Imperia al centro di un’operazione nazionale della Polizia, che ha sgominato una banda che si occupava di trasferire i migranti in Europa/Foto e Video

Cronaca

A seguito delle perquisizioni, è stato sequestrato ingente materiale, tra cui 17 telefoni cellulari, principale strumento utilizzato dagli indagati per l’espletamento delle attività illecite, 4 computer portatili, documenti vari e circa 25.000 euro in contanti

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La Polizia di Stato ha portato a termine una vasta operazione su scala nazionale, che ha portato all’arresto di 19 persone appartenenti a una banda di trafficanti di esseri umani, che si occupava di trasferire i migranti nei vari Paesi europei. Gli arrestati operavano tra Bari, Siracusa, Imperia (in particolare Ventimiglia), Torino e Milano, con una rete estesa su tutto il territorio nazionale. All’operazione, condotta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, hanno partecipato le Squadre mobili delle città interessate, fra cui anche quella della Questura di Imperia diretta da Giovanni Franco e lo Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato.

L’imperiese territorio strategico per il traffico di esseri umani, a causa della presenza del confine con la Francia

La banda sgominata è considerata un anello importante del traffico di esseri umani provenienti dall’Africa e dalla rotta orientale. I migranti provenivano in particolare dall’Afghanistan, dall’Iran, dal Pakistan e giungevano in Italia passando attraverso la Turchia e la Grecia, lo riporta. L’organizzazione criminale si occupava di smistarli in Europa, attraverso la Francia e da questo punto di vista la provincia di Imperia risulta strategica per la presenza del confine.

I 19 arrestati sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini,  avviate nel 2018 dall’analisi di 10 sbarchi avvenuti nella Provincia di Siracusa, tutti con migranti provenienti dalla rotta del Mediterraneo Orientale, ovvero dalla Turchia o dalla Grecia,  e poi proseguite anche con attività tecniche,  hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di un sodalizio criminale composto da curdo-iracheni, afgani ed italiani, che, previo compenso in denaro, favoriva sia l’ingresso illegale in Italia e poi in altri Paesi Europei di migranti sia, talvolta, la regolarizzazione sul territorio nazionale di numerosi cittadini stranieri privi dei requisiti di legge, falsificando contratti di lavoro ed altra documentazione necessaria all’ottenimento del permesso di soggiorno.

Un vero e proprio “network” criminale formato da gruppi indipendenti, ma collegati fra loro. A Ventimiglia uno dei punti di riferimento

L’inchiesta ha consentito inoltre di svelare come l’organizzazione criminale, strutturata come vero e proprio network di gruppi indipendenti tra di loro ma tutti collegati alla centrale sita in territorio estero, operasse attraverso ramificazioni attive nelle città di Bari, Torino, Milano e Ventimiglia . In particolare:

  • il gruppo operante a Bari si occupava di fornire accoglienza ai migranti presso il domicilio di sodali al gruppo, ovvero presso abitazioni messe a disposizione da titolari di agenzie immobiliari, nonché di fornire documenti giustificativi per il rilascio dei permessi di soggiorno agli stessi migranti giunti in Italia e per il rinnovo di quello già in possesso di altri soggetti stranieri già presenti sul territorio europeo. Dalla città pugliese, i migranti venivano indirizzati verso le città di Torino e Milano per essere successivamente indirizzati a Ventimiglia, ove operava l’altro gruppo più nutrito;
  • a Ventimiglia, il gruppo criminale, composto totalmente da cittadini stranieri di nazionalità pakistana e afghana, si occupava di raccogliere e trasportare nottetempo i migranti in Francia, mediante l’utilizzo di veicoli e, una volta raggiunta la destinazione finale, di segnalare la circostanza per ottenere il pagamento pattuito da parte delle famiglie dei migranti. Nel corso dell’operazione, un ulteriore soggetto, strettamente connesso al sodalizio criminale, a carico del quale sono emersi gravi indizi di colpevolezza, è stato sottoposto a misura restrittiva mentre era in procinto di effettuare un trasporto di migranti dalla stazione ferroviaria di Ventimiglia verso la Francia.

A ogni migrante facevano pagare 6 mila euro per finanziare il viaggio della speranza. Mille dollari il cachet degli scafisti per ogni traversata

A seguito delle perquisizioni, è stato sequestrato ingente materiale, tra cui 17 telefoni cellulari, principale strumento utilizzato dagli indagati per l’espletamento delle attività illecite, 4 computer portatili, documenti vari e circa 25.000 euro in contanti. L’inchiesta ha smantellato un pericoloso cartello di facilitatori considerato un necessario anello di congiunzione con gruppi criminali attivi in Turchia e Grecia che, a loro volta, agevolavano i migranti nel percorso verso la meta privilegiata (Francia e nord Europa) a fronte del pagamento di ingenti somme di denaro (circa 6 mila euro a migrante, per l’intero viaggio attraverso l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e l’Italia). Il denaro corrisposto dalle famiglie dei migranti veniva accantonato in punti di raccolta in Turchia e poi versato al momento dell’arrivo del migrante nel Paese previsto, o attraverso sistemi di money transfer oppure con un meccanismo simile all’hawala come già verificato nel contrasto alle organizzazioni criminali nigeriane di tipo cultista. L’intero network criminale aveva ampia disponibilità di denaro utile ad acquistare imbarcazioni, generalmente a vela, rubate o noleggiate, e a reclutare skipper in grado di pilotare le imbarcazioni verso la costa della provincia di Siracusa. Gli scafisti venivano remunerati con una somma pari a circa 1000 dollari per ogni traversata.

L’ufficio del Gip di Imperia e Bari ha già provveduto ad emettere ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei soggetti sottoposti alla notifica del fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Catania.

 

 

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