Imperia: dopo 41 anni chiude TuttoMusica, addio a un pezzo di storia. “Ricordi indelebili. Grazie a tutti per l’affetto” / Foto e video

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Lo storico negozio di dischi “Tuttomusica” di via Berio lo scorso 31 dicembre 2020 ha chiuso i battenti.

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“Abbiamo collezionato ricordi che non dimenticheremo mai”. Queste le parole di Laura Cometti, titolare dello storico negozio di dischi “Tuttomusica” di via Berio a Imperia, che, dopo un’avventura lunga quasi 41 anni, lo scorso 31 dicembre 2020 ha chiuso i battenti.

Impossibile non essere mai entrati, almeno una volta, da Tuttomusica, per cercare l’ultimo album del proprio cantante preferito o per comprare i biglietti di un concerto tanto atteso, respirando l’atmosfera magica e ricca di passione che emanavano gli scaffali straboccanti di vinili, LP, musicassette, CD e locandine.

Poco più di tre anni fa, il marito di Laura, Enrico Boninn, ha chiuso lo storico negozio di dischi di Sanremo “Popoff”. 

Chiude TuttoMusica a Imperia: a tu per tu con la titolare Laura Cometti

Come ricorda questi 41 anni di lavoro?

“Sono stati bellissimi. Ringraziamo e ricorderemo tutti coloro che ci hanno supportato sin dall’inizio. Alcuni sono diventati veri amici.

Si chiude un cerchio, siamo arrivati al capolinea, dato che siamo già in pensione. Non abbiamo più forse lo spirito, la forza, la gioia della gioventù per proseguire.

È un mix di fattori il fatto di aver optato per questa decisione. La musica negli anni 80-90 ha avuto il suo massimo splendore, supportata dal CD fisico, prima dagli lp e musicassette.

Con l’avvento della tecnologia è cambiato l’approccio alla musica, adesso basta fare un clic e si ottiene quello che si vuole, non solo in campo musicale purtroppo anche negli altri settori. Questo ci ha un po’ anche demotivato, non c’è forse più l’entusiasmo per il disco che esce come poteva essere una volta”.

Nonostante questo la passione non è mai cambiata?

“No, l’affezione alla musica c’è sempre. Adesso però la musica non è più solo su un supporto fisico. I download, le piattaforme online, portano via il desiderio di acquistare ed avere l’oggetto, perché puoi fruire immediatamente il godimento della musica.

È cambiato l’atteggiamento verso la musica, che piace sempre però non è più consolidata su un supporto fisico come poteva essere in precedenza”.

Come è iniziata la vostra avventura?

“È stata abbastanza casuale, io e mio marito cercavamo una attività da svolgere insieme. Ci hanno proposto questo piccolo negozio che vendeva musica e strumenti musicali dall’altra parte di questa strada. Lo abbiamo rilevato e da li è iniziato tutto, avevamo 23/24 anni.

Inizialmente era quasi come un gioco. I ragazzi, che più o meno erano nostri coetanei, affollavano il negozio ed erano tutti entusiasti.

Poco dopo abbiamo rilevato il negozio di Sanremo, ci siamo lavorativamente divisi. È andato avanti sino a 3 anni fa quando abbiamo deciso di chiuderlo per vari motivi.

Adesso siamo tornati assieme, siamo arrivati al cerchio che si chiude. È così, come la vita. I ricordi rimangono”.

C’è qualche momento che non dimenticherete mai?

“Nell’82 quando era uscito l’album “Making Movies” dei Dire Straits che ha venduto tantissimo, c’era la coda fuori delle ragazze che aspettavano che il prodotto arrivasse. Le musicassette le vendevamo come panini, impressionante.

Ci sono tanti altri episodi. C’erano dj che ci aspettavano quando sapevano che arrivavano i dischi mix di importazione dall’America, in orari di non apertura. Ci aspettavano dalla serranda proprio per entrare per primi e avere la prima scelta.

Sono episodi indimenticabili, che ricorderò per sempre per tutta la vita. Come quando usciva il CD di Vasco Rossi, c’era l’attesa spasmodica. Adesso non è più così chiaramente”.

C’è un CD a cui voi siete affezionati?

“Si, più di uno. Da Lucio Battisti ai Pink Floyd, i grandissimi che ancora adesso sono i numeri uno. Dal punto di vista delle vendite è tangibile. A Natale abbiamo venduto tantissimi lp dei Pink Floyd. I classici sono classici”.

Adesso questo patrimonio musicale che fine farà?

“Per ora rimane qua, quello che è rimasto invenduto è qua. Vediamo cosa succederà”.

Un saluto ai clienti affezionati?

“Saluto tutti i miei clienti, specialmente quelli più assidui che sono passati anche negli ultimi giorni. Quando hanno saputo della chiusura erano molto tristi, non essendoci più negozi così. Per alcuni era diventato una consuetudine passare in negozio, quella mezz’ora a chiacchierare un po’. Ci mancheranno”.

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