Covid, Imperia: ai Sognatori cena alle 5 del mattino. “Non è una protesta, ma un atto di resistenza”/Video

Coronavirus Cultura e manifestazioni

L’iniziativa del ristorante di Borgo Foce.

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Una cena alle 5 del mattino. È l’iniziativa del ristorante “I Sognatori” di Borgo Foce per lanciare un “messaggio di resistenza”, come spiega il titolare Paolo Pasqualino, in questo duro periodo per tutti.

Coronavirus, Imperia: DPCM, ai Sognatori la cena alle 5 del mattino

L’ultimo DPCM del 25 ottobre, introdotto per contrastare la seconda ondata di contagio da Coronavirus, ha imposto la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, con le conseguenti drammatiche conseguenze per le attività.

Trovandosi impossibilitati a lavorare nell‘orario consueto, quindi, lo staff dei Sognatori, prendendo ispirazione da iniziative simili che si sono verificate in Italia, prima tra tutte a Mestre lo scorso 27 ottobre, ha deciso di realizzare una cena alle 5 del mattino, prevista per domenica 15 novembre (se, nel frattempo, non subentreranno nuove misure).

La finalità, come spiegato dal titolare Paolo Pasqualino, non è quella di protestare contro le disposizioni del DPCM, bensì quella di lanciare un “messaggio di resistenza contro alla difficoltà, alla bruttezza di questo periodo”.

Paolo Pasqualino

“Stiamo guardando quello che accade e stiamo cercando di reagire di conseguenza.

Questa iniziativa è già stata messa in atto a Venezia, forse anche a Verona. Abbiamo sentito anche dei nostri clienti che forse anche in Francia o da altre parti stanno reagendo in modo creativo a questo momento difficile.

Il nostro pensiero non è quello di compiere un atto di protesta, più una azione di resistenza alla difficoltà, alla bruttezza, al doversi fermare.

Io e i miei ragazzi stiamo lavorando molto insieme come squadra qui ai Sognatori. Cerchiamo di fare quello che sappiamo fare, invitare le persone a vivere belle esperienze da noi.

Il nostro lavoro non è sicuramente quello di trovare soluzioni, purtroppo, al problema più generale. Pensiamo che le azioni di protesta siano forse da compiere in ambiti più privati, legati a quello che ognuno di noi porta avanti poi nel proprio quotidiano anche fuori da qui.

Noi siamo un ristorante, siamo un locale e facciamo vivere belle esperienze attraverso il potersi riunire per mangiare e bere qualcosa e avere dei momenti di convivialità.

La nostra idea è quella di trovare la bellezza anche in questo momento difficile. Pensavamo ad una cena anche con la luce, il ritrovarsi al lume di candela, seduti, con tutte le distanze e il tentativo di tenere le regole così come ci sono state imposte, potesse essere un modo bello per andare avanti.

La vita in questo momento è talmente strana, abbiamo pensato che fare una cena strana non sconvolgerà la vita di tutti noi più di quanto non sia già stata sconvolta dalla situazione generale”.

Vi aspettavate di nuovo tornare in questa situazione?

“Noi abbiamo riaperto dopo la chiusura di 87 giorni, cosa che il nostro ristorante non abbia mai fatto, così come altre attività.

Abbiamo riaperto l’1 giugno e abbiamo provato a vedere che cosa sarebbe stato necessario fare e abbiamo parlato di tempi lunghi. questa situazione ci accompagnerà per un anno, almeno. Non pensavamo che si sarebbe risolta così nel breve periodo.

Non siamo degli analisti, non siamo politici, siamo un ristoratore e una squadra di collaboratori che sta veramente dando il massimo. Non sta a noi adesso fare previsioni e analisti.

Di sicuro io credo che fino a quando non ci sarà di nuovo il bel tempo, sino a Pasqua, presumo che ci saranno problemi e restrizioni. Quali saranno io non lo so dire.

Cercheremo di reagire al nostro meglio, stiamo pensando di mettere in atto delle possibilità che diano a tutte le persone che vogliono venire a trovarci, di farlo in sicurezza e tenendo le precauzioni che sono necessarie.

Ci siamo detti perchè non fare qualcosa che dia un po’ di nuovo il sapore alle persone di ritrovarsi in modo piacevole e gradevole.

Fare una cena alle 5 del mattino è sicuramente strano, ma non sarà più strano di quello che la nostra vita ci sta chiedendo ormai da lungo e secondo noi ci chiederà sino a Pasqua o l’estate prossima. Chi lo sa?”

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