Striscia la Notizia a Lucinasco, il paese delle olive: la storia di Cristina e Adriano. “Questa è l’Italia della qualità”/Video

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Ha fatto tappa a Lucinasco il programma tv Striscia La Notizia, con la rubrica “Paesi e Paesaggi” a cura di Davide Rampello.

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Ha fatto tappa a Lucinasco il programma tv Striscia La Notizia, con la rubrica “Paesi e Paesaggi” a cura di Davide Rampello. L’inviato del tg satirico targato Mediaset, in onda su Canale 5, ha raccontato in particolare la storia di Cristina Armato e della sua azienda olivicola.

Striscia La Notizia a Lucinasco

Oggi siamo in Liguria, sul colle, tra gli ulivi. Lucinasco. Il paesaggio? L’alta Valle del Torrente Impero. Ci troviamo a 18 km da Imperia. Decine di migliaia di olivi a oltre 500 metri di altezza, tutti cultivar taggiasca. Fasce di terra e muretti a secco, piante secolari che guardano il mare protette dalla montagna. Lucinasco è il paese dell’olivo.

La duecentesca chiesa di Santo Stefano era l’antica parrocchiale. Pietra grezza che si specchia nell’acqua ferma del lago. Il Santuario della Maddalena è più distante, un luogo dello spirito lontano dagli uomini, immerso in un bosco di querci e castagni dalla fine del ‘400. Architettura mistica, potente come la natura che la circonda.

Qui mi sento come a casa. Questo paesaggio fa da sfondo alla storia di Cristina, una signora dell’olio che ha alle spalle cinque generazioni di vita e lavoro contadino. Il legame con i suoi olivi è indissolubile. Queste piante l’hanno vista crescere, lei non le ha abbandonate. Con il marito Adriano lavora otto ettari di terra e tremila olivi. Tutto in famiglia, tutto a mano. 

C’è anche un campo vocato. Il prao di Conti, memoria storica della famiglia. Dalle olive di questo terreno nasce un olio extravergine di oliva cru. Tra le fasce, i tipici terrazzamenti liguri, la raccolta è manuale. Si stendono le reti e si lavora con delicatezza sui rami, per favorire il distacco dei frutti. Un procedimento che si prolunga nel corso della stagione, seguendo la naturale maturazione delle olive. Ogni giorno il raccolto viene lavorato, guai a lasciare le olive sulle reti. 

I profumi delicatissimi della taggiasca sono preziosi. Per non disperderli il passaggio dalla pianta al frantoio deve essere rapidissimo e la spremitura a freddo delicata e attenta. Le olive in salamoia di Cristina sono denocciolate a mano, a una a una, e nel paté vengono addirittura spellate. Artigiani come Cristina e Adriano sono beni culturali viventi. L’interpretazione moderna di una vita contadina che difendono come un bene prezioso. Questa è l’Italia della qualità.

Venite a Lucinasco, nell’entroterra di Imperia, ma non come turisti, come ospiti”.

 

 

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