Processo “Breakfast”: dopo la condanna in Tribunale a Reggio Calabria, Claudio Scajola ricorre in Appello

Giudiziaria Imperia

Il ricorso in Appello dopo la sentenza di condanna a due anni di carcere (pena sospesa).

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Dopo la condanna in Tribunale a Reggio Calabria, l’ex Ministro e attuale Sindaco di Imperia Claudio Scajola, ha presentato ricorso alla Corte d’Appello, nell’ambito del processo Breakfast.

Nel dettaglio, il processo ha visto, in Tribunale a Reggio Calabria, la condanna di Scajola a due anni di carcere (pena sospesa) per procurata inosservanza della pena, per aver favorito la latitanza dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, a sua volta condannato a tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Processo “Breakfast”: Claudio Scajola presenta ricorso in Appello contro condanna

Lo scorso gennaio il Tribunale di Reggio Calabria ha condannato il Sindaco di Imperia Claudio Scajola a due anni di carcere (pena sospesa) per procurata inosservanza della pena.

Oltre a Scajola, è stata condannata anche l’ex moglie di Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, con la stessa accusa. Per la donna il Tribunale ha pronunciato la condanna a un anno di carcere, pena sospesa.

Il Pm per Scajola aveva chiesto 4 anni e 6 mesi di carcere, mentre per la Rizzo, accusata anche di intestazione fittizia di beni, il Pm aveva chiesto 11 anni e 6 mesi di carcere.

Per quanto concerne il reato di intestazione fittizia di beni, Chiara Rizzo, Maria Grazia Fiordalisi e Martino Politi, gli ultimi due collaboratori di Matacena (il Pm aveva chiesto 7 anni e 6 mesi di carcere), sono stati assolti perché “il fatto non costituisce reato”.

I legali dell’ex Ministro hanno quindi impugnato la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria.

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