Covid: zona rossa a Natale e Capodanno, premier Conte firma Decreto Legge. “Decisione sofferta, ma necessaria” / Ecco tutte le misure

Coronavirus

Il discorso del Premier Conte sul nuovo Decreto Legge.

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Tra i nostri esperti c’è forte preoccupazione che la curva dei contagi possa subire un’impennata nel periodo natalizio. Dobbiamo quindi intervenire con un rafforzamento delle misure restrittive. È una decisione sofferta, ma necessaria per affrontare le prossime festività per cautelarci meglio, in vista della ripresa delle attività a gennaio“. Così il premier Giuseppe Conte all’uscita del Consiglio dei Ministri, dopo aver firmato il Decreto Legge che stabilisce le misure restrittive in vigore nel periodo delle festività natalizie, in materia di contenimento del contagio da Covid-19.

Covid: zona rossa a Natale e Capodanno, parla Giuseppe Conte

Il sistema a zone ha funzionato, infatti abbiamo riportato sotto controllo il contagio e abbiamo potuto evitare il lockdown generalizzato che avrebbe penalizzato ulteriormente il nostro tessuto sociale ed economico. Abbiamo riportato l’RT da 1,7 a 0,7, quindi le regioni in pochi giorni potrebbero tornare tutte in zona gialla. La situazione rimane difficile. Il virus continua a circolare dappertutto.

Tra i nostri esperti c’è forte preoccupazione che la curva dei contagi possa subire un’impennata nel periodo natalizio. Il CTS ci ha fatto pervenire un verbale per cui ha espresso forte preoccupazione per gli assembramenti, specialmente per la diffusa voglia di convivialità delle festività natalizie. Dobbiamo quindi intervenire, è una decisione sofferta, per rafforzare il regime di misure necessarie per affrontare le prossime festività per cautelarci meglio, in vista della ripresa delle attività a gennaio.

Per questo abbiamo adottato un Decreto Legge, non un DPCM, che offre un punto di equilibrio tra la stretta e le deroghe necessarie in considerazione dell’importanza sociale e ideale che le festività hanno nella nostra comunità.

Zona rossa: 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1, 2, 3 gennaio

Ci sarà una zona rossa nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio, sarà vietato ogni spostamento tra le regioni. Per scongiurare un innalzamento della curva dei contagi l’intero territorio nazionale quindi sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi dal 24 al 6I giorni 24 25 26 27 dicembre, 31 dicembre e poi 1,2,3,5 e 6 gennaio.

La zona rossa contempla le seguenti misure: si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità, salute. Introduciamo una misura particolare, è possibile ricevere nella propria abitazione sino a due persone non conviventi dalle ore 5 alle ore 22. Queste due persone potranno portare con sé anche i figli minori di 14 anni che sono quindi esclusi dal computo, persone con disabilità o conviventi non autosufficienti. Questa misura l’abbiamo pensata per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo.

È consentita inoltre attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva all’aperto in forma individuale.

Per quanto riguarda le altre misure ricordo che con questa zona rossa ci sarà la chiusura degli esercizi commerciali, dei centri estetici, dei bar dei ristoranti, tranne asporto fino alle ore 22 e le consegne a domicilio. Restano invece aperti alcuni esercizi come supermercati, negozi di beni alimentari, di prima necessità, edicole tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Peraltro le chiese e i luoghi di culto saranno aperti fino alle ore 22.

Zona arancione: 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio

L’intero territorio nazionale sarà zona arancione nei giorni feriali, i giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio comune di abitazione di residenza senza dover giustificare il motivo. 

Qui dobbiamo raccogliere un indirizzo del Parlamento che è stato chiaro per venire incontro a chi abita nei comuni più piccoli sono permessi gli spostamenti dei comuni fino a 5000 abitanti per un raggio di 30 km. Non ci si può spostare nei capoluoghi di provincia per non contribuire agli affollamenti dei capoluoghi di provincia delle città più grandi. Rimangono chiusi bar e ristoranti eccezion fatta per l’asporto fino alle 22 e le consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle ore 21.

Misure di ristoro

Abbiamo impiegato un po’ di tempo perché volevamo in in questo decreto legge anche immediate misure di ristoro. Comprendiamo le difficoltà economiche e comprendiamo anche l’ulteriore sacrificio economico che gli diamo agli operatori direttamente coinvolti. Siamo al loro fianco. Già nelle scorse settimane abbiamo adottato meccanismi di ristoro rapidi e automatici direttamente erogati sul conto corrente bancario dall’Agenzia delle Entrate. Abbiamo sospeso anche contributi e tributi per coloro che hanno registrato perdite.

Chi subisce danni economici deve essere subito ristorato. Questo Decreto prevede 645 milioni di euro a favore dei ristoranti e dei bar che ne prendo il 24 dicembre al 6 gennaio sono costretti alla chiusura. Riceveranno il 100% di quanto già ricevuto sulla base del decreto rilancio. Il Parlamento in queste ore in questi giorni sta completando l’esame quindi l’approvazione della legge di bilancio che contiene come già annunciato ulteriori interventi. Con il contributo delle forze di maggioranza e anche con le forze di opposizione il Parlamento sta rafforzando il regime degli interventi a favore delle categorie sono più esposte a questa crisi economica e sono anche meno garantite. Parlo ad esempio dei lavoratori autonomi e anche delle partite IVA. Stanno facendo un grande lavoro tutti insieme e questo è un beneficio per tutto il paese soprattutto per le categorie più colpite.

In ogni caso con il nuovo decreto Ristori di gennaio provvederemo a compensare delle perdite anche sugli altri operatori su cui non possiamo intervenire in questi prossimi giorni oltre quindi ai ristoranti e bar, con delle misure perequative per evitare che si creino ingiuste differenziazioni dei trattamenti.

In questi giorni c’è molta critica per il Cashback, voglio ricordare che questa misura non è alleata degli assembramenti è alleata dei cittadini.

Vaccino

Abbiamo davanti la fine di questo incubo. Ci avviamo al “vaccine day”, il giorno 27 dicembre. Noi in Italia saremo nel primo primo gruppo dei paesi europei insieme ad altri paesi. Questo è molto importante. Ovviamente non risolveremo il problema il 27 dicembre, dovremmo attendere i primi mesi dell’anno quando inizieranno poi a distribuirsi queste dosi. Interverremo con un piano vaccinale che abbiamo già abbiamo già anticipato. Dobbiamo trovare in questa certezza la forza di chiudere questo brutto capitolo insieme, dobbiamo ancora rimanere concentrati, non abbassare la soglia di attenzione.

Il vaccino non sarà obbligatorio, ma avvieremo una campagna per far sapere a tutti che sarà un vaccino testato e sicuro. Rispettando le priorità a certe categorie lo offriremo a tutti e speriamo lo facciano tutti”.

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