#ioapro, Imperia: parla Enrico Calvi, presidente FIPE. “Capisco il disagio, ma non penso che infrangere le regole sia la soluzione giusta”

Attualità Coronavirus Imperia

L’opinione di Enrico Calvi (presidente FIPE Imperia) sull’iniziativa #ioapro.

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“Pur comprendendo benissimo il disagio terribile del settore, non sono convinto che infrangere le regole sia la cosa giusta”. Lo afferma Enrico Calvi, presidente FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Imperia, commentando l’iniziativa #ioapro che, nelle ultime ore, si sta diffondendo in tutta Italia.

L’idea lanciata dagli organizzatori è quella di tenere aperti ristoranti, pizzerie, bar, oltre le 18, venerdì 15 gennaio, contravvenendo quindi alle disposizioni anti Covid previste dall’ultimo DPCM. Sono previste però delle regole ben precise, che seguono un cosiddetto “Dpcm” autonomo, dove “Dpcm” sta per “Decalogo Pratico Commercianti Motivati”.

In particolare, le regole prevedono conti al tavolo alle ore 21,45, per non violare il coprifuoco, e il rispetto delle norme anti-covid, gel, distanziamento sociale e sanificazione dei locali.

#ioapro: parla il presidente FIPE di Imperia Enrico Calvi

“Come presidente FIPE, pur comprendendo benissimo il disagio terribile del settore, non sono convinto che infrangere le regole sia la cosa giusta, oltretutto senza una tutela legale e mettendo a repentaglio clienti e gli stessi ristoratori, che potrebbero essere multati e chiusi. 

Sicuramente se siamo arrivati a una tale situazione di esasperazione è perché c’è stata una pessima gestione centrale, dal sistema dei ristori, al continuo cambio di regole che non permette un’organizzazione dei locali, alla standardizzazione dei vari tipo di attività di ristorazione. Non credo però che la soluzione sia contravvenire alle norme, specialmente adesso, dopo i tanti sforzi fatti. Dobbiamo pretendere una serietà di gestione, ristori adeguati e regole che ci permettano di gestire le nostre attività. 

Ognuno è libero di gestire situazione come ritiene più giusto, ma bisogna essere consapevoli che contravvenire alle regole, in un momento in cui tra l’altro l’epidemia sta di nuovo peggiorando, ha delle conseguenze“.

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