Imperia: Asl 1 pronta a licenziare 30 OSS, scatta la protesta. “Abbiamo combattuto l’emergenza Covid e ora ci lasciano a casa per risparmiare. Che amarezza”/ Foto e video

Attualità Imperia

La protesta davanti alla Prefettura di Imperia.

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Verremo rimpiazzati con del personale, assunto con fondi Covid, che farà risparmiare l’ASL. Grande amarezza, specialmente dopo i duri mesi che abbiamo affrontato. Tanti di noi si sono anche ammalati di Covid e siamo stati lontani dai nostri cari per mesi“. Così affermano le OO.SS. nel corso della manifestazione organizzata davanti all’ingresso della Prefettura di Imperia per esprimere la propria preoccupazione per la notizia che vedrebbe l’ASL 1 imperiese intenzionata a non rinnovare gli circa contratti a tempo determinato di dipendenti con qualifica di Oss in scadenza il 31 dicembre 2020.

Presenti le sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Liguria Uil Fpl Ponente ligure, i cui delegati sono stati ricevuti dal Viceprefetto Maurizio Gatto, per chiedere il rinnovo di tutto il personale con qualifica O.s.s. in scadenza al 31/12/2020 oltre a un’altra serie di richieste inerenti alla problematica.

Ecco le richieste presentate dalle OO.SS al Prefetto:

1) l’adozione di misure volte a prorogare i requisiti previsti relativi alle procedure di stabilizzazione e garantire proroghe dei contratti e percorsi di stabilizzazione per tutti i precari delle amministrazioni pubbliche;

2) la revoca del DM 19.10.20, emanato dal ministro della pubblica amministrazione, con cui si limitano e si ledono diritti e tutele fondamentali dei lavoratori e si riducono le prerogative sindacali contravvenendo al sistema di relazioni sancito dai contratti collettivi;

3) la posta a bilancio delle Risorse finanziarie atte a garantire:

A) la sicurezza dei lavoratori e degli utenti;

B) una maggiore efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi resi ai cittadini;

C) il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dei comparti c delle aree delle Funzioni Centrali, delle Funzioni locali e della Sanità per recuperare le quote salariali perse nel blocco contrattuale precedente;

D) il consolidamento in busta paga dell’elemento perequativo previsto nei CC CC L 2016/2018;

E) l’incremento dei fondi per la contrattazione integrativa;

F) l’aggiornamento del sistema indennitario mediante la rimozione dei vincoli esistenti.

Protesta OSS

Stiamo protestando perchè il 31/12 ci scade il contatto. Ne eravamo a conoscenza, ma verremmo sostituiti da dell’altro personale che ha fatto un semplice avviso pubblico per titoli per il Covid.

Che sia un risparmio da parte dell’Asl non lo si è capito, noi verremmo sostituiti da un personale che in questo momento non è formato da corsi che noi abbiamo fatto. Noi siamo pre-covid, ci siamo ritrovati a marzo dentro una emergenza.

L’Asl ci ha formato, ma adesso niente. Adesso siamo a piedi, il 31/12 saremo sostituiti da altro personale non formato.

Siamo qua per avere un rinnovo in attesa del concorso. Noi eravamo assunti poi in attesa di un concorso”.

Quando sarà il concorso?

È bloccato, del concorso per la Liguria non si sa nulla. La domanda è stata fatta nel dicembre del 2019, la graduatoria è uscita a settembre.

L’amarezza più grande non è che scade il contratto e non venga rinnovato, sappiamo bene che il nostro contratto è da precari. Ce lo potremmo anche aspettare. Nel nostro contratto, però, all’inizio garantiva una certa tranquillità, c’era scritto che sarebbe stato rinnovato sino all’ingresso dei tempi indeterminati. Questo faceva capire che saremmo stati rimpiazzati nel momento in cui ci fosse stato un regolare concorso e sarebbero entrati gli operatori a tempo indeterminato.

In realtà non è stato così. Ci hanno lasciato a casa, perchè si attinge da una graduatoria che sembra essere meno onerosa di quello che possiamo costare noi. Dopo due pandemie fatte l’amarezza è tanta”.

Com’è possibile, specialmente in un momento come questo, che la gente viene lasciata a casa?

“Veniamo rimpiazzati con dei tempi determinati non rinnovabili, anche a noi era stato proposto di partecipare a questo avviso, ma ovviamente avendo un contratto rinnovabile non abbiamo ritenuta opportuna la cosa.

Rimanere senza lavoro in un momento del genere non è semplice. Sicuramente anche la parte della riconoscenza è sentita”.

Qual è la vostra richiesta?

“Noi vorremmo continuare a lavorare almeno sino all’espletamento del concorso, dove giustamente si deciderà chi ha le carte per poter continuare e chi no. Non essere scartati così. Non ha molto senso.

Noi avemmo piacere di continuare il rapporto con l’Asl, tanti di noi si sono anche ammalati di Covid, siamo stati lontani anche dai nostri cari. Io personalmente ho i genitori anziani, così come tanti di noi, e li abbiamo visti pochissimo.

C’è mancanza di riconoscenza?

“Io personalmente mi sono fatta un mese a casa in malattia Covid così come tanti di noi. Diciamo che quello che è successo dopo questo sacrificio è amareggiante”.

Alessandro Petrini – Cgil

“Rivendichiamo il fatto che manca del personale. La questione è che questi contratti vengono lasciati terminare in questo periodo di emergenza, ci sembra assurdo.

Abbiamo bisogno di personale, non possiamo lasciarlo andare via così”.

Nico Zanchi – Cisl

“Quello che chiediamo sono parecchie cose: più sicurezza, più assunzioni e soprattutto più contratti dignitosi.

Il fatto che si continuino a chiamarli eroi i colleghi che lavorano negli ospedali e poi proporre un aumento di 80€ è una cosa che noi gridiamo allo scandalo, una cosa vergognosa.

Noi chiediamo più rispetto, un contratto che sia veramente valido, che abbia dentro oltre al valore economico anche nuove classificazioni del personale, che ci sia un’evoluzione del pubblico impiego in senso vero”.

Riccardo Ronca – Uil

“Questo malessere che hanno manifestato è un malessere diffuso tra tutto il personale. Non dimentichiamo che in tutti questi mesi i dipendenti pubblici e soprattutto quelli della sanità hanno dovuto porre dei limiti alla vita personale.

Hanno avuto un carico emotivo incredibile e questo ha portato anche a loro tanta stanchezza e tanto senso di abbandono, che invece di neanche un grazie si ritrovano a casa”.

C’è anche una questione di natura economica?

“Andando nello specifico la nostra protesta è che il mancato rinnovo da parte di Asl di questi lavoratori è per una questione economica.

Con l’altro tipo di assunzioni, dovuti ai fondi del Covid 19, l’Asl non spenderebbe ulteriori soldi.

Il problema è che lasciando a casa queste persone qua e assumendone delle nuove, i numeri non cambiano.

Non abbiamo nessun personale in più, anzi abbiamo perso delle competenze che tutte queste persone portavano al lavoro”.

Mariano Miji – Rifondazione Comunista

“Rifondazione Comunista ha aderito a questo sciopero. Il 12 dicembre lancia a livello nazionale una campagna a difesa non solo del pubblico impiego, ma proprio per il rilancio di una economia pubblica che sia sotto il controllo popolare, soprattutto per i settori strategici, tra cui la sanità ma non solo. Le telecomunicazioni, la viabilità, le multi utility.

Soltanto il controllo pubblico riesce a garantire un utilizzo universale di queste risorse.

Nell’ambito sanitario assistiamo, purtroppo per l’emergenza pandemica, grossi disagi per quanto riguarda la sanità.

Soltanto grazie ad un potenziamento del personale sanitario riusciamo ad abbattere le liste di attesa, l’assistenza domiciliare.

Crediamo che oltre ad un impiego più forte del personale sanitario, occorra una formazione continua, professionale, proprio per garantire continuità e assistenza.

Invece che spendere soldi e risorse in faraonici ospedali unici, i cittadini hanno bisogno di risposte pronte per quanto riguarda l’assistenza. Assistiamo a grossi problemi per quanto riguarda tutta la malattia che non è Covid.

La malattia Covid ha assorbito personale e spazi , che sono stati tolti o ridimensionati da altri servizi. È per quello che ci vuole un forte impegno nell’assunzione di personale. Non sono le strutture di cemento armato a garantire la qualità di assistenza.

Il 12, che è sabato, saremo di nuovo nelle piazze per rilanciare l’economica sul pubblico impiego e un forte investimento su tutto il lavoro pubblico”.

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