Liguria, Protezione Civile: ai comuni l’aggiornamento del “Libro Blu” su regole allerte meteo. “Strumento per consentire di gestire al meglio il rischio meteo”

Provincia

In un centinaio di pagine sono descritte in maniera dettagliata le regole che governano l’allerta meteo, le fasi operative e gli altri aspetti fondamentali in alcuni dei momenti più critici dell’anno.

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È stata inviata oggi ai Comuni una nota con l’aggiornamento del Libro Blu, predisposto nel 2017 dall’assessorato alla Protezione civile di Regione Liguria per fornire alle amministrazioni locali, e quindi in modo capillare e diffuso a tutto il territorio, una sorta di vademecum con tutte le procedure di allertamento meteo da parte di Arpal, l’aggiornamento in tempo reale delle informazioni sulla criticità idrologica, idraulica e geologica e le linee guida per la pianificazione del rischio.

In un centinaio di pagine sono descritte in maniera dettagliata le regole che governano l’allerta meteo, le fasi operative e gli altri aspetti fondamentali in alcuni dei momenti più critici dell’anno.

“Il nostro sistema di Protezione Civile – afferma l’assessore Giacomo Giampedroneè diventato un modello a livello nazionale, grazie alla riforma del sistema varato durante il precedente mandato di questa amministrazione, con l’istituzione di un’unità di crisi regionale in grado di assicurare una risposta decisionale veloce ed efficace in caso di emergenza, con il supporto operativo e tecnico di diverse professionalità all’interno della Sala operativa regionale. Il Libro Blu, che viene periodicamente aggiornato, vuole essere uno strumento per consentire a sindaci e Prefetture di gestire al meglio il rischio meteo, nell’ottica di una cultura di protezione civile diffusa e capillare”.

Il Libro Blu riepiloga in un unico testo:

  • i principi dell’allerta meteo, che può essere emanata con i tre colori per piogge diffuse e neve, soltanto con giallo o arancione per i temporali;
  • i fenomeni per cui è previsto l’avviso meteo, ossia vento, mare, disagio fisiologico da caldo o freddo;
  • le cinque zone di allertamento e le tre classi di bacino (piccole < 15 kmq, medie fra 15 e 150 kmq, grandi >150 kmq), a cui sono riconducibili diverse tipologie di reazioni a seconda del tipo di precipitazione (i bacini piccoli soffrono i rovesci molto intensi anche se brevi, quelli grandi le precipitazioni continue e prolungate su più ore o giorni);
  • le fasi operative di attenzione, preallarme e allarme, che corrispondono alle diverse modalità con cui gli enti gestiscono il territorio durante la manifestazione degli eventi meteo.

In quest’ultimo aggiornamento sono stati ulteriormente approfonditi alcuni aspetti tecnici relativi al monitoraggio, con l’individuazione di 19 comprensori idrologici di base (unioni di bacini con caratteristiche simili) e la proceduralizzazione dei cosiddetti “eventi non previsti”, ossia quelle situazioni meteo di pioggia, neve e temporali, spesso estremamente localizzate, che danno luogo a criticità al suolo in assenza di allerta.

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