle infrastrutture anche con un consistente piano di manutenzione della viabilità dell’entroterra ormai al collasso.

Ha bisogno di cambiare le politiche di investimenti per l’innovazione, partendo dal garantire in tutto il territorio della regione l’accesso alla connettività con la banda larga, infrastruttura fondamentale per attrarre anche nell’entroterra ligure aziende, professionisti e nuovi residenti che possano ripopolarlo.

Per questo pensiamo che un’ipotesi reale di cambiamento sia credibile solo sostenendo l’unica proposta alternativa a quella di Toti-Sappa-Scajola.

Il cambiamento è spesso l’occasione per rimettere in moto energie ed opportunità anche inaspettate, una regione in crisi come la nostra non dovrebbe perdere l’occasione di dare fiducia alla candidatura di Ferruccio Sansa alla presidenza della regione, con il voto alla lista Linea Condivisa – Sinistra per Sansa”.

 

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