Imperia: Covid e crisi economica, parla direttore Confindustria. “Bonus per monopattini elettrici? Aiutano industrie cinesi, non le nostre” / Video

Attualità Coronavirus Imperia

Spiega Paolo Della Pietra: «L’economia attraversa un momento davvero complicato e 4 Dpcm nel giro di due settimane non aiutano certo a fare chiarezza. I nostri imprenditori ci chiamano spesso, anche perché confusi sulle normative da applicare

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Il direttore di Confindustria Imperia, Paolo Della Pietra ai microfoni di ImperiasPost Tv ha fatto il punto sulla situazione economica del Ponente, alla luce degli sviluppi negativi della crisi legata al Coronavirus. Della Pietra ha evidenziato anche la differente reazione di settori economici quali quello turistico e quello agroalimentare.

«Bonus per i monopattini elettrici? Servono per aiutare le industrie cinesi, non le nostre»

Spiega Paolo Della Pietra: «L’economia attraversa un momento davvero complicato e 4 Dpcm nel giro di due settimane non aiutano certo a fare chiarezza. I nostri imprenditori ci chiamano spesso, anche perché confusi sulle normative da applicare. Riteniamo che questo Governo, dal punto di vista economico, avrebbe potuto fare sicuramente di più. Alcuni utilizzi di fondi sono stati ben spesi, per esempio, per l’export, mentre altri no. Ad esempio, destinare 280 milioni di euro per l’acquisto di monopattini elettrici fatti al 95% in Cina, significa sostenere l’industria cinese e non la nostra».

Nell’imperiese, bene l’agroalimentare e molto male il turismo. Serve sostegno anche per l’export. «Ma le imprese non si arrendono mai»

Della Pietra analizza anche la situazione del territorio imperiese e sottolinea: «Per quanto riguarda la nostra provincia, abbiamo una profonda spaccatura tra imprese che stanno andando meglio del previsto, come il settore agroalimentare, che ha raggiunto oltre il 10% di crescita. Questo si contrappone al turismo, settore, invece completamente a terra. Ci troviamo ora di fronte alla chiusura pressoché totale e le casse integrazioni le abbiamo fatte, ma non servono a vivere. Servono invece prospettive di lavoro e incentivi per le assunzioni. Alcune misure come ‘Garanzia giovani’, sono servite a poco e auspichiamo un rinnovo di questo settore e una maggiore attenzione all’export, fondamentale per quando ci sarà la ripresa dei consumi. L’export dovrà essere assolutamente sostenuto e incentivato. Noi finora abbiamo portato, attraverso dei bandi, quasi 13 milioni di euro, ed è il segnale che abbiamo imprese che vogliono andare avanti e vogliono crescere, perché le imprese non si arrendono mai, anche quando le situazioni generali non sono a loro favorevoli».  


di Andrea Pomati – Ornella Forte

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