Processo Martina Rossi: Cassazione, in diretta da Roma. Parla papà Bruno. “Dopo 10 anni siamo arrivati al momento decisivo”/Foto e Video

Cronaca Imperia

Oggi il verdetto definito della Cassazione

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Questa mattina la Cassazione metterà la parola fine al processo sulla morte di Martina Rossi, la studentessa imperiese che nel 2011 perse la vita cadendo dal sesto piano dell’hotel Sant’Ana di Palma de Maiorca, dove era in vacanza con le amiche.

Due gli imputati, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, entrambi in camera con Martina quella maledetta notte dell’agosto 2011, accusati di tentata violenza sessuale e morte come conseguenza di altro reato.

Condannati in primo grado a sei anni di carcere, il verdetto e stato ribaltato in Appello: assoluzione per la tentava violenza sessuale e prescrizione per morte come conseguenza di altro reato.

Oggi il verdetto definito della Cassazione. Tanti i giornalisti presenti in piazza Cavour, a testimonianza dell’interesse crescente per una vicenda che non riguarda solo Martina Rossi, ma tutte le donne vittime di violenza come ribadito ieri dal flash mob tenutosi in piazza piazza Dante a Imperia. Un appello forte e chiaro, giustizia per Martina.

Questa mattina presenti in Piazza Cavour a Roma i genitori di Martina, Bruno e Franca:

“A volte sembra di vivere in un altra dimensione, di sensibilità, di sentimento. Dopo 10 anni siamo arrivati al momento decisivo. Questa è una giornata storica, che deve definire alcuni passaggi che ho avuto nella mia vita.

Lo stato che da giustizia a chi viene violentemente colpito. Le donne, i vecchi, i bambini e i poveri. Credo di poter affermare che anche lo stato, chi fa politica, ricordi cosa vuol dire la prescrizione per una persona che ha perso la figlia di venti anni. Ma non solo.

In questi anni si sono dette brutte cose su Martina?

Specialmente chi l’ha conosciuta ad Imperia, che è una città piccola. Non era una mangiatrice di uomini, era una ragazza tranquilla. Martina è salita per trovare una serenità, qualcuno ha detto che è salita in mutande. La verità è che è volata giù dalla finestra dopo 10 minuti, che ha graffiato una persona per difendersi. Sono cambiate tante cose, tutte a riabilitare la figura di due delinquenti.

Sono persone che ci ridono sopra, dopo che hanno ammazzato Martina scrivono su Facebook che hanno fatto notti folli a Palma. Avevano una sfrontatezza che contano davvero. Un mare di bugie una dietro l’altra. Solo pensare Martina da vittima a viene da impazzire.

Che sensazioni avete avuto in questi giorni?

Mi telefona tanta gente, mi danno forza, coraggio, è difficile trovare le persone, ma io ho quasi un eccesso. Non li conosco nemmeno, non so chi siano”.

“Martina è sempre mia figlia, fosse successo a me avrebbe lottato con tutte le sue forze.

Cosa vi ha dato la forza? Si trova, non ce ne siamo nemmeno accorti fossero passati 10 anni. Me ne accorgo quando manca, quando guardo le fotografie. Le cose che devi fare, diventano un automatismo”.

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