Rivieracqua, la crisi finanziaria affossa i Comuni soci: Villa Faraldi e San Biagio nel mirino della Corte dei Conti/Il caso

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La situazione finanziaria precaria di Rivieracqua inizia ad incidere negativamente sui bilanci dei Comuni soci

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La situazione finanziaria precaria di Rivieracqua, società incaricata della gestione del servizio idrico integrato in provincia di Imperia, inizia ad incidere negativamente sui bilanci dei Comuni soci. Lo si evince dalle ultime relazioni della Corte dei Conti, in particolare per quel che riguarda i Comuni di Villa Faraldi e San Biagio della Cima.

Una vera beffa per i Comuni che, oltre a dover fare i conti con un servizio non sempre efficiente (vedi continue i rotture dell’acquedotto) da parte di Rivieracqua, ora vedono anche messa a repentaglio la propria stabilità finanziaria, con possibili provvedimenti sanzionatori della Corte dei Conti, per coprire le perdite della società consortile di cui sono soci. 

Rivieracqua: Comuni nei guai con la Corte dei Conti

Per entrambi i Comuni la contestazione della Corte dei Conti è la medesima. “Grave irregolarità contabile relativa ai mancati accantonamenti nel Fondo perdite società partecipate, a fronte dei risultati negativi registrati dalla società partecipata Rivieracqua S.c.p.a”.

L’organo di controllo contabile, inoltre, lancia un vero e proprio allarme per quanto riguarda i futuri bilanci di entrambi i Comuni.

Villa Faraldi

“Emerge una prospettiva di peggioramento dell’incidenza dei risultati economici di Rivieracqua sugli equilibri del Comune socio, in virtù dell’aumento del differenziale negativo tra valore e costi della produzione cumulato a fine esercizio 2019, il quale implica per il Comune un corrispondente incremento dell’importo dell’accantonamento da operare sul risultato di amministrazione per Fondo perdite società partecipate. Tale rilievo può destare motivo di preoccupazione se si considera che, già per il 2019, la corretta applicazione della quota del fondo in esame da accantonare sull’avanzo di amministrazione avrebbe comportato il quasi annullamento della parte disponibile del medesimo”.

San Biagio

“Emerge una prospettiva di peggioramento dell’incidenza dei risultati economici di Rivieracqua sugli equilibri del Comune socio, in virtù dell’aumento del differenziale negativo tra valore e costi della produzione cumulato a fine esercizio 2019, il quale implica per il Comune un corrispondente incremento dell’importo dell’accantonamento da operare sul risultato di amministrazione per Fondo perdite società partecipate. Quanto segnalato desta particolare motivo di preoccupazione se si considera che, già per l’esercizio 2019, l’applicazione della quota di accantonamento al Fondo perdite società partecipate, omessa dall’Ente ma invece obbligatoria, avrebbe comportato la registrazione nel relativo conto consuntivo di un risultato di amministrazione negativo”.

Il Comune di San Biagio (1318 abitanti) detiene una quota di partecipazione nella società Rivieracqua pari all’1,0228% del complessivo capitale.

Il Comune di Villa Faraldi (495 abitanti) detiene una quota di partecipazione nella società Rivieracqua pari allo 0,57% del capitale sociale.

In merito a Rivieracqua, la Corte dei Conti precisa che “negli ultimi tre esercizi conclusi la società in questione ha registrato importanti perdite d’esercizio, ad oggi non ancora ripianate e sempre riportate a nuovo all’esercizio successivo, e ha analogamente evidenziato rilevanti valori negativi anche riguardo alla differenza tra il valore e i costi della produzione”.

Le giustificazioni dei Comuni

Entrambi i Comuni hanno replicato alle contestazioni della Corte dei Conti, adducendo come motivazioni “lo stato di particolare incertezza che riguarda gli sviluppi della società Rivieracqua (in concordato preventivo, ndr)”. 

Il Comune di San Biagio ha inoltre specificato all’organo di controllo che i mancati accantonamenti sono frutto di una “scelta consapevole”. Il motivo? “Non gravare il proprio bilancio del pesante onere connesso ai risultati economici della società partecipata a fronte dei limitati servizi ed utilità ricavati dall’opera della medesima”.

A riguardo, la relazione della Corte dei Conti non lascia spazio a interpretazioni. “Le riserve invocate dal Comune circa le limitate utilità tratte dall’attività svolta dalla società partecipata potrebbero giustificare eventuali iniziative finalizzate a una migliore definizione dei rapporti di affidamento dei servizi idrici, ma non possono affatto venire in rilievo per evitare l’applicazione dell’istituto contabile in esame”.

Tradotto, anche se il servizio di Rivieracqua viene considerato non adeguato, i Comuni sono obbligati a coprire le perdite della società, in quanto soci. Una situazione, quella della società consortile, sempre più complicata.

 

 

 


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