“Io Apro”: Imperia, il bar Preve aderirà alla protesta. “Lottiamo per sopravvivere, ma non c’è unione tra noi commercianti”/Video

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Francesca Riccobono, titolare del bar “Preve” di via della Repubblica, esponente del Movimento Imprese Italiane, aderirà, questa sera, all’iniziativa “Io apro”.

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Francesca Riccobono, titolare del bar “Preve” di via della Repubblica, esponente del Movimento Imprese Italiane, aderirà, questa sera, all’iniziativa “Io apro“, lanciata sul web, per protestare contro le restrizioni anti-covid del Governo. 

Al momento, si tratta dell’unica esercente commerciale che aderirà all’iniziativa a Imperia, anche se, secondo quanto filtra, altri bar e ristoranti starebbero valutando in queste ore un’eventuale adesione.

Imperia: “Io apro”, il bar Preve aderisce alla protesta

“Per noi è più che dire una solidarietà verso i colleghi. Apro oggi, chiudo domani? Basta, da qualcosa bisogna partire. Non so cosa possa servire qua a Imperia. Spero che questa iniziativa abbia fortuna in altre regioni. Noi non siamo uniti come ristoratori, dunque non so a cosa servirà. Per me ‘Io Apro‘ è io apro adesso e non chiudo più, perché ci sono delle cose non chiare. Noi dobbiamo avere tutto a posto, tutto in ordine, non possiamo fare assembramenti, poi vai al supermercato e fanno ciò che vogliono. Non riusciamo a capire perché questi attacchi, queste chiusure. Perché oggi c’è il virus e domani non c’è, perché noi siamo gli untori. Noi queste cose non le riusciamo a capire, se qualcuno ce lo spiegasse, magari queste manifestazioni, queste proteste, non ci sarebbero. 

Siccome non sappiamo i motivi di questi attacchi alla ristorazione, noi protestiamo. Io Apro è un’iniziativa partita da fuori e io la prendo come solidarietà ai miei colleghi ristoratori, perché noi come asporto, oggi, dalle 18 alle 22, possiamo lavorare. Quindi noi siamo aperti, ma i ristoranti non possono perché comunque sia dalle 18 alle 22 possono fare asporto, ma non far sedere i clienti a tavola.

Io vorrei che ci fosse più unione tra noi commercianti. Noi non vogliamo andare contro le regole, ma siccome ci hanno abbandonato, nessuno ci aiuta, non vediamo un segnale da nessuna parte, cerchiamo di aderire a queste iniziative.

Io apro oggi per non chiudere più. Rischio multa? Varrebbe la pena se lo facessimo tutti. Ma siccome non è così, pazienza, se verrà qualche cliente mi prenderò la multa. Poi però la andremo a discutere. Perché tu, Stato, mi stai facendo chiudere.

Allora perché non chiudere 1 mese, 2 mesi, e aiutarci con della liquidità, non con dei ridicoli spiccioli. C’è il virus? Il virus c’è tutti i giorni? Mi vuoi chiudere? Benissimo, allora mi paghi come fanno tutti gli altri Stati. In Francia chiudono, ma sono aiutati economicamente. Noi non stiamo avendo niente. Se tu mi dai mille euro ogni 3-4 mesi, io non ci pago neanche la luce. Questi non sono aiuti. Da lunedì saremo arancioni? Siamo di nuovo da asporto. L’asporto costa, noi non ce la facciamo più. Chiudiamo tutti e Imperia diventerà una città fantasma, perché siamo tutti nelle stesse condizioni.

Non vogliamo andare contro le regole, ma non ci sono altre soluzioni. O chiudiamo tutti e non riapriamo più, perché non abbiamo più le forze, oppure stiamo aperti e lottiamo. Però abbiamo bisogno anche degli altri. Se il Comune ce l’abbiamo contro, le associazioni di categoria ce le abbiamo contro, il Governo ce lo abbiamo contro, noi non ne usciamo più. 

Io voglio dire solo una cosa. In bocca al lupo per chi rimarrà aperto. Se ci sarà qualche ristorante aperto noi avremo il piacere di andarci a sedere e mangiare. La multa la prendiamo, la mettiamo e poi la andremo a discutere”.

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