Il “Pagellone” di ImperiaPost di fine 2020: i voti al sindaco e agli assessori / Parte I

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Per eventuali querele come ogni anno abbiamo un pool di avvocati (Carpano, Tahiri, Siccardi dovrebbero bastare) pronti a difenderci dai “permalosoni” anche se speriamo tale iniziativa sia vissuta da tutti come una simpatica e goliardica pagella di fine anno

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Telefono incandescente, quello dei cronisti di ImperiaPost a ridosso del capodanno. È tempo del pagellone e i consiglieri comunali si inventano ogni scusa possibile per entrare nelle grazie della redazione e strappare almeno una sufficienza. Ma tutto ciò, ormai dovrebbero saperlo, non farà altro che peggiorare la loro situazione.

È stato un anno difficile e qualche decina di minuti a leggere l’ormai imperdibile “Pagellone di fine anno di ImperiaPost” non farà che bene ai nostri lettori, un po’ meno a qualche politico nostrano. Un cult che torna come di consueto per dare la nostra modestissima opinione sull’operato degli amministratori e affini della città di Imperia. Dunque è tempo di bilanci per i componenti dell’amministrazione, dei loro oppositori e di personaggi che gravitano attorno alla politica.

Il voto è complessivo e non è appellabile né dinnanzi al T.A.R. né dinnanzi al Consiglio di Stato tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo e quest’anno aggiungiamo anche quella dei Conti, viste le ultime spese sostenute dal Comune.

Per eventuali querele come ogni anno abbiamo un pool di avvocati (Simona Rota, Carpano, Tahiri, Siccardi dovrebbero bastare) pronti a difenderci dai “permalosoni” anche se speriamo tale iniziativa sia vissuta da tutti come una simpatica e goliardica pagella di fine anno.

Iniziamo subito dal sindaco e dalla giunta comunale.

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Claudio Scajola (Sindaco) voto 5.5: “Conoscere per deliberare”, ripete come un mantra. Uomo solo al comando, il primo cittadino nel 2020 ha incassato una pesantissima condanna a due anni di carcere, pena sospesa nell’ambito del processo Breakfast, accusato di aver favorito la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato a 3 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai.

Per lui, e per la Procura, farsi scarrozzare, ovviamente un centimetro alla volta, dall’autista del Comune, con l’audi A6 dell’Ente per tornare a casa dopo aver partecipato al processo di Reggio Calabria è del tutto normale. Usare le propria auto? Un taxi? Un treno? Roba da comuni mortali.

Con stucco e pittura, e qualche centinaio di metri di asfalto, sta raccogliendo consensi tra gli imperiesi. Pollice in su per i lavori pubblici che stanno cambiando volto alla città: piazza Dante, portici di via Bonfante e via della Repubblica, Piazzale Cristino alla Spianata, rotonda di Castelvecchio, parcheggio ex Agnesi, piazza Goito, giusto per citare alcuni esempi.

Colpo di coda a fine anno con la pratica sul porto turistico. Sfruttando l’iter amministrativo iniziato da Capacci, l’ex Ministro è riuscito, salvo ribaltamenti giudiziari, a restituire il porto alla città rimediando agli errori politici del passato, anche e soprattutto suoi, benché sull’argomento “Sciaboletta” tenti di vestire i panni dello smemorato.

Bene il Sindaco anche per la gestione dell’emergenza Covid 19. Pugno di ferro e idee sempre chiare.

Nel 2020 Scajola ha anche terminato una toilette a 5 stelle accanto al suo ufficio in comune, il tutto ovviamente a carico del contribuente.

Dal punto di vista politico l’anno appena concluso ha fatto registrare una sonora sconfitta del suo “cavallo” (Luigi Sappa, ndr) alle elezioni regionali, nonostante gli imbarazzanti endorsement di tutta l’amministrazione. Sconfitta ancor più tosta per l’exploit del nipote Marco, delfino del presidente Toti, con il quale non corre buon sangue.

Non sono mancate infine le defezioni nello staff del Sindaco, con un fuggi fuggi generale. Solo un “Santo” poteva resistere. Peccatore.

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Giuseppe Fossati (vice sindaco) voto 5.5: Fossati chi? Ormai finito nell’elenco delle meteore in carica della politica nostrana, ha capito che il buon Claudione non lascerà il posto molto facilmente, complice la scoppola rimediata alle regionali. Silenzioso anche sulla pratica del porto turistico, potrebbe aver sentito aria di rimpasto e così l’uomo di destra si è trasformato in un democristiano. Pesta i piedi a qualche intoccabile del Sindaco e finisce oggetto di un attacco politico senza precedenti in consiglio comunale e sugli organi di stampa, targato Obiettivo Imperia. Sconosciuto.