Morte Martina Rossi: a Genova si apre processo per favoreggiamento e falsa testimonianza. “Su mia figlia una montagna di bugie” / Foto e video

Giudiziaria Imperia

In occasione dell’avvio del processo, questa mattina a Genova, a sostegno dei genitori di Martina Rossi, si è svolta una manifestazione promossa dal gruppo Facebook “Vogliamo verità e giustizia per Martina Rossi” e dal Collettino autonomi Portuali.

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“Una montagna di bugie ci ha portati a questo momento”. Queste le parole di Bruno Rossi, il papà di Martina, la studentessa imperiese morta precipitando dal balcone di un hotel mentre era in vacanza a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011, all’uscita dall’udienza filtro svoltasi questa mattina a Genova, in due aule allestite in via del Seminario, dove si è avviato il processo per due giovani accusati di favoreggiamento e falsa testimonianza.

Morte Martina Rossi: si apre processo per falsa testimonianza a Genova

Si tratta di un processo costola nato a margine del procedimento principale (nell’ambito del quale Albertoni e Vanneschi sono stati assolti in corte d’Appello dall’accusa di tentato stupro), che vede sul banco degli imputati altri due giovani aretini, Federico Basetti ed Enrico D’Antonio. I due, nell’agosto del 2011, si trovavano in vacanza nello stesso hotel dove sono avvenuti i fatti e, la notte della tragedia, si trovavano in compagnie delle due amiche di Martina, nella camera delle ragazze. I due sono accusati di falsa testimonianza e favoreggiamento. Secondo la Procura, infatti, Basetti e D’Antonio avrebbero cercato di coprire gli amici Albertoni e Vanneschi, rilasciando dichiarazioni non veritieri agli inquirenti di Genova quando furono sentiti come persone informati sui fatti.

Morte Martina Rossi: presidio di solidarietà a Genova

In occasione dell’avvio del processo, questa mattina a Genova, a sostegno dei genitori di Martina Rossi, si è svolta una manifestazione promossa dal gruppo Facebook “Vogliamo verità e giustizia per Martina Rossi” e dal Collettino autonomi Portuali. Circa una ventina di persone, con cartelli e striscioni, hanno presenziato in via del Seminario stringendosi intorno a Bruno Rossi e Franca Murialdo.

Bruno Rossi

“Non è facile ricostruire tutte le bugie e le menzogne, i ritardi, che ci portano oggi a ragionare su una cosa successa 9 anni fa e mezzo, era il 2011, agosto. I due ragazzi quando sono stati interrogati a Genova dal procuratore Mazzeo hanno rilasciato alcune testimonianze reticenti e tese a favoreggiare i colpevoli, i ragazzi che hanno fatto voltare Martina giù dalla camera.

Questi due ragazzi amoreggiavano con le due amiche di Martina in camera, hanno costruito l’esigenza di Martina, per non vedere quattro persone che fanno l’amore, di salire su, dove si è trovata nella situazione in cui vola giù in slip dopo aver graffiato un ragazzo. La prima dichiarazione che fanno è che è andata alla finestra per vomitare ed è caduta di sotto. Poi tutto questo si è trasformato in centinaia di bugie, che continuano ancora adesso. Questi ragazzi, tutti e 6, anche le amiche di Martina, si comportano in maniera univoca, contribuendo a confondere le cose.

Dovevano essere fermati, analizzati. Di 6 ne interrogano 3, i due ragazzi e una delle amiche. Così la polizia spagnola pensa di risolvere il problema. Noi siamo arrivati là con un aereo privato e avevano già sistemato tutto, avevano già fatto l’autopsia. 

Dicono che si sarebbe suicidata? Ma quali sarebbero le motivazioni per suicidarsi il primo giorno di vacanza? In mutande, dopo aver graffiato un ragazzo. C’è stato un sodalizio che viene da lontano, che viene da un intero paese. 

I due ragazzi a processi oggi, all’interrogatorio fatto dopo 3 mesi hanno risposto 70 volte “non so”. Come fai a non ricordarti in una situazione così? Questo processo è strettamente collegato all’altro. Il giudice ha dato 3 udienze a marzo e quindi c’è voglia di affrontarlo.

Oggi c’erano anche molte persone per sostenerci e farci sentire la loro vicinanza. Il collettivo dei portuali sono rimasti molto legati, dopo tutte le lotte che ho condotto in passato.

Il 21 gennaio ci sarà il processo in Cassazione. Spero che sarà fatta giustizia, anche se non cambia niente. Martina non me la ridà nessuno. Il pericolo prescrizione dovrebbe essere scongiurato.

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